La sentenza di condanna di Mauro Moretti per la strage ferroviaria di Viareggio del 2009 a me fa letteralmente paura. Le motivazioni addotte dai giudici dimostrano che (contrariamente a quanto si suole dire per prudenza e senso delle istituzioni) non si può avere fiducia nella magistratura italiana. Si può avere speranza, si può pregare, ma non si può avere fiducia. In mezzo a magistrati sicuramente capaci, si annidano dei veri giacobini pericolosi e disconnessi dalla realtà, che elevano a sentenza gli umori della massa. Moretti è stato condannato dalla Cassazione perché non ha mostrato l’onniscienza e l’onnipotenza necessarie a evitare la strage. Moretti avrebbe dovuto, da AD di un gruppo (FS) che partecipava e non gestiva direttamente la società coinvolta nella strage (RFI), imporre a questa ultima dei criteri e delle misure di sicurezza superiori a quelle previste dalla legge europea, dunque avrebbe dovuto imporre la violazione delle regole e avrebbe anche dovuto sapere (lui, non lo Stato!) quali fossero queste misure ultronee sufficienti.
Quei giudici hanno insomma sancito principi che, potenzialmente, possono decretare la fine dell’ordine sociale di una società avanzata: non basta rispettare la legge, non esistono le persone giuridiche, viviamo in un unico grande calderone in cui il più potente del momento è per definizione colpevole. Benvenuti nella barbarie.