La moglie di un matematico gli chiede:“vai a comprare il latte e, se ci sono le uova, prendine sei”.
Dopo un po’ torna e la moglie gli chiede:”perché sei bottiglie di latte?”
Lui:“c’erano le uova”.
La risposta di Antonio #Scurati alla Presidente Meloni, a proposito di ciò che ha scritto su Facebook.
Ecco il testo integrale, così che tutti possano leggerlo:
"Gentile Presidente,
leggo sue affermazioni che mi riguardano. Lei stessa riconosce di non sapere "quale sia la verità" sulla cancellazione del mio intervento in Rai. Ebbene, la informo che quanto lei incautamente afferma, pur ignorando per sua stessa ammissione la verità, è falso sia per ciò che concerne il compenso sia per quel che riguarda l'entità dell'impegno.
Non credo di meritare questa ulteriore aggressione diffamatoria. Io non ho polemizzato con nessuno, né prima né dopo. Sono stato trascinato per i capelli in questa vicenda. Io ho solo accolto l'invito di un programma della televisione pubblica a scrivere un monologo a un prezzo consensualmente pattuito con la stessa azienda dall'agenzia che mi rappresenta e perfettamente in linea con quello degli scrittori che mi hanno preceduto.
La decisione di cancellare il mio intervento è evidentemente dovuta a "motivazioni editoriali", come dichiarato esplicitamente in un documento aziendale ora pubblico. Il mio pensiero su fascismo e postfascismo, ben radicato nei fatti, doveva essere silenziato. Continua a esserlo ora che si sposta il discorso sulla questione evidentemente pretestuosa del compenso. Pur di riuscire a confondere le acque, e a nascondere la vera questione sollevata dal mio testo, un capo di Governo, usando tutto il suo straripante potere, non esita ad attaccare personalmente e duramente con dichiarazioni denigratorie un privato cittadino e scrittore suo connazionale tradotto e letto in tutto il mondo.
Questa, gentile Presidente, è una violenza. Non fisica, certo, ma pur sempre una violenza. È questo il prezzo che si deve pagare oggi nella sua Italia per aver espresso il proprio pensiero?"
🔴 #Gaza
Un familiare di un membro del nostro staff palestinese è stato ucciso, e un altro è rimasto ferito, in un attacco contro un convoglio MSF che cercava di evacuare 137 persone intrappolate da una settimana a causa degli scontri intorno all’ospedale di Al Shifa.
#Israele: “Palestinesi, evacuate dal Nord al Sud di #Gaza, lì sarete al sicuro”.
Israele oggi: “Palestinesi, evacuate dal Sud di Gaza per essere al sicuro”.
Verso dove? L'Egitto?
Questa non è guerra, è la #Nakba2023, la pulizia etnica della #Palestina tramite #genocidio.
L'esercito israeliano ha bombardato la scuola Al-Fakhora, dove donne e bambini si stavano rifugiando dopo essere stati sfollati dalle loro case. Gli aerei israeliani hanno colpito la scuola, uccidendo vittime civili,di cui la maggior parte sono bambini e donne. Il conteggio delle Vittime è ancora in corso. Un nuovo crimine di guerra si aggiunge a un ampio record sotto il silenzio internazionale.
Cessate il fuoco subito: fermiamo il massacro di Gaza! Governo Meloni, ministro Tajani, fatevi coraggio: sospendete immediatamente la fornitura di armi italiane a Israele. https://t.co/6SPK4yMatK
@P_DUrso1@stebaraz@IDF Per cambiare qualcosa Israele dovrebbe smettere di discriminare e uccidere la popolazione civile palestinese, smettere di arrestare indiscriminatamente donne e bambini
⚠️ Uno dei medici più eminenti di Gaza, il dottor Hamam Allouh è stato ucciso oggi insieme alla sua famiglia a seguito di un attacco aereo israeliano sulla sua casa.#Gaza
🔴Questa mattina sono stati sparati proiettili contro una delle 3 sedi di MSF a #Gaza, che si trovano vicino all'ospedale #AlShifa e che stanno ospitando il personale di MSF e le loro famiglie. Sono oltre 100 persone, tra cui 65 bambini, che da ieri sera hanno finito il cibo.
Il nostro appello alla Presidente del Consiglio @GiorgiaMeloni
Mobiliti gli altri leader mondiali, i partner europei, promuova un dialogo con le autorità israeliane per L’IMMEDIATO CESSATE IL FUOCO a #Gaza.
Per migliaia di persone, è davvero una questione di vita o di morte.
spostati in un’area dove c’è ancora elettricità i neonati prematuri dell’ospedale al-Shifa a #Gaza Sta finendo anche l’ossigeno dicono i medici
Doctors move premature babies at Gaza’s al-Shifa Hospital https://t.co/Tojm2ZHj2G via @AJEnglish