⚫ I familiari hanno identificato l'uomo ucciso da un agente federale a Minneapolis e parlato di lui: si tratta di Alex Jeffrey Pretti, 37 anni, un infermiere di terapia intensiva presso il dipartimento governativo per i veterani, una persona che si preoccupava profondamente degli altri ed era turbata dalla stretta sull' immigrazione imposta dal presidente Donald Trump nella sua città. Era un appassionato di attività all'aria aperta e amava le avventure con Joule, il suo amato cane di razza Catahoula Leopard, anch'esso recentemente scomparso. Aveva partecipato alle proteste seguite all'uccisione di Renee Good da parte di un agente dell'Ice a inizio gennaio. "Si preoccupava profondamente delle persone ed era molto turbato da ciò che stava accadendo a Minneapolis e in tutti gli Stati Uniti con l'Ice, come milioni di altre persone", ha dichiarato Michael Pretti, il padre di Alex. "Sentiva che protestare fosse un modo per esprimere la sua solidarietà verso gli altri", ha aggiunto. Pretti era cittadino statunitense, nato in Illinois. Come Good, i documenti del tribunale mostrano che non aveva precedenti penali e la sua famiglia ha affermato che non aveva mai avuto problemi con le forze dell'ordine, a parte un paio di multe per infrazioni stradali. In una recente conversazione con il figlio, i genitori, che vivono in Wisconsin, gli avevano raccomandato di fare attenzione durante le proteste. "Abbiamo avuto questa conversazione con lui circa due settimane fa, gli abbiamo detto di andare pure a protestare, ma di non farsi coinvolgere, di non fare sciocchezze". Ha raccontato Michael Pretti. "E lui ha risposto di saperlo. Lo sapeva", ha proseguito.
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They will write that Gaza was abandoned.
That is too kind.
Gaza was watched.
Measured.
Analyzed.
Debated.
"Liked."
The truth is not that nobody saw.
The truth is that millions did,
And the world order stayed exactly the same.
Gaza. Il Ministero della sanità riferisce che 4 palestinesi sono stati uccisi da spari israeliani nella zona orientale di Gaza city. Un neonato di tre mesi è morto per il freddo.
I nostri ayatollah
Di Marco Travaglio
Il caso di Meta, il democraticissimo colosso dei social che fa capo a Zuckerberg e si permette di oscurare il video di Alessandro Barbero per il No al referendum in quanto sedicenti fact checker l’hanno definito “falso”, la dice lunga sulla direzione imboccata dalle cosiddette democrazie occidentali. Quelle che si stracciano le vesti perché l’Iran stacca Internet e non si accorgono che c’è una sola cosa peggiore dello shutdown della Rete: la censura selettiva. Se un privato cittadino, nella fattispecie un docente universitario di Storia, non può far circolare il suo pensiero sul web perché altri privati cittadini, con autorevolezza e titoli di studio infinitamente più miseri dei suoi, hanno il potere non solo di contestarlo (cosa pienamente lecita), ma anche di farlo oscurare e squalificarlo con l’etichetta di “falso” come il Ministero della Verità di Orwell, tanto vale spegnere tutto. Il fatto poi che questi poliziotti del web scelti non si sa come (anzi si sa: si nominano da soli) decidano di bocciare un video perché troppo “virale”, cioè perché raccoglie milioni di visualizzazioni mentre le loro sbobbe non le guarda nessuno, aggiunge un tocco di farsa alla tragedia della censura. Anche perché questi sfollagente, così allergici alle verità di Barbero, si guardano bene dall’oscurare le balle di politici e trombettieri del Sì. A cominciare da Nordio e Meloni, cioè dagli autori della schiforma.
E, se lo fai notare, ti rispondono con supercazzole. Tipo che i discorsi dei politici sono di per sé “notiziabili” e li giudica il pubblico. Cioè: un politico somaro può mentire quanto gli pare, mentre un prof universitario deve sottoporsi alle pagelle di gente magari ignorante come una capra, ma investita del potere censorio dai magnati del web e dai sinedri europei. Le colpe di Barbero sarebbero tre. 1) Ha detto che i membri laici del Csm li sceglierà il governo, anziché la maggioranza parlamentare: come se in Italia non fosse la stessa cosa. 2) Ha notato che nell’Alta corte disciplinare e nei due Csm aumenterà il peso dei politici: e anche questo è vero, visto che per i 15 membri dell’Alta corte il rapporto 2 a 1 diventa 3 a 2 (un politico in più e un magistrato in meno); e sia lì sia nei due Csm la quota togata estratta a sorte è molto più debole e disomogenea di quella laica nominata dal governo col finto sorteggio. 3) Ha previsto che questa deriva porterà i pm agli ordini dell’esecutivo: e questo lo dice pure Nordio, quando promette alla Schlein che col Sì non verranno più indagati neppure ministri di centrosinistra. Ma per Nordio il fact checking oscurante non scatta. E neppure per la Meloni che promette: “Se vince il Sì, non vedremo più vergogne come Garlasco” (dove pm e giudici, a carriere unite, si contraddicono a vicenda da 19 anni). Molto meglio gli ayatollah.
You will never be able to say you didn’t know.
The genocide was livestreamed.
Children screamed in real time.
Hospitals begged in English.
And the empire scrolled past.
It wasn’t ignorance.
It was indulgence.
They wanted the view without the responsibility.
The spectacle without the shame.