Come voi lettori sapete, non esiste "la caccia".
Dipende chi, come, quando...
Vari cacciatori uccidono meno dei pescatori, soprattutto meno degli agricoltori;
producendo meno sofferenza di certi allevatori.
Ma cacciare gli Stambecchi (Capra ibex) mette a repentaglio la specie ⚠️
May 15, 1963.
Astronaut Gordon Cooper climbed into a capsule barely larger than a phone booth and launched into space aboard Faith 7.
The mission was simple on paper:
Orbit Earth 22 times.
Stay in space for a full day.
Come home alive.
For most of the flight, everything worked perfectly.
Then, on the 19th orbit, the warning lights came on.
First, a faulty sensor falsely reported reentry.
Then the electrical system failed.
One by one, the automated controls died.
Guidance system: dead.
Orientation system: dead.
Reentry calculations: dead.
At 165 miles above Earth, Gordon Cooper suddenly had no functioning instruments to bring him home.
And reentry is unforgiving.
Too shallow, and the capsule skips off the atmosphere into space forever.
Too steep, and friction turns it into a fireball.
The difference between life and death was fractions of a degree.
Mission Control could only watch.
So Cooper became the computer.
He drew reference marks on the capsule window with a pen.
He stared at the stars he had memorized before launch and used them to orient the spacecraft by eye.
He strapped a wristwatch to his arm and timed everything manually.
Then he did the math in his head.
No autopilot.
No navigation system.
No backup computer.
Just a man, a watch, and the stars.
At exactly the right second, Cooper fired the retrorockets manually.
The capsule dropped into Earth’s atmosphere.
For several minutes, communication vanished as plasma wrapped the spacecraft in fire.
Nobody on Earth could contact him.
Then the parachutes opened.
Faith 7 splashed down just 4.4 miles from the recovery ship USS Kearsarge — the most accurate splashdown of the entire Mercury program.
Later, Cooper described it simply:
“I used my wristwatch for time, my eyeballs out the window for attitude.”
That’s it.
In one of the most dangerous moments in early spaceflight history, a human being outperformed the machines.
We live in a world obsessed with automation and software.
But Gordon Cooper’s flight is a reminder that when everything breaks, the final backup system is still the human mind.
Calm under pressure.
Thinking clearly.
Making the call when nobody else can.
It was true in 1963.
It still is.
Poi però sblocchi una vecchia fotografia e capisci tutto. A destra, De Corato. A sinistra, La Russa. In mezzo, il capo criminale dello squadrismo fascista Benito Mussolini.
Poi però sblocchi una vecchia fotografia e capisci tutto. A destra, De Corato. A sinistra, La Russa. In mezzo, il capo criminale dello squadrismo fascista Benito Mussolini.
Ha collaborato con le più importanti agenzie spaziali, ha dato il nome a un asteroide e ha avuto un ruolo chiave in uno degli esperimenti più audaci della storia dello spazio: far atterrare una sonda su una cometa a centinaia di milioni di chilometri dalla Terra. Amalia Ercoli Finzi è la prima donna italiana laureata in ingegneria aeronautica.
Nata il 20 aprile 1937 a Gallarate, in provincia di Varese, Amalia cresce con una passione travolgente per la matematica. Già la scelta di frequentare il liceo scientifico a Busto Arsizio è insolita per l’epoca, ma non quanto la successiva: si iscrive al Politecnico di Milano per studiare ingegneria aeronautica, corso dominato dagli uomini e frequentato da sole 5 ragazze su 650 studenti. I genitori avrebbero preferito per lei una cattedra di matematica alle medie. Lei non li ascolta.
Nel 1962 si laurea con il massimo dei voti e lode e vince la medaglia d'oro dell'AIDAA, l’associazione italiana di aeronautica e astronautica. È la prima donna italiana a conseguire questa laurea e passeranno dodici anni prima che arrivi la seconda. Da parte sua, Amalia seguirà personalmente molte delle prime colleghe per aiutarle a inserirsi nel mondo del lavoro.
Inizia subito a insegnare al Politecnico di Milano, dove resterà per oltre cinquant'anni: diventa professoressa associata nel 1980 e ordinaria nel 1994, insegnando meccanica orbitale e dirigendo il dipartimento di ingegneria aerospaziale.
L’apice della sua carriera arriva con la missione Rosetta dell'ESA. Per diversi anni è Principal Investigator (responsabile scientifico) del trapano SD2 montato sulla sonda Philae, progettato per perforare la superficie della cometa Churyumov-Gerasimenko e raccogliere campioni del terreno da analizzare. L’atterraggio di Philae sulla cometa, nel novembre 2014, è uno dei momenti più emozionanti della storia spaziale europea, anche se non tutto va come previsto.
Anche dopo il pensionamento non si ferma: studia il possibile atterraggio di un equipaggio umano su Marte e progetta un orto botanico sulla Luna.
Nel 2018, l'International Astronomical Union le dedica l'asteroide 24890, ribattezzato "Amaliafinzi". Riceve anche il Premio Frank J. Malina dell'International Astronautical Federation e viene nominata Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
È sposata con il fisico Filiberto Finzi e ha cinque figli. La sua formula per conciliare tutto? "Nervi d'acciaio, salute di ferro e marito d'oro."
Per tutta la vita ha combattuto perché la scienza desse spazio alle donne. È stata presidente nazionale dell'Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti e ha combattuto tutta la vita contro stereotipi e pregiudizi. Vorrebbe essere ricordata come una persona che ha fatto con coerenza le cose in cui credeva. Ma è anche la donna che si è conquistata un posto di rilievo nella storia dell’esplorazione spaziale.
Meno dell'1% della popolazione italiana preleva fino a 10 mln di animali all'anno attraverso un presunto sport anacronistico e crudele. E la lobby dei cacciatori vuole cacciare pure nei parchi attraverso un nuovo disegno di legge che va bloccato subito.
Abroghiamola
Amano alzarsi all'alba, passeggiare nelle campagne, curare il cane, stare con gli amici, mangiare insieme. Possono continuare a farlo, ma sostituendo il fucile con la macchina fotografica: non lo accettano perché la verità è che amano uccidere. Fermiamoli.
Guardate questa immagine. E per un istante abbassate la voce.
Mentre quaggiù continuiamo a consumare il vecchio teatro dell’odio, delle guerre, delle miserie nazionali e delle vanità di potere, lassù quattro esseri umani ci restituiscono la sola verità che conta: siamo tutti figli dello stesso minuscolo mondo sospeso nel buio.
Da quella distanza scompaiono i confini, impallidiscono le bandiere, diventano ridicole le nostre furie, le nostre superbie, le nostre continue pretese di grandezza.
Resta soltanto la Terra: piccola, bellissima, vulnerabile.
E allora bisognerebbe dirlo con la severità che il tempo impone. Ogni guerra è una prova di stupidità umana. Ogni pace è una prova di civiltà. Noi non siamo i dominatori dell’universo. Siamo appena gli abitanti provvisori di un granello luminoso nel silenzio cosmico.
Ed è scandaloso che, davanti a tanta grandezza, l’uomo riesca ancora a scegliere la barbarie.
Hello, Moon. It’s great to be back.
Here’s a taste of what the Artemis II astronauts photographed during their flight around the Moon. Check out more photos from the mission: https://t.co/rzM1P0QbOl
Il grande momento è arrivato!
Artemis 2 “incontra” la Luna.
Seguite la diretta su @AstrospaceI
Sarà un’altra lunga e bellissima notte spaziale 🚀🚀🚀
#space#artemis#moon