Soltanto nei primi 8 mesi del 2026, il cambiamento climatico ha già inflitto all'agricoltura italiana danni per oltre 3 miliardi (secondo le stime di Coldiretti), colpendo imprese già gravate dal rialzo dei costi energetici legato ai combustibili fossili, che sono in assoluto la causa principale del cambiamento climatico.
Altrettanto paradossale è che uno dei falsi miti più usati per ostacolare le rinnovabili sia proprio quello di un loro presunto danno all'agricoltura.
Questa errata narrazione alimenta sindromi Nimby e Nimto, favorisce norme ostative alle rinnovabili e di fatto contribuisce a bloccare i progetti e lasciare l'agricoltura, e l'Italia intera, senza gli impianti necessari a produrre energia al minor costo e con il minore impatto climatico. Tutto questo in un Paese che conta 4 milioni di ettari agricoli abbandonati.
Va peraltro ricordato che gli impianti fotovoltaici non comportano impermeabilizzazione del suolo né coperture artificiali permanenti, a differenza del cemento degli edifici e dell'asfalto delle strade, la superficie utilizzata torna al suo impiego originario al termine della vita utile dell'impianto, poiché le imprese sono obbligate a riportare le aree alle condizioni iniziali.
@qui_finanza https://t.co/vyGDAdcMQ2
Dal 28 febbraio scorso, quando gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l'Iran, importare combustibili fossili è costato all'Europa 90 miliardi di euro in più, in poco più di 6 mesi, senza che una sola molecola di energia sia stata aggiunta.
La Presidente @vonderleyen al #SOTEU 2026 ha spiegato anche che bisogna puntare con decisione sulle nostre energie pulite, economiche e prodotte localmente, ed elettrificare l'Europa perché raddoppiando la quota di energia elettrica entro il 2040, potremmo ridurre la spesa per le importazioni di combustibili fossili di 260 mld € all'anno.
Ha invitato gli Stati membri a impegnarsi di più per accelerare ulteriormente le procedure di autorizzazione, e a fare un patto contro le inutili complicazioni burocratiche. https://t.co/FtFNixZGYS
Per l’Italia è una priorità. Siamo tra i Paesi europei più esposti alla dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e stiamo aprendo un nuovo fronte di indebitamento per l’energia, con 14 miliardi di euro di flessibilità UE.
È irrimandabile mettere a terra le azioni, a costo zero, per sbloccare gli iter autorizzativi di moltissimi progetti delle tecnologie più competitive, come il solare e l’eolico, indispensabili per dare a imprese e cittadini una soluzione concreta per ridurre i costi dell’energia.
Per farlo, basterebbero poche modifiche al Testo Unico, rafforzando alcuni strumenti di semplificazione già esistenti nell'ordinamento.
Le auto elettriche sono arrivate alla terza generazione, prezzi crollati fino al 50% e velocità di ricarica triplicata in pochi anni, autonomia anche di 600 km e sono in arrivo le batterie allo stato solido dalle grandi autonomie e tempi di ricarica ancora più brevi.
Da vedere il servizio di #PresaDiretta: https://t.co/ytaQeMZKFW
E guidare un’auto elettrica in città conviene, si può risparmiare rispetto a un’auto a benzina o diesel, secondo l’Osservatorio @adiconsum – TariffEv https://t.co/MdysR0u2jH
Ancora "stretti" nella morsa dell'Iran. Oggi Bab el-Mandeb movimenta più petrolio di Hormuz, la crisi nel Golfo non si è risolta, ha ridisegnato le rotte rendendole più lunghe, più costose, ma non più sicure.
Questi due stretti sono collegati dalla stessa rete energetica, e sono entrambi, direttamente o indirettamente, sotto il controllo dell’Iran che li usa come strumenti di pressione per tenerci sotto scacco a causa della nostra dipendenza dai combustibili fossili. Non serve nemmeno chiudere un passaggio per condizionare il mercato, è sufficiente renderlo più rischioso per far alzare i prezzi.
