ISW ha pubblicato una mappa interattiva che illustra i pilastri dell’infrastruttura russa di guerra cognitiva - i centri russi che Mosca utilizza per proiettare la propria influenza all’estero.
Come si può vedere dalla mappa, in Italia tale centro è rappresentato dalla Casa Russa
Ceuta è un'enclave spagnola in Marocco e quindi sospendere Schengen, se anche non fosse ridicolo per chi ha fatto appello fino a ieri alla "solidarietà europea!", sarebbe inutile. Ceuta e Melilla sono sottoposte a un regime speciale.
Il problema non è iniziato con l’ignoranza, quella c’è sempre stata. Il problema è nato quando l’ignoranza ha cominciato a essere motivo di vanto e aggregazione.
Sono disgustato da quelli, come Bettini oggi sul @Corriere, che tirano in ballo Tolstoj, Dostoevskij, Puškin per sostenere che si deve parlare con Putin. Mi sembra equivalente a dire che si sarebbe dovuto trattare con Hitler perchè c'erano stati Bach, Beethoven, Goethe...
Premesse le mie ampie critiche al ddl ed alla comunicazione del governo fatte negli ultimi anni.
Già il sottotitolo di questo articolo/post contiene 2 errori o quantomeno affermazioni fuorvianti.
1) "una proposta per costruire piccoli reattori di nuova generazione" è fuorviante
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Partiamo da qui: #Modena è una tragedia gravissima. Punto.
Otto persone travolte, quattro feriti gravi, vite spezzate: c’è una donna che ha subito amputazioni, ci sono famiglie distrutte, c’è una città colpita in pieno centro. Il colpevole, Salim El Koudri, deve rispondere fino in fondo davanti alla giustizia. Nessuna attenuante politica, nessuna minimizzazione, nessuna sociologia da quattro soldi quando ci sono vittime
E proprio per rispetto delle vittime bisogna dire la verità intera.
A fermarlo sono stati cittadini. Luca Signorelli, ferito mentre cercava di bloccarlo, Osama Shalaby, egiziano, insieme al figlio Mohammed; altri negozianti pachistani intervenuti nella stessa area. Rainews li ha definiti “gli eroi egiziani e pakistani” che hanno aiutato a bloccare El Koudri. Quindi, prima di trasformare Modena in uno spot razziale, almeno abbiate la decenza di guardare la scena fino in fondo.
Ed eccolo, il trappolone prevedibile: “Ma gli stranieri delinquono più degli italiani in rapporto alla popolazione”.
Risposta: in alcune categorie, soprattutto reati predatori e di strada, la sovra-rappresentazione degli stranieri tra denunciati/arrestati esiste. Negarlo è stupido. Ma usarlo per vendere la favola etnica è ancora più stupido.
Primo: “denunciati/arrestati” non significa “condannati”.
Secondo: “stranieri” non è una categoria sociale omogenea: dentro ci sono regolari, irregolari, residenti, senza fissa dimora, richiedenti asilo, persone appena arrivate, cittadini di Paesi diversissimi, maschi giovani concentrati nelle aree urbane.
Terzo: il confronto secco con la popolazione totale è spesso drogato, perché gli stranieri residenti sono circa il 9% della popolazione, ma sono molto più concentrati nelle fasce d’età e nei contesti urbani dove la criminalità di strada è statisticamente più alta.
Quarto: molti minori “stranieri” sono nati o cresciuti qui ma restano giuridicamente stranieri per le regole italiane sulla cittadinanza. Quindi il dato misura anche un fallimento italiano, non un gene criminale importato.
La sovra-rappresentazione statistica può giustificare politiche serie: più controllo del territorio, espulsioni individuali quando legalmente possibili, certezza della pena, contrasto alle gang, intervento su irregolarità, scuola, quartieri, salute mentale, recidiva, minori fuori controllo.
Non giustifica la punizione collettiva. Non giustifica la “remigrazione” come parola magica. Non giustifica l’idea che un cittadino italiano possa essere espulso perché ha il nome sbagliato. Sul caso Modena lo ha dovuto ricordare persino Tajani: l’uomo è italiano, non c’è nessun permesso di soggiorno da revocare. E il Protocollo 4 CEDU vieta l’espulsione dei cittadini dal proprio Stato; la Carta UE vieta le espulsioni collettive.
Le Candyland di Tarantino sognate dai vannacciani il villaggio bianco, ordinato, gerarchico, senza “contaminazioni” esistono solo nella testa di chi confonde l’ordine pubblico con l’igiene etnica. Poi arrivano i dati sui crimini commessi da italiani nativi e il giocattolo si rompe: femminicidi, abusi su minori, omicidi familiari, aggressioni razziste, branco, estrema destra. Non dimostrano che “gli italiani sono il problema”. Dimostrano che era cretina la premessa: spiegare il crimine col sangue.
