Ognuno ha fatto una sua strada nella vita, propria, senza uguali. È quella che ti condiziona le idee, le convinzioni. Io sono il passato, compreso 1 min. fa.
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michele_crudelini
L’indagine della Procura di Roma che coinvolge due ex appartenenti all’intelligence italiana riporta al centro una domanda che troppo spesso viene affrontata con stupore: lo spionaggio è un’eccezione o è uno degli strumenti con cui gli Stati conducono i propri conflitti?
Se le accuse saranno confermate, si tratterebbe dell’ennesimo episodio di una guerra ibrida che coinvolge anche il nostro Paese. Ma davvero qualcuno può sorprendersi del fatto che la Russia cerchi di ottenere informazioni riservate da uno Stato che sostiene militarmente l’Ucraina e ha aderito al regime di sanzioni contro Mosca?
C’è però un altro aspetto che merita attenzione: secondo le ricostruzioni, tra le informazioni finite nelle mani russe ci sarebbero anche i nomi di agenti italiani impegnati in attività di controspionaggio. Un elemento che ricorda una realtà spesso dimenticata: l’intelligence non è un’attività esclusiva di un solo Paese. Tutti gli Stati cercano di raccogliere informazioni strategiche sui propri avversari.
Infine, una riflessione. Se oggi si parla giustamente di trasparenza e sicurezza nazionale, sarebbe altrettanto importante continuare a chiedere piena luce sui tanti capitoli ancora oscuri della nostra storia: dalle stragi che hanno segnato l’Italia agli interrogativi sul ruolo svolto da apparati e servizi segreti stranieri. Su questi dossier, molte famiglie aspettano ancora risposte.
@erny110393 Non è la Russia che decide cosa e come fanno i suoi nemici. UE si sgretola, questa è la finale. Questo momento è risolutivo per i prossimi 100 anni, una guerra con la Nato è quasi impossibile evitare. Si pensa per dopo