In parole povere, basta una minaccia a migliaia di chilometri di distanza per farci pagare ancora di più il pieno dell’auto. Facile comprendere che misure come il taglio delle accise – che, finora, ci è costato oltre 2 miliardi nel 2026 - sono un cerotto su una frattura strutturale, sanabile soltanto riducendo la dipendenza dalle importazioni di fossili.
È sempre più evidente, quanto irrimandabile, la necessità di accelerare l’elettrificazione dei consumi e la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, le uniche risorse energetiche nazionali di cui l’Italia dispone in abbondanza.
https://t.co/gJgxkqPfc9
Rinnovabili, la carta vincente. Ma nel nostro Paese continuiamo a tenerci l'asso nella manica!
Come ho spiegato a #PresaDiretta, migliaia di progetti rinnovabili restano fermi per i NO del Ministero della Cultura, l'inerzia delle Regioni e anche per le difficoltà in cui opera la Commissione PNRR – PNIEC.
Infatti, se di Commissari c'è bisogno, si nominino quelli che mancano a questa Commissione: nata nel 2021 per accelerare la VIA, è oggi un imbuto che accumula ritardi anche di anni. È sottorganico fin dalla costituzione — cinquanta Commissari contro i settanta previsti, che andrebbero portati ad almeno cento.
Non a caso, la Commissione stessa è tornata a chiedere di aumentare il numero dei Commissari e confermare quelli in scadenza.
I progetti restano anni ad aspettare una soluzione finale, in un momento in cui dovremmo fare esattamente il contrario. È veramente irragionevole perché avremmo la possibilità di produrre energia elettrica in modo indipendente dalle importazioni e a costi che sono meno della metà dei costi di produzione dell'elettricità da gas.
Ringrazio la Redazione di @Presa_Diretta, @IaconaRiccardo, @ale_macina e tutta l'ottima squadra, davvero complimenti per l'importante servizio pubblico che portate avanti con grande serietà e qualità!
@RaiPlay https://t.co/plo1LfG5Ad
Mentre il prezzo del gas supera 80 euro/MWh - il livello più alto da fine 2022 - 13 GW di progetti rinnovabili (dato Anie Rinnovabili) restano bloccati al Consiglio dei Ministri, chiamato a sciogliere il nodo dei pareri discordanti tra MASE e MiC.
Il problema sono i dinieghi del MiC, ormai praticamente una costante anche in aree in cui la disciplina consentirebbe la realizzazione dell'impianto e nonostante il parere favorevole di VIA rilasciato dal MASE.
Il MiC si esprime in senso sfavorevole nell'84% dei casi per l'agrivoltaico, nel 68% per il fotovoltaico e nel 91% per l'eolico.
Il blocco non si ferma al livello centrale. Sui tavoli delle Regioni sono fermi altri 59 GW (dati R.E.gions2030). Addirittura 22 GW attendono l'autorizzazione regionale da oltre un anno e mezzo, pur avendo già ottenuto la VIA nazionale.
È una paralisi burocratica insostenibile per la sicurezza e l’economia nazionale. Si potrebbe risolvere con due sole modifiche al Testo Unico FER.
https://t.co/NaS5tm5Ow1
Convergenza tra Governo e @antitrust_it (https://t.co/ajExmSAkaM) sulla necessità di sbloccare gli iter autorizzativi per le rinnovabili, il Ministro @adolfo_urso promette misure per superare gli ostacoli delle Soprintendenze e delle Regioni https://t.co/mIg4xKL4Bs
Basterebbero due modifiche chirurgiche all’attuale Testo Unico FER.
1) Rendere il parere delle Autorità paesaggistiche vincolante per il MASE nelle sole aree dichiarate non idonee, mantenendolo obbligatorio ma non vincolante nelle altre aree.
2) Introdurre un termine perentorio di 90 giorni per la chiusura dei procedimenti a livello regionale, con silenzio-assenso alla scadenza.
