Il 7 settembre 2023, Giorgia Meloni, la stessa Meloni che ieri ha scritto quel post, presentò in conferenza stampa il decreto Caivano.
Un decreto che prevede, tra le altre cose, fino a due anni di carcere per i genitori che non mandano i figli a scuola.
Meloni, in quella conferenza stampa, disse testualmente: “Ho scoperto che per chi non manda propri figli a scuola la pena è di 30 euro, una volta sola. Ora si rischieranno due anni di carcere e la potestà genitoriale. In Italia c’è l’obbligo scolastico e deve essere garantito”.
Due anni di carcere e la potestà genitoriale per chi non manda i figli a scuola. Lo ha detto Meloni. Lo ha voluto Meloni. Lo ha firmato Meloni.
La famiglia Trevallion non mandava i figli a scuola. La bambina di otto anni non sa leggere né scrivere, né in italiano né in inglese. I bambini non sono mai stati iscritti a nessun istituto scolastico. E quando nella casa famiglia è stata finalmente trovata un’insegnante, il percorso è stato ostacolato dalla madre.
Quindi la stessa Meloni che ha firmato un decreto per mandare in carcere i genitori che non rispettano l’obbligo scolastico adesso scrive un post indignato contro i giudici che hanno preso provvedimenti nei confronti di una famiglia che, tra le molte altre cose, non rispettava l’obbligo scolastico.
Lo ha firmato lei, quel decreto. Ha voluto lei quelle pene. Ha detto lei che l’obbligo scolastico “deve essere garantito” e che chi lo viola rischia “la potestà genitoriale”.
Ma quando sono i giudici ad applicare quei principi, Meloni li accusa di “chiaro tenore ideologico”.
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#famiglianelbosco
Proposte concrete, per un supporto vero e non di facciata, contro cui si scatena nei commenti un misto fritto di bot e disagio.
E allora diamo qualche risposta in più, per mostrare sia agli stanchi e delusi che a chi ancora ci prova che non sono soli.
È nostro compito sostenere l'Ucraina 🇺🇦
Recentemente la BCE ha rigettato la proposta della Commissione Europea di usare gli asset russi congelati presso Euroclear per finanziare l'Ucraina, anticipando con un prestito parte delle future riparazioni di guerra
Questa non è una sorpresa, la manovra esulerebbe infatti dal mandato della BCE. Riteniamo però che proprio in virtù di ciò sia necessaria una risposta diretta della politica, che non si limiti a delegare il compito alla Banca Centrale
Le soluzioni possibili, già discusse in Europa e tra i partner transatlantici, sono due:
- Il Repereations Loan:l'Europa anticipa i soldi all'Ucraina, con questa che si Impegnerebbe a ripagare il prestito qualora la Russia pagasse le riparazioni di guerra. Utilizzando i circa 190 miliardi di euro di asset
presso Euroclear come collaterale questa manovra ridurrebbe al minimo il rischio per i bilanci nazionali
- Un prestito diretto dove i paesi UE stanziano congiuntamente un loan all'Ucraina, prendendosi il rischio di restituzione qualora le sanzioni venissero annullate
Entrambe le proposte sono coerenti con i trattati internazionali e sono fattibili da un punto di vista operativo. Quello che manca è un reale impegno collettivo delle nazioni europee che renda possibile muoversi verso una politica di supporto economico coerente e credibile senza che venga a meno la nostra stabilità finanziaria
Non possiamo permettere che la discussione tecnica sul ruolo della BCE venga usata come alibi per ignorare l'impellente necessità di sostenere l'Ucraina
>vibecode ransomware
>claude says its more appropriate hash the files rather than encrypt
>idk what that means ok fine
>get my first victim
>haha it’s a bank hell yes
>they want to pay ten million dollars
>try to decrypt the files first
>uh claude how to I unhash a hash
@ngiocoli@dariodangelo91 Io continuo a farvi notare che nell'esprimervi continuate ad eccedere tanto quanto chi sta all'estremo opposto, ad esempio nel definire tutti coloro che sono trattenuti da Israele "terroristi condannati all'ergastolo".
@cmgaston Dissento anche io sulla metafora originale, come condanno il terrorismo di Hamas, il suo sfruttamento della tragedia palestinese per i suoi scopi.
La punchline però non considera che col cancro non c'è possibilità di comunicazione o interazione, con Hamas sì.