Al netto del dispiacere personale va però riconosciuta a Federica Sciarelli l'umiltà di lasciare un programma di successo mentre tanti suoi colleghi sono diventati dei dinosauri incapaci di schiodarsi dallo schermo... Il suo essere differente l'ha resa unica! ❤️ #chilhavisto
#Israele attacca la #Flotilla in acque internazionali e arresta gli attivisti. Mentre a #Gaza e in Cisgiordania si continua a morire nel silenzio.
Le loro mani alzate di fronte all'illegalità e alla violenza non siano anche le nostre. E' ora di dire #BASTA
Buon Primo Maggio!
Libertà di stampa: l'Italia scende dal 49° al 56° posto nel ranking 2026 di Reporters sans frontières.
Se il potere imbavaglia la stampa la democrazia respira male.
Sino a soffocare
"Ogni parola che ci diciamo
è stata detta mille volte.
Ogni attimo che noi viviamo
è stato vissuto mille volte."
E, proprio come cantava in "Sassi", #GinoPaoli continuerà a vivere altre mille e mille volte attraverso le sue canzoni... ❤️
Possiamo riconoscere che Elly Schlein ha vinto. E ha vinto bene.
Capisco che per molti sia motivo di disagio.
Ma questo voto mette all’angolo riformisti e giornalisti scettici. #ReferendumGiustizia
Non serve una giornata di #mimose, ma politiche concrete per le #donne
👉 pari opportunità nel lavoro
👉 servizi per l’infanzia
👉 contrasto alla violenza di genere
Ma soprattutto una nuova cultura: perché la parità non è un favore, ma un diritto.
#8Marzo#festadelladonna ❤️
Anche Elio Germano vota No al referendum del 22 e 23 marzo e lo fa sapere con un video che contiene un tributo a uno dei più geniali spot referendari per il NO nella storia repubblicana del nostro Paese: quello di Gigi Proietti a difesa dell'istituzione del divorzio, nel 1974.
Mentre i ministri Tajani e Crosetto erano alla Camera per le comunicazioni, interventi fotocopia di due giorni fa in commissione, la premier aveva da poco terminato una intervista alla radio in cui ha parlato del Medio Oriente.
Si guarda bene Giorgia Meloni dal venire in Parlamento ad assumersi le sue responsabilità. Scappa. Perché sono disposti a trascinarci in guerra, tanto sono appiattiti su Trump, anche se dicono il contrario.
Tajani e Crosetto sono riusciti nel raro capolavoro di non menzionare mai l’attacco militare di Israele e Usa contro l’Iran e a non esprimere, neanche oggi, una sola parola di condanna per quell'azione militare illegale che ha innescato la crisi in corso.
Una crisi che si sta allargando di ora in ora, destabilizzando l'intera regione con conseguenze già gravissime e che possono diventarlo ancora di più.
Davanti a uno scenario drammatico, con conseguenze economiche pesantissime che impattano sulla vita quotidiana delle italiane e degli italiani, noi non sappiamo ancora quale sia la posizione del governo. Questo silenzio della presidente Meloni è espressione di un altro atto di vassallaggio nei confronti di Trump, a tutto svantaggio del nostro Paese.
Un vassallaggio che, nonostante le rassicurazioni dei due ministri, rischia di portare l’Italia in guerra.
Con la risoluzione unitaria PD-M5S-AVS, abbiamo chiesto di lavorare attivamente per la de-escalation e il ritorno alla negoziazione sul nucleare iraniano che era in corso a Ginevra, di adoperarsi per il rilascio di tutti i prigionieri politici in Iran, di sostenere in sede europea la posizione del premier spagnolo Pedro Sanchez contraria alla guerra e a favore del rispetto del diritto internazionale e di non autorizzare l'uso delle basi Usa in Italia.
Sono scelte necessarie se si vogliono tenere l'Italia e l'Europa fuori dal conflitto e favorire una soluzione rapida della crisi.
Adesso che perfino un tribunale, quello di Bari, ha condannato CasaPound per "riorganizzazione del disciolto partito fascista", cosa aspetta Piantedosi a sciogliere l'organizzazione?
E cosa aspetta a sgomberare la sede occupata abusivamente a Roma dove vivono perfino le famiglie dei dirigenti di questa formazione?
Quando due settimane fa, grazie a un deputato della Lega, il leader di CasaPound stava per entrare alla Camera insieme a rappresentanti di altre formazioni neonaziste e neofasciste per fare una conferenza stampa e noi deputate e deputati dell'opposizione abbiamo impedito questo sfregio, ci siamo sentiti dare dei "mafiosi".
Come dimostra la sentenza di Bari, stavamo semplicemente tutelando la Costituzione e le istituzioni della Repubblica.
Abbiamo fatto la cosa giusta, l’unica possibile.
Quindi Meloni è scesa in campo per difendere l’autore, tra le altre cose, di bodyshaming becero e volgare nei confronti di una sua avversaria politica a sinistra. Bodyshaming che per giunta non è inserito in uno show “satirico” ma è semplicemente robaccia vomitata sui social dal suo beniamino. E siccome questa roba fa schifo e giustamente c’è chi fa notare che fa schifo, Giorgia dà la colpa alla sinistra. Non fa una piega.
Faccio notare che è stato #Pucci a fare il passo indietro.
Nessuno lo ha costretto.
Se ti metti a fare spettacolo – e che spettacolo! – ti becchi anche le critiche negative.
Se sono sbagliate lo dimostri con il tuo lavoro, se sei scarso fai la vittima del "non si può dire niente"
Fabio Fazio ha confezionato il suo ennesimo gioiellino! Tutto perfetto!
In Rai dovrebbero meditare ancora una volta su quanto abbiano perso mentre al Nove farebbero bene a fargli sperimentare anche nuove cose!
#OrnellaSenzaFine#CTCF