Ho approfondito qui le due misure: https://t.co/XmE7SIWN7w
Non un nuovo quadro normativo, né una riforma costituzionale, né un Commissario. Bastano solo due modifiche al Testo Unico per liberare dal pantano autorizzativo migliaia di progetti rinnovabili.
Il decreto semplificazioni annunciato per settembre è l'occasione da non perdere per introdurre queste due misure risolutive che non sono una via libera per tutti, ma al contrario permettono di tutelare il paesaggio e le aree di pregio, e garantiscono le prerogative delle Amministrazioni regionali.
@LaStampa@MASE_IT@mimit_gov https://t.co/XmE7SIWN7w
L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sottolineato che la transizione e l’accelerazione delle rinnovabili sono una priorità strategica anche per l’economia e l’industria, e che serve una decisa accelerazione degli investimenti e dell’entrata in esercizio di nuovi impianti attraverso la rimozione tempestiva degli ostacoli anche regolatori e amministrativi.
Nel suo documento, l’@antitrust_it richiama quanto rilevato anche dall’OCSE: la persistente sovrapposizione di competenze e di livelli decisionali tra amministrazioni statali, regionali e locali continua a rappresentare un rilevante fattore di complessità procedurale, suscettibile di determinare duplicazioni istruttorie, disallineamenti valutativi e conseguenti ritardi sia nei percorsi autorizzativi che, anche a valle di questi ultimi, nella fase di effettiva realizzazione dei progetti. Sarebbe opportuno valutare l’introduzione di strumenti idonei a prevenire situazioni di stallo procedimentale, anche attraverso meccanismi sostitutivi o di intervento automatico da parte dello Stato in caso di inerzia amministrativa.
https://t.co/wALdpgeCvV
Nella direzione indicata dall’Autorità, vanno le modifiche al Testo Unico che ho proposto per risolvere le criticità autorizzative a livello nazionale e regionale. In particolare, sarebbe utile prevedere per i procedimenti di competenza regionale un termine perentorio di 90 giorni, assistito da un meccanismo di silenzio assenso.
https://t.co/l5gIBO4C38
In un mix elettrico che vedrà le rinnovabili, auspicabilmente, ad oltre l’80% dal 2030 in poi, serve un ecosistema di risorse per la flessibilità, un portafoglio di tecnologie, nessuna di esse rigida, che copre ogni scala temporale per soddisfare le esigenze della rete.
Più cresce la quota di rinnovabili, più servono risorse flessibili e dispacciabili a basso costo, e meno conviene una fonte baseload inflessibile, ad esempio, come il nucleare.
Per ripagare almeno l’investimento, una centrale nucleare deve funzionare a pieno regime. In un sistema elettrico ad alta penetrazione di rinnovabili come sarà quello dal 2030 in poi, avremmo due alternative, entrambe paradossali: o si spengono le rinnovabili, facendo impennare il costo dell'energia, o si tengono fermi i reattori nucleari. In questo secondo caso, gli impianti nucleari, già molto più costosi delle rinnovabili, diventerebbero economicamente insostenibili.
Dobbiamo sviluppare rinnovabili, accumuli e reti per abbattere il consumo di gas e per ridurre i costi, sarebbe incredibile creare le basi per addossarci futuri extra costi.
https://t.co/l5gIBO4C38
@Greenreport_it@LuMo71
Il Presidente di @ARERA_it: “Il nostro Paese ha prezzi tra i più alti d’Europa: più rinnovabili produciamo e più si abbassano i costi.” https://t.co/Md0DnDpiHC
È un messaggio chiaro e importante, soprattutto adesso.
Prima di accendere 14 miliardi di debito a carico dei cittadini per fronteggiare il caro energia, sarebbe doveroso realizzare le azioni a costo zero che servono a sviluppare le rinnovabili e ad abbattere i costi dell'energia.
