@GoffredoBuccini@luigidimaio@ClaudioBozza@Corriere L'ascesa di incapaci al potere non è un caso. Da un lato "siamo come il popolo" (populismo) e dall'altro sono più facilmente manipolabili dalle lobby, dai Casaleggio e Putin di turno. È un win-win nel breve periodo.
Il paradosso italiano: piena occupazione, produttività ferma
Disoccupazione ai minimi storici. Occupati al record. Eppure la produttività italiana è ferma da trent'anni.
Come è possibile? Non è un paradosso. È aritmetica.
Partiamo dai principi primi
Produttività = valore aggiunto prodotto / ore lavorate.
È una frazione. Può calare per due vie: il numeratore scende, o il denominatore sale più del numeratore. In Italia succedono entrambe le cose, contemporaneamente.
Canale 1: il numeratore viene compresso dalla concorrenza globale
Il valore aggiunto non è una quantità fisica: è prezzo × volume, meno i costi intermedi. Se un'azienda italiana produce lo stesso identico bene di dieci anni fa, con la stessa efficienza tecnica, ma è costretta ad abbassare i prezzi per competere con Cina, Est Europa o Sud-Est asiatico, il suo valore aggiunto cala. E con lui la produttività misurata — senza che nessuno abbia lavorato peggio.
Puoi diventare tecnicamente più efficiente e statisticamente meno produttivo allo stesso tempo. Se non controlli il pricing power, non controlli la produttività.
Canale 2:Il denominatore cresce nei posti sbagliati
L'occupazione italiana cresce. Ma dove? Turismo, ristorazione, servizi alla persona, logistica di ultimo miglio. Settori a basso valore aggiunto per ora lavorata, strutturalmente: un cameriere non può servire 10x più tavoli, un rider non può consegnare 10x più pacchi.
Intanto le ore si spostano via da manifattura avanzata, chimica, farmaceutica, software — i settori dove un'ora di lavoro genera 3-5 volte più valore aggiunto.
Ogni persona che passa da un lavoro ad alto valore aggiunto a uno a basso valore aggiunto fa scendere la media nazionale. Anche se lavora di più. Anche se lavora bene. La composizione batte l'impegno.
La bassa disoccupazione non è la prova che l'economia va bene. È la prova che stiamo saturando le ore lavorate in attività che il mercato globale paga poco. Stiamo massimizzando il denominatore mentre il numeratore è sotto attacco.
Un Paese può essere pienamente occupato e collettivamente più povero, ora dopo ora.
E allora cosa muove davvero la produttività?
Tre cose, e tre soltanto:
1. Pricing power: prodotti che il mondo non può replicare facilmente: brevetti, marchi, complessità tecnologica. Chi compete solo sul costo ha già perso.
2. Capitale per addetto: macchine, software, automazione, AI. La produttività non si predica: si compra e si installa.
3. *Riallocazione: spostare persone e capitale verso i settori ad alto valore aggiunto, non proteggere quelli a basso valore aggiunto.
Nessuna di queste tre leve si attiva chiedendo alle persone di "lavorare di più". Le ore sono il denominatore. Il problema dell'Italia è il numeratore.
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@focaccinauomo@daria_sev Pensare in termini solo razionali costi-benefici è da fuffaguru geopolitici. Per fortuna i politologi considerano anche i valori, le emozioni, i bias, le euristiche individuali e di gruppo. Non servono vantaggi quando si sceglie il martirio, per esempio 😊
#Vannacci ha detto al Parlamento Europeo che biomasse e nucleare possono renderci più autonomi dal punto di vista energetico. I dati IEA gli danno ragione, ma non del tutto.
La dipendenza dalle importazioni per l'energia da biomasse è tra 0 e 20%, molto meno che per i fossili. L'Italia è il terzo produttore mondiale di biogas, con circa 1.300 impianti.
Ma @RoVannacci parla di "autarchia", che vuol dire bastare a sé stessi del tutto. E i numeri raccontano altro: la risorsa serve solo dove c'è (senza foreste, si dipende comunque dall'estero), il potenziale sostenibile globale copre appena il 9-18% del fabbisogno mondiale, e i costi restano più alti dei fossili senza incentivi.
Oggi le biomasse coprono il 2,5% dell'energia italiana. Con le scelte giuste si potrebbe arrivare al 10-15%. Non è autarchia, ma è un pezzo importante del puzzle.
L'articolo di @FrancescoLucaaa sul nostro blog 👇
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@mr_bertoli@CarloCalenda Mi riferivo all'ennesima polemica, quella scaturita dalla questione università coi fondi presi dalla PAC.
Non sono qua per litigare. Ribadisco che vi lascio fare tra voi 😊 Dai che è uscita la frase detta da Calenda a Rielli nel podcast, avete nuovo materiale su cui azzannarvi.
@mr_bertoli@CarloCalenda Mi sta dicendo che le recenti osservazioni dei prof. Gilli e Trezzi fossero inutili?
Fatevi un esame di coscienza e, soprattutto, investite in una quadra di spin doctor esperti di Comunicazione politica.
@mr_bertoli@CarloCalenda Oh sì, è la responsabilità è collettiva. Possono esserci mille proposte valide, ma se non si accettano le critiche e si litiga con chiunque passi di lì, amici e nemici, fate pure. Noi altri vi guardiamo da lontano e ce ne tiriamo fuori.
@ilpost Scrivete che sarebbe diventato famoso per i contenuti controversi. Dissento. Se i media italiani avessero ignorato quei contenuti, Vannacci non sarebbe stato tematizzato e sarebbe rimasto uno sconosciuto. Lui è un sintomo di un paese che non funziona, ma lo avete creato voi.
@Sofiajeanne@StefanoFeltri@Mchiarusmr Nel mio articolo su @politeia_nea non ne faccio solo una questione di ideologia, ma proprio di metodo. La geopolitica non è scienza e nemmeno vuole esserlo https://t.co/sqPCmDBmGE
Oggi è la Giornata della Costituzione ucraina 🇺🇦
Il 28 giugno 1996 la Verkhovna Rada adottò la Legge fondamentale dopo una sessione ininterrotta di 24 ore, sancendo la nascita di uno Stato democratico e indipendente dopo il crollo sovietico.
Oggi, sotto la legge marziale, quella Costituzione è più preziosa che mai.
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Dalla promessa dell'IA in medicina ai meccanismi con cui cambiano le opinioni pubbliche, fino alla recensione di Il salvatore di bambini di @nelloscavo, una storia vera di coraggio e resistenza.
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@gennadanna@Dan_Regg@Laura_Virgy
@riccardotani4 Ecco. Ipotizzo che la sua sia stata una reazione del tutto emotiva. Leggo che è un medico: la invito a utilizzare il metodo empirico anche allo studio della politica. Buone letture!
A #Kherson occupata, il direttore di un orfanotrofio ha falsificato registri e documenti per sottrarre 52 bambini alla deportazione russa. La sua storia ha contribuito al mandato d'arresto della CPI contro Putin.
La racconta @nelloscavo nel suo libro: "Il salvatore dei bambini".
La #recensione di @Laura_Virgy su Lo Scaffale
#Ucraina @feltrinellied
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