Giornalista. DeputyEditorinChief-Sapienza Legal Papers. Military Member Italian Red Cross | Here to give voice to the stories that silence has erased.
Mi ha detto: «Mi chiamo Luisa, la mia storia inizia quando, passati i quarant’anni, ho incontrato un uomo che sembrava il migliore che avrei mai potuto incontrare».
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«Non pratico, quindi sono libero».
Matteo ha 26 anni.
È uscito dalla religione in cui è cresciuto, ma la logica dell’autorità non l’ha lasciata del tutto.
Una storia di doppia vita, contraddizioni e muri invisibili.
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Questa è l’unica verità che i politicanti di bassissima lega dovrebbero considerare prima di dare fiato alla bocca. A rimetterci sarà la serenità di un Paese già gravemente compresso dall’inciviltà.
Sono inorridito. Si invoca la grazia per Roggero — che gli risparmierebbe soltanto il carcere — ignorando la natura efferata del gesto e le conseguenze dell’atteggiamento politico che si sta costruendo attorno a questo caso.
Non dovremmo nemmeno discuterne.
Avrebbe potuto sparare alle gomme dell’auto su cui i rapinatori stavano fuggendo. Avrebbe potuto intimidirli. Avrebbe potuto scegliere la proporzione. Ha invece scelto la morte: un omicidio volontario.
Ieri YouTube mi ha riproposto il video di @CicaloneSimone che porta @RoVannacci a Termini tra degrado e marginalità. Cicalone: accogliente, empatico, parla con la gente e cerca soluzioni concrete. Vannacci: pesce fuor d’acqua, solo slogan sprezzanti, zero empatia e zero proposte reali. Tutto propaganda, niente sostanza.
@GiorgiaMeloni@francang1950 Il Governo avrebbe potuto lasciare un po’ di spazio al Parlamento. Magari fargli votare qualche emendamento; magari lasciare che questo disegno di legge fosse il frutto di un sano dibattito politico.
Il Governo avrebbe dovuto garantire il voto ai fuori sede. Nel loro domicilio!
10.014.113 volte “Giorgia torna a casa”.
Questo è il risultato di una mobilitazione sociale e politica di dissenso nei confronti di un Esecutivo autoritario e una maggioranza parlamentare da encefalogramma piatto, che rinuncia al dibattito politico nelle sedi istituzionali, oltre a lavarsi le mani delle riforme davvero importanti che la Repubblica aspetta da tempo.
Per dirla con le parole di Maurizio Carozza, è come se “le zanzare” creassero la formula chimica dello zampirone.
Stavolta si è tentato di eliminare i contrappesi costituzionali, eppure sorge spontaneo domandarsi quale sarà la prossima mossa, sperando che non si consumi l’ennesimo tentativo di attentare alla Costituzione più bella ed equilibrata del mondo.
#referendumgiustizia #NO #SeparazioneCarriere
«[…] in questo nostro tempo […] è necessario rifuggire, abbattere i muri della paura, dell’indifferenza, della rassegnazione.
È necessario vincere la tentazione dell’isolamento. Si vive in una comunità, non in un anonimo insieme di individui che si ignorano vicenda, indifferenti gli uni agli altri.
In più, la guerra è tornata a spargere sangue nel mondo, in tante sue parti, anche non lontano dalla nostra Italia.
A tutti i livelli, a partire dalla vita quotidiana, fino a quella della dimensione della vita internazionale, si confrontano due modi contrapposti di pensare: quello di preoccuparsi soltanto dei propri interessi, imponendosi sugli altri, e quello di condividere invece difficoltà e opportunità, per cercare di conseguire successi insieme.
Non dobbiamo rassegnarci, né pensare che siano derive inevitabili. Al contrario, occorre aver fiducia. Perché la premura per gli altri, il senso di comunità, la capacità di affrontare difficoltà, che a taluno appaiono insormontabili, sono più forti delle circostanze e degli eventi negativi.
E l’Italia di queste doti ne ha grande abbondanza.»
- Sergio Mattarella
I diritti non si discutono, ci mancherebbe. Ma l’esibizionismo non è identità, è spettacolo. E quando lo spettacolo diventa eccessivo e imbarazzante, che esempio si dà ai bambini? Atreju, francamente, più che un evento politico sembra un carnevale fuori stagione.