Migliaia di progetti sono bloccati a livello nazionale e regionale. Per farli partire, basterebbero due modifiche al Testo Unico FER. Ecco quali: https://t.co/aTfjKafZ33
Alla Conferenza Stampa organizzata dal @ComunePalermo, @RapPalermo e @AsjaEnergy, abbiamo presentato un progetto a cui tengo particolarmente, in una Città che da sempre ha un posto speciale nel mio cuore.
A Palermo, nell’area della discarica di Bellolampo, Asja ha iniziato i lavori per il nuovo impianto per la produzione di biometano dal biogas prodotto dalla discarica, che sarà il primo in Sicilia. Sarà anche il primo impianto in Italia a immettere il biometano in una rete di distribuzione cittadina, in questo caso quella di AMG Energia S.p.A., Società del Comune di Palermo.
Disponibili il Comunicato Stampa e le slide che ho illustrato in Conferenza con i numeri del progetto — quanto biometano prodotto, per quante famiglie, quanta CO₂ evitata, quali benefici economici per la Città di Palermo — e le informazioni tecniche su come funzionerà l'impianto.
https://t.co/zy4cT3Ob1a
L'Italia dispone delle tecnologie, delle competenze industriali e dei capitali per aumentare l’elettrificazione dei consumi e sviluppare rinnovabili, reti e accumuli.
Il fattore principale che frena questi investimenti è l'incapacità del sistema pubblico di autorizzarli in tempi certi a causa di procedure complesse, sovrapposizioni amministrative e incertezza regolatoria.
Superare questi ostacoli produrrebbe benefici già nel breve periodo, ponendo le basi per un vantaggio competitivo strutturale del sistema economico italiano.
Lo dimostra anche il nuovo studio Energy Square, un think tank di 40 esperti italiani di energia provenienti da università, centri di ricerca e imprese di cui sono contento di far parte!
https://t.co/48nJ4sLMfH
I nuovi data center hanno un consumo d’acqua irrisorio, mentre in Italia sprechiamo oltre il 40% dell'acqua perché la rete idrica nazionale è un colabrodo.
I data center di nuova generazione utilizzano circuiti di raffreddamento chiusi e, sempre più spesso, per raffreddare i server si usano fluidi speciali al posto dell'acqua.
Invece di allarmarci per i consumi idrici dell'intelligenza artificiale, dovremmo allarmarci per le perdite della rete idrica nazionale, uno spreco che attualmente ci costa quasi 10 miliardi di euro l'anno, secondo l'Ufficio studi @cgiamestre
https://t.co/samh9RIkil
In questo articolo illustro le poche e mirate modifiche legislative che basterebbe apportare all'attuale Testo Unico FER (D. Lgs. 190/2024) per consentire la crescita delle rinnovabili e superare lo stallo autorizzativo che oggi blocca moltissimi progetti a livello nazionale e regionale.
Il punto qualificante di queste misure è che non richiedono di ricostruire un nuovo quadro normativo, né di alterare l’equilibrio di competenze tra Stato e Regioni in materia energetica.
https://t.co/l5gIBO4C38
L'Assemblea dei partecipanti della Sede di Torino della Banca d'Italia mi ha nominato membro del Consiglio Superiore e membro del Consiglio di Reggenza.
Desidero rivolgere un sentito ringraziamento all'Assemblea per la stima e la fiducia che ha voluto riporre in me, è un onore poter contribuire ai lavori del Consiglio Superiore e del Consiglio di Reggenza della @bancaditalia, organi che presidiano funzioni di straordinario rilievo istituzionale per il Paese.
Ho accolto l'incarico con grande senso di responsabilità e gratitudine, e con l'impegno di assolverlo portando in questo consesso l'esperienza maturata in oltre trent'anni di attività imprenditoriale e istituzionale, nel settore energetico e non solo, in continuità con il rapporto di leale collaborazione con le Istituzioni del nostro Paese.
@UfficioStampaBI
https://t.co/FP6ni9GJfu
Come spiego su La @StampaTorino, i blackout di questi giorni sono guasti della rete di distribuzione locale, infrastrutture progettate per un clima che non esiste più.
