@elonmusk you're a nazi, you're Goebbels from Walmart.
You pretend to be for free speech but limit any speech against you.
You're just an Apartheid nepo-baby who thinks he's better than everyone else because he's bought things someone else created and slapped his name on them
@mfa_russia You don't get to decide that, fashy.
Remember the ceasefires Ukraine tried to negotiate for religious festivities and you just kept terror bombing them?
@_Deez_Games Real men play whatever character they are given because they don't give a fuck about pledging allegiance in a Kulturkrieg.
Did this dipshit not play TWD Seasons 2 and 3 or Portal?
Egr. presidente Buttafuoco, le scrivo a proposito della decisione deplorevole di riammettere la Russia alla @la_Biennale, spazio culturale di livello mondiale, le cui vetrine, proprio per questo, dovrebbero essere offerte a chi costruisce cultura e crea arte, anziché a chi distrugge teatri, uccide artisti e piega qualsiasi attività performativa al ruolo di supporto dei piani criminali di un regime corrotto e assassino.
La sua scelta appare tanto più incredibile se si considera che la commissaria del padiglione russo sarà Anastasiia Karneeva, figlia di Nikolay Volobuyev, dirigente di Rostec, il grande conglomerato statale russo della difesa militare e aerospaziale, soggetto a sanzioni occidentali già dal 2014. Le aziende collegate a Rostec producono missili da crociera come i Kalibr o i Kh-101, utilizzati da quattro anni per martellare città come Kyiv, Lviv e Odesa, gli Iskander, costantemente lanciati contro città ucraine, i P-800 Oniks, spesso sparati dalle navi del Mar Nero contro il centro storico di Odesa, che è patrimonio UNESCO. I carri armati T-90 e 2S19 Msta-S sono quelli che in questi anni hanno sventrato intere regioni dell’est.
Il risultato è che quasi 1700 siti culturali, inclusi quelli patrimonio dell’umanità sono stati distrutti o danneggiati. Centinaia di artisti sono stati uccisi nei bombardamenti o per aver scelto di difendere la propria nazione. Per altri è ora impossibile esibirsi o esibire proprie opere per mancanza di fondi, per gran parte destinati alla difesa o all’assistenza della popolazione, o per la distruzione dei teatri o degli spazi espositivi.
Nella società Smart Art Karneeva ha come socia Ekaterina Vinokurova, figlia del ministro degli Esteri Russo Sergey Lavrov, grande sostenitore della cancellazione dell’Ucraina sul piano culturale e geografico, un genocidio che punta all’estinzione dell’Ucraina in tutte le sue forme ed espressioni. Posizioni dalle quali Vinokurova non ha mai preso le distanze.
Davanti a tutto questo trovo abominevole che si sia scelto di offrire un palcoscenico ad un regime orgogliosamente genocida, che usa anche l’arte e la cultura come elemento di influenza e da tempo, peraltro esercita ormai un controllo ferreo su ogni forma espressiva, dai copioni degli spettacoli teatrali, alle trame delle produzioni cinematografiche, dalle arti visive alla musica, perché glorifichino la guerra e la sopraffazione di altri popoli.
Mi permetto infine di esprimerle il mio sincero e spassionato disgusto per l’intervista che ha rilasciato a Repubblica. Finora pensavo che non si potesse far peggio che chiamare “pace” una resa. E invece lei è riuscito a definire “tregua” il suo ignobile tentativo di normalizzare la guerra.
Saluti (non cordiali).
Vedete questo? Questo è il motivo per cui Fuck Trenitalia cantava la verità, e le vostre pressioni per censurarla rivelano esattamente le vostre priorità: l'apparenza conta di più della realtà.
Quindi, dal profondo del cuore, andate a farvi fottere.
#fuckTrenitalia