La sicurezza è una cosa seria. La propaganda no.
Se uno straniero commette un reato, va punito lui. Se un italiano commette un reato, va punito lui. Se una rete criminale sfrutta irregolari, minori o quartieri degradati, va smantellata quella rete. Se un politico prende un fatto di sangue e lo trasforma in odio contro milioni di persone, non sta difendendo l’ordine pubblico: sta facendo marketing sulla paura.
Il criminale ha responsabilità individuale. Lo Stato ha responsabilità istituzionale. Il politico che aizza l’odio ha responsabilità morale e politica.
Il resto è razzismo.
E allora in primo luogo dica a Buttafuoco di smetterla di parlare di "libertà e audacia" (è lui che l'ha messa in questi termini), altrimenti risulta soltanto un ridicolo ipocrita. Si dica "invitiamo gli artisti di regime altrimenti dobbiamo chiudere mezza Biennale".
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Forte presa di posizione dell'EMA: "Al momento non esistono trattamenti antivirali o vaccini autorizzati per l'hantavirus. Le affermazioni che collegano l'infezione da hantavirus alla vaccinazione contro COVID-19 non sono supportate da prove scientifiche".
La conferenza stampa di #Putin racconta una realtà molto diversa da quello interpretato dai media occidentali: non la preparazione della pace, bensì la preparazione di una guerra lunga. Cosa ha detto realmente il presidente russo? - Oggi il mio articolo su @ilfoglio_it /1
L’Italia deve pagare le cure degli italiani nell’incendio di Crans-Montana? Lo sostiene la Svizzera, che ha chiesto il risarcimento delle spese per alcuni italiani curati in un suo ospedale. Abbiamo provato a fare chiarezza sulla questione.
https://t.co/9w0KxQ2xQm
Non ho mai partecipato né mai parteciperò ad una manifestazione per il 25 aprile.
Non lo farò perché la festa della Liberazione non è (e non so se è mai stata) una vera festa antifascista.
Al contrario, è la celebrazione di altri fascismi, di altri squadrismi le cui differenze rispetto all'originale stanno nei colori.
A 80 anni dalla cacciata dei nazifascisti dall'Italia settentrionale buona parte del Paese non ha mai fatto i conti con le proprie colpe, non si mai guardato dentro; in alcuni casi ha trasformato questo giorno in rammarico per non essere riuscito a sostituire una orrenda dittatura con un'altra.
E allora festeggio il 25 aprile da solo, in silenzio; gridando dentro di me Viva la Libertà, cantando Bella Ciao e ringraziando quegli uomini e quelle donne coraggiose che 80 anni fa, uniti sotto una bandiera e non divisi dai colori, donarono la loro vita per permetterci di farlo
P.S ho sentito @matteohallissey , sta bene
Disgusto e nausea: la sensazione che mi provoca leggere gruppi che si definiscono di sinistra difendere la guerra imperialista e genocida di Vladimir Putin in Ucraina e poi cantare lo slogan della Resistenza che parla di resistenza all’invasore. Fate schifo è dir poco.
Il mito del gas russo conveniente
Si sente ripetere come un rosario: il gas russo era a buon mercato, ora ce lo fanno pagare gli americani quattro volte tanto. Lo dicono Travaglio, Di Battista, Conte, certi leghisti di antica memoria e pure Salvini quando gli torna comodo. Peccato che sia una balla colossale, di quelle che si raccontano al bar per far passare il tempo e far sembrare furbi i furbi.
Il gas di Gazprom non è mai stato “stracciato”. Lo dicono gli arbitrati persi da Mosca uno dopo l’altro: Edison, Eni, RWE, E.On, la polacca PGNIG. Lo dice pure l’Oxford Institute for Energy Studies, che non è esattamente un covo di guerrafondai atlantisti. Nel 2010 il prezzo russo era già del 25 per cento più alto del mercato spot. Edison ci rimise 37 milioni in un trimestre e finì in braccio ai francesi. Nel 2020 Stoccolma condannò i russi a restituire un miliardo e mezzo ai polacchi. Sempre la stessa musica: contratti legati al petrolio solo sulla carta, in realtà legati al capriccio di Putin.