Le ondate di calore non sono più episodi isolati, il cambiamento climatico le rende sempre più frequenti, più intense e più durature, e con esse cresce lo stress su reti, impianti, imprese e cittadini.
Dobbiamo investire per rendere il sistema elettrico, da un lato più resiliente, investendo su innovazione e digitalizzazione delle reti di distribuzione, anche con nuovi materiali più resistenti al calore.
E dall'altro, più decarbonizzato, agendo su due fronti:
Aumentare la produzione di energia elettrica rinnovabile, accelerando l'installazione di nuova potenza, soprattutto eolica. Gli impianti eolici, complementari con quelli fotovoltaici, producono maggiormente la notte, e la loro crescita consentirebbe di distribuire meglio il profilo di produzione rispetto all'andamento della domanda.
Accelerare lo sviluppo degli accumuli — le batterie — che immagazzinano l'energia fotovoltaica prodotta di giorno e la restituiscono alla rete nelle ore serali e notturne.
https://t.co/TIuzEIyEB2
Dopo anni di ritardo nella pubblicazione del FER X — il modello di aste su cui gli operatori hanno costruito i piani di investimento — arriva un cambio di rotta che fa del FER Z il principale strumento per le aste del fotovoltaico, prima ancora di averlo collaudato.
Il FER Z era stato concepito dal MASE e posto in consultazione con un contingente di 5 GW e come meccanismo di aste parallelo e aggiuntivo al FER X.
Invece, adesso, è previsto che il contingente del FER Z salga ad almeno 15 GW, perché vi viene riallocata una quota importante di fotovoltaico dal FER X, che nella versione definitiva ha un contingente limitato a 10 GW.
Così, il FER Z, un meccanismo sperimentale, che dovrebbe essere approvato dall’Europa non prima di fine anno e di cui non conosciamo tempi e regole, diventa il canale attraverso cui andrà in asta la maggior parte della potenza fotovoltaica.
È pienamente condivisibile l'utilità di meccanismi d'asta capaci di valorizzare una maggiore produzione rinnovabile e, nel lungo periodo, non vi è dubbio che la crescente applicazione di strumenti come il FER Z rappresenti un'opportunità per il sistema.
Tuttavia, la crescita del FER Z dovrebbe avvenire, da una parte, con la necessaria gradualità, in parallelo allo sviluppo del parco di generazione e dei sistemi di accumulo.
Dall'altra, dovrebbe procedere secondo tempistiche tali da garantire agli operatori l'orizzonte di prevedibilità necessario per pianificare gli investimenti, e con modalità condivise e definite attraverso una reale concertazione con le Associazioni di rappresentanza del settore.
https://t.co/l5gIBO4C38
"Più rinnovabili per salvare il paesaggio dai cambiamenti climatici": sabato 27 giugno, dalle 9:30, il Museo d'Arte Contemporanea "Ludovico Corrao" di Gibellina, Trapani, ospiterà l'evento organizzato da Legambiente Sicilia.
Istituzioni, mondo dell’arte e settore delle rinnovabili si riuniscono con l’obiettivo di individuare un punto di incontro tra la tutela del Paesaggio e la diffusione degli impianti necessari a risolvere la duplice crisi, climatica ed energetica.
https://t.co/o3yKNqKkjv
La Germania ha installato 20 GW di rinnovabili nel 2024, oltre 20,5 GW nel 2025 e 5 GW nel primo trimestre 2026.
In Italia abbiamo realizzato 7,4 GW di rinnovabili nel 2024, 7,2 GW nel 2025 e 1,6 GW nel primo trimestre 2026.
Le nostre imprese sono perfettamente in grado di realizzare in Italia la traiettoria di sviluppo che sta seguendo la Germania.
Concordo pienamente con @A_LisaCorrado, Europarlamentare e Responsabile Conversione ecologica del @pdnetwork, non mancano gli operatori pronti a investire, per farlo serve un quadro regolatorio certo e stabile.
https://t.co/gK93nYpJ8i