Si è conclusa ieri la nostra 2 giorni di lavoro sulla risposta dell’Italia alla TNR: una minaccia ibrida che ci riguarda tutti, dallo spazio civico all’ecosistema informativo, fino alla sicurezza nazionale.
Grazie di cuore a tutti i partecipanti per questo confronto necessario
Today marks the anniversary of the June 4, 1989 elections, a turning point in Poland’s history.
Solidarity, led by @presidentwalesa, achieved a symbolic victory in the partially free elections.
37 years ago it was a major step toward freedom and democracy.
🧵 Fra i membri dell'Assemblea Costituente del partito di Vannacci c'è anche una russa, Larissa Yudina, frequentatrice abituale di via Cairoli (quindi dei Servizi Segreti russi).
La bandiera russa accanto a quella italiana. Non si nascondono nemmeno.
Ma c'è dell'altro.
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40 years since the EU flag was raised in front of our headquarters in Brussels for the very first time.
Twelve stars.
A single market.
Four decades of standing together for unity, solidarity, and diversity.
The symbol that fosters Europeans’ sense of community. 🇪🇺
Buon compleanno, Kyiv! 💙💛
Una città con più di mille anni di storia, resilienza e persone che continuano ogni giorno a plasmare il futuro dell’Ucraina.
🇪🇺 #OnThisDay 40 years ago, the EU’s 12-star flag was raised for the first time outside the @EU_Commission building in Brussels.
Today, it stands as one of the most recognisable symbols of European unity and identity.
Find out more about its history⬇️
https://t.co/f16gZ3s8qE
Michelin has published its first-ever guide covering the whole of Poland, highlighting the country's impressive culinary scene.
It has added 92 restaurants to those previously recognised, including four newly awarded a coveted Michelin star https://t.co/B0PbppgDk0
To @POLITICOEurope colleagues: come to Italy and you will find insights and ideas to fill a 1 year coverage on how Russia is present in our media landescape
https://t.co/wPFBMKCAHj
@antoniopolito1 Perché la politica industriale del loro paese membro g7 ( chissà per quanto ancora) non è di loro interesse. Come di nessun leader politico, a loro difesa
Io mi chiedo sinceramente se la ex quasi ambasciatrice Elena Basile abbia qualcuno che si prende cura di lei. Non so, un amico, un conoscente, chiunque le permetta di avere un contatto con la realtà. Persino del cane non abbiamo più notizie. Perché non si possono fare video pubblici come questo, nei quali si dicono un’infinità di cose tra il falso e l’osceno senza vergognarsi neanche un po’.
Gli attacchi che partono dai Baltici verso San Pietroburgo sono ovviamente una delle tante balle clamorose inventate dalla propaganda russa, manipolando i casi di caduta di droni ucraini dirottati dai jammer russi. A questa idiozia non credono nemmeno i russi, altrimenti saremmo già tutti in guerra, visto che si tratterebbe di un attacco diretto di un paese NATO contro la Russia.
Il Ministro della Germania Pistorius non ha mai detto di voler attaccare Kaliningrad (exclave russa della quale la Basile non conosce neanche il nome, avendola chiamata “Kalingrad”), ma ha stanziato stabilmente una brigata tedesca in Lituania per scoraggiare un eventuale attacco russo sul corridoio Suwalki, che separa la Bielorussia proprio da Kaliningrad. Quelle ripetute dalla ex diplomatica (fortunatamente) a riposo sono le menzogne che il ministro degli Esteri di Mosca Lavrov ha costruito per manipolare quelle parole.
Tra le affermazioni più incredibili c’è poi quella secondo cui la Russia avrebbe esercitato finora la cosiddetta “pazienza strategica”, cioè ci è andata volutamente piano con l’Ucraina, che è poi la scusa più ridicola tra quelle sentite finora per giustificare i clamorosi e sempre più evidenti fallimenti militari sul campo di battaglia, dove no, la Russia non sta più avanzando e sta anzi in alcune zone persino retrocedendo. Un dato su tutti: la Russia spende il 40% del proprio bilancio per questa guerra, ha devastato la propria economia, ha perso un milione e mezzo di uomini e ha commesso crimini indicibili. Questa, secondo la cheerleader fuori corso del Cremlino, si chiama “pazienza strategica”.
Trovo poi aberrante che una persona che ha rappresentato il nostro paese possa dire cose come “l’Ucraina sta alla Russia, come Taiwan sta alla Cina”, aggiungendo che “è un territorio fondamentale per loro”. Ciò, non solo confondendo due storie e due status giuridici diversissimi tra loro (per dire, Taiwan non è nemmeno un membro ONU e gli stessi alleati di Taipei riconoscono quasi tutti la dottrina dell’unica Cina), ma negando di fatto la sovranità e il diritto all’autodeterminazione di intere nazioni perché i loro potenti vicini hanno bisogno di loro. Con l’aggravante, nel caso dell’Ucraina, che non viene riconosciuta al popolo aggredito neanche la volontà di esistere, con la solita agghiacciante formula imperialista della “guerra per procura”, cioè gli ucraini combattono e muoiono solo perché qualcuno dice loro di farlo, non perché desiderano vivere in un paese libero e sovrano.
E poi il capolavoro: “veramente gli europei desiderano essere inceneriti” da Putin? Come se non sapessero tutti che gente come Karaganov ed altri utilizzano la minaccia dell’apocalisse nucleare proprio perché i suoi servi anche in Italia possano poi gridare che ce la stiamo andando a cercare, proponendo come unica via di uscita la genuflessione davanti a chi minaccia. Cioè dire addio al diritto internazionale e stabilire ufficialmente che tutte le relazioni debbano basarsi sulla legge del più forte.
C’è da rabbrividire al pensiero che gente come questa possa dire tranquillamente le cose più raccapriccianti, ignobili e false, utilizzando il proprio curriculum diplomatico per pretendere di avere una qualche credibilità. Anche perché mi pare chiaro che una “opinionista” che ha persino raccontato tempo fa in un articolo sul Fatto dei tanti incontri che avvennero tra Churchill e Hitler, i quali invece, è storicamente risaputo, non si videro mai, ha problemi che non possono essere affrontati e risolti sui social.
Il confronto sul ruolo dell’Europa nel mondo di Trump ha guidato il quinto appuntamento di Leggere il presente, il book club di SDA Bocconi Roma, con Lorenzo Bini-Smaghi e Paolo Gentiloni. #SDABocconiRoma