Quando serve, il Cremlino apre o chiude i rubinetti come un usuraio. Ucraina non paga una rata nel 2014? Prezzo su dell’80 per cento in ventiquattr’ore. Nel 2021, mentre le truppe si ammassavano al confine, i flussi calano del 25 per cento e i prezzi triplicano. Un messaggio chiarissimo: senza di noi finite in ginocchio, europei.
Oggi il gas russo è sceso al 12 per cento delle nostre importazioni e il prezzo sul mercato europeo è tornato sotto la media del decennio pre-invasione. Anzi, con l’inflazione è pure inferiore. Lo ha spiegato con i grafici Matteo Villa, che non è uno di quelli che sventolano la bandiera ucraina a ogni talk. Nel 2021, con il 45 per cento di gas russo, arrivammo a 186 euro al megawattora. Nel 2025, con il 12 per cento, siamo intorno ai 27. Eppure i filorussi nostrani continuano a piangere sulle bollette come se fossimo ancora ostaggi di Nord Stream.
Il punto vero non è neppure il costo. È il ricatto. Per Mosca il gas non è mai stato solo un affare: era una leva per dividerci, per corrompere, per tenere l’Europa al guinzaglio. Ridurre la dipendenza è stato un atto di elementare dignità nazionale. Chi oggi – da Borghi a Conte passando per i pentastellati che boicottavano i rigassificatori – vuole tornare indietro, non lo fa per risparmiare due euro sulla bolletta dell’italiano medio. Lo fa per rimettere il cappio al collo dell’Europa e regalare a Putin i dollari con cui compra missili, droni e quinte colonne.
Comprare gas russo oggi significa una cosa sola: finanziare la guerra in Ucraina. Finanziare la minaccia nucleare. Finanziare la corruzione di mezza classe dirigente europea. È masochismo travestito da realismo economico. E il realismo, signori, è un’altra cosa: è capire che la libertà ha un prezzo, ma il ricatto ne ha uno molto più alto. E chi finge di non vederlo o è ingenuo o è complice. O tutte e due, che in politica capita spesso.
Tutto documentato nel thread qui sotto 👇👇👇
Claudio Descalzi, che è alla guida di ENI da 12 anni (fatto di per sé impressionante e che, con l’attuale riconferma, lo porterà a 15), alla Scuola di Formazione Politica della Lega (doppiamente impressionante) esce allo scoperto e dichiara che è necessario rivedere lo stop al/1
Good morning, world! 🌎
We have spectacular new high-resolution images of our home planet, all of us looking back through the Orion capsule window at our Artemis II astronauts as they continue their journey to the Moon.
We see our home planet as a whole, lit up in spectacular blues and browns. A green aurora even lights up the atmosphere. That's us, together, watching as our astronauts make their journey to the Moon.
L’Italia si è rifugiata nella casa di paglia del 3-5-2 più difensivo possibile, e il lupo cattivo della Bosnia l’ha spazzata via con 54 cross.
https://t.co/d7tvERL3tW
Ricapitolando:
A CHI SOSTIENE CHE I GIUDICI NON SONO APPIATTITI SUI PM:
- 94% delle richieste di intercettazioni dei Pm accolte dai Gip;
- 99% delle richieste di proroga intercettazioni dei Pm accolte dai Gip;
- 85% delle richieste dei Pm di proroga indagini accolte dai Gip;
- La stragrande maggioranza delle misure cautelari richieste dai Pm accolte dai Gip;
- La quasi totalità delle richieste di rinvio a giudizio accolte dai Gup;
A CHI SOSTIENE CHE AL CSM LE CARRIERE DEI MAGISTRATI SONO VALUTATE NEL MERITO:
- 99% delle valutazioni di professionalità dei magistrati al Csm finisce con esito POSITIVO, quindi anche gli autori di clamorosi errori giudiziari, di inchieste flop, di sentenze sbagliate, di enormi ritardi;
A CHI SOSTIENE CHE IL MAGISTRATO CHE SBAGLIA RISPONDE PER I SUOI ERRORI:
- 96,5% delle segnalazioni disciplinari a carico dei magistrati archiviate direttamente;
- del 3% che va a giudizio al CSM 3 procedimenti su 4 finiscono in proscioglimento;
- quell'1 su 4 sanzionato ha perlopiu' sanzioni irrisorie (ammonizioni e censure);
- Dal 1992 ad oggi 32.200 persone risarcite per ingiusta detenzione con spesa dello Stato di oltre 900mln di euro, senza che praticamente nessun magistrato sia stato chiamato a rispondere (se ne ricorda 1 (uno solo) condannato per responsabilità contabile e pochissimi sul piano disciplinare;
- Condanne per responsabilità civile quasi azzerate: in media 1 l'anno, 15 in 15 anni.