(1/12) Our brain network study of religious fundamentalism is out in PNAS. We identified brain networks associated with religious fundamentalism and found shared neuroanatomy with lesions linked to confabulation and criminal behavior: https://t.co/VBdA8febRi
Su #Imane_Khelif vi risponde la Società Italiana di Endocrinologia @SIE_2013.
Ora zitti e tornatevene nel vostro brodo di insulti.
La scienza medica è una cosa, il resto sono parole date al vento.
Qui mi fermo.
#imanekhelif
What an amazing week spent sharing ideas and scientific breakthroughs, making new connections and reuniting with friends at #AAIC24. See you next year in Toronto, Canada, for #AAIC25 as we continue to move dementia science and clinical practice forward! 🇨🇦
The value of ‘wasting time’ on deep thinking is often overlooked in a scientific ecosystem increasingly tainted by Wall Street’s productivity mindset.
https://t.co/hNTA74DNOr
OUT NOW for #PrideMonth Paper in collab with @neuropsicalex @JasonDFlatt @alzassociation on Neurocognitive health in LGBTQIA older adults: current state of research and recommendations https://t.co/9CscRMdhG0
Interested in working with neuroimaging and normative modelling in #FTLD? Look no further!
RA post available with me at @drcionucl and @JamesCole_Neuro@CmicUcl funded by @ARUKscientist.
Please RT and do get in touch if interested!
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"Se chi sta al Governo, e in teoria ha giurato su una Costituzione antifascista, fa fatica a definirsi antifascista, vuol dire che è fascista. O l'uno o l'altro".
Alessandro Barbero e il dono della sintesi. #dimartedì
Ecco il testo integrale del monologo di Antonio #Scurati sul 25 aprile, censurato dalla Rai:
"Giacomo Matteotti fu assassinato da sicari fascisti il 10 di giugno del 1924. Lo attesero sottocasa in cinque, tutti squadristi venuti da Milano, professionisti della violenza assoldati dai più stretti collaboratori di Benito Mussolini.
L’onorevole Matteotti, il segretario del Partito Socialista Unitario, l’ultimo che in Parlamento ancora si opponeva a viso aperto alla dittatura fascista, fu sequestrato in pieno centro di Roma, in pieno giorno, alla luce del sole.
Si batté fino all’ultimo, come lottato aveva per tutta la vita. Lo pugnalarono a morte, poi ne scempiarono il cadavere. Lo piegarono su se stesso per poterlo ficcare dentro una fossa scavata malamente con una lima da fabbro.
Mussolini fu immediatamente informato. Oltre che del delitto, si macchiò dell’infamia di giurare alla vedova che avrebbe fatto tutto il possibile per riportarle il marito. Mentre giurava, il Duce del fascismo teneva i documenti insanguinati della vittima nel cassetto della sua scrivania.
In questa nostra falsa primavera, però, non si commemora soltanto l’omicidio politico di Matteotti; si commemorano anche le stragi nazifasciste perpetrate dalle SS tedesche, con la complicità e la collaborazione dei fascisti italiani, nel 1944.
Fosse Ardeatine, Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto. Sono soltanto alcuni dei luoghi nei quali i demoniaci alleati di Mussolini massacrarono a sangue freddo migliaia di inermi civili italiani. Tra di essi centinaia di bambini e perfino di infanti. Molti furono addirittura arsi vivi, alcuni decapitati.
Queste due concomitanti ricorrenze luttuose – primavera del ’24, primavera del ’44 – proclamano che il fascismo è stato lungo tutta la sua esistenza storica – non soltanto alla fine o occasionalmente – un irredimibile fenomeno di sistematica violenza politica omicida e stragista.
Lo riconosceranno, una buona volta, gli eredi di quella storia?
Tutto, purtroppo, lascia pensare che non sarà così. Il gruppo dirigente post-fascista, vinte le elezioni nell’ottobre del 2022, aveva davanti a sé due strade: ripudiare il suo passato neo-fascista oppure cercare di riscrivere la storia. Ha indubbiamente imboccato la seconda via.
Dopo aver evitato l’argomento in campagna elettorale, la Presidente del Consiglio, quando costretta ad affrontarlo dagli anniversari storici, si è pervicacemente attenuta alla linea ideologica della sua cultura neofascista di provenienza: ha preso le distanze dalle efferatezze indifendibili perpetrate dal regime (la persecuzione degli ebrei) senza mai ripudiare nel suo insieme l’esperienza fascista, ha scaricato sui soli nazisti le stragi compiute con la complicità dei fascisti repubblichini, infine ha disconosciuto il ruolo fondamentale della Resistenza nella rinascita italiana (fino al punto di non nominare mai la parola “antifascismo” in occasione del 25 aprile 2023).
Mentre vi parlo, siamo di nuovo alla vigilia dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo. La parola che la Presidente del Consiglio si rifiutò di pronunciare palpiterà ancora sulle labbra riconoscenti di tutti i sinceri democratici, siano essi di sinistra, di centro o di destra.
Finché quella parola – antifascismo – non sarà pronunciata da chi ci governa, lo spettro del fascismo continuerà a infestare la casa della democrazia italiana".
Why small mindedness is having big consequences @Brain1878
I live under its shadow. I suspect most of you do too. It is the great mountain of small things. The higher it gets, the bigger the shadow it casts: a malignant darkness that pervades our lives.
https://t.co/tgA8uCdrtH
Join @AlzSocCampaigns urging @Jeremy_Hunt to prioritise a robust, 10-year plan for adult social care in the Spring Budget. Quality care is a lifeline for the 900,000 people living with dementia today that can't be ignored https://t.co/OGPUYzolpb
Augias sul cabaret di Meloni in Sardegna: "Deplorevole. La Presidente Meloni si comporta come se fosse ancora la militante di un partito d'opposizione e non si rende conto che da un anno e mezzo rappresenta 60 milioni di persone"
During #LGBTHistoryMonth the PSI-CHIASM study is still recruiting 50+ people (any sexual orientation and gender identity) to investigate risk of cognitive decline in the LGBT+ community - survey here: https://t.co/WxZf73SvW3
@LgbtBrunel@BrunelCCN@BrunelPsy