✨💥Italia travolgente all’esordio: 6-1 alla Francia all’Europeo U-12 2025 - Prisacaru guida gli Azzurri con una prestazione perfetta nel box (3/3) e un punto segnato. https://t.co/ROFHkM2mhN
If past atrocities had taught us anything, it’s that the problem is never just "the leader".
Look at those who follow him.
The hands that clap.
The mouths that incite.
The bodies that obey.
And above all, those who could stop it—and choose silence instead.
A Gaza c’è un bambino ferito che chiede ai dottori “sopravviverò?”. E uno che strappa un capello al fratellino morto prima che venga portato via. Ci sono corpi schiacciati da tonnellate di cemento che riemergono grazie alla disperazione che scava a mani nude. Ci sono fosse comuni, file infinite di corpi lunghi e corti e sudari bianchi. C’è un bambino sdraiato su una barella che dice qualcosa, ha una scheggia grossa come una lancia conficcata in un polpaccio. C’è una bambina che avrà 10 anni impazzita dal dolore che dice “quella è mia madre la riconosco dai capelli” e le dicono di no, ma lei si butta per terra e dice che ha perso tutti, sua madre, sua sorella e si chiede perché non sia morta con loro. C’è un padre che urla con i resti dei figli in due sacchetti. C’è una madre che saluta i suoi tre bambini morti, in fila l’uno accanto all’altro sulla strada sporca di terra e sangue. Ci sono bambini che arrivano in ospedale che tremano come foglie, muti, gli occhi sbarrati. Ci sono persone sporche e insanguinate che vagano come zombie. C’è un bambino vivo, grigio di polvere sotto il cemento, il corpo schiacciato, la testa fuori che cola sangue e uomini intorno che cercano di tirarlo fuori. C’è un medico che tasta il petto di un bambino, sussurra qualcosa al padre e il padre non accetta il verdetto, “c’è ancora un respiro!”. Non vuole che il medico lo copra col lenzuolo.
Ci sono video che lo raccontano.
Io oggi non vedo tutto questo sui siti delle più importanti testate italiane. Vedo un nuovo spaventoso video dei terroristi di Hamas che il 7 ottobre sparano alle auto. Vedo carri armati israeliani al confine, gli ostaggi liberati, nuove immagini dei kibbutz delle stragi. Immagini che nessuno dovrebbe nascondere e che nessuno infatti nasconde.
Per vedere cosa succede a Gaza invece devo aprire Instagram o alcuni siti internazionali.
Ed è straniante, perché da quando esistono i social, i siti di informazione dai social saccheggiano qualsiasi contenuto emozionale, stronzate incluse. Questa volta niente.
Gaza deve essere invisibile. La tragedia dei palestinesi va occultata il più possibile per legittimare la forza, la vendetta. Gaza non vale neppure un clickbait.
Odiate chi viene, chi è andato via. Vi danno fastidio disabili, gay, poveri... Non si è ancora ben capito chi siano questi italiani che vengono prima, tanto lo sappiamo che vi odiate anche fra di voi. Odiate voi stessi. E fate bene perché fate schifo.
Quelli che dicono “odio l’estate preferisco l’inverno” poi però alle 19 li trovi bellini a farsi l’aperitivo a mezze maniche con stereolove in sottofondo in riva al mare, eh no caro mio ora te ne vai a bere la cioccolata calda al buio qui non siamo a convenienza
La dedica di Benigni alla moglie ora alla mostra del cinema di Venezia:
“conosco un solo modo di misurare il tempo: con te e senza di te”
Piango molto.
“It’s easier to be a parent this morning. It’s easier to be a dad. It’s easier to tell your kids character matters. It matters. Tell them the truth matters."
Van Jones reacts after CNN projected Joe Biden as the winner of the presidential election. https://t.co/HO9WG1KPLh
Here’s another stabilized sky timelapse, this time at Crater Lake, Oregon. The water was still for most of it, which created a nice mirror for the stars. I also got my astro-modified camera working, which provides more vibrancy in the nebulae in the Milky Way. #EppurSiMuove
A 40 anni Franz Kafka che non si è mai sposato e non aveva figli, passeggiava per il parco di Berlino quando incontrò una bambina che piangeva perché aveva perso la sua bambola preferita. Lei e Kafka cercarono la bambola senza successo.⬇️/1
Piccolo consiglio: Quando volete sapere di dov'è originaria una persona immigrata qui, non fate domande come "No, intendo, da dove sei DAVVERO". Fa sentire come se non importasse quanto lavori e vivi e hai tutti gli amici e rete sociale qui, xchè non sarai mai DAVVERO di qui.
Quando sono arrivato in Italia avrei voluto fare il classico ma la risposta del preside del classico ai miei fu "ho già troppi stranieri in scuole e poi è un ragazzo rumeno, meglio se impara un mestiere no? perché non va a fare l'ITIS"
Se non notate il razzismo culturale e sistemico presente anche qui in Italia, non siete automaticamente mostri o razzisti o nulla del genere, ma probabilmente avete il privilegio di non doverci avere a che fare. A me, da immigrato romeno in questo paese, non è concesso.