Swiss authorities have confirmed a case of #hantavirus identified in a passenger from the MV Hondius cruise ship.
He had responded to an email from the ship’s operator informing the passengers of the health event, and presented himself to a hospital in Zurich, Switzerland, and is receiving care.
In line with the International Health Regulations (IHR), WHO is working with relevant countries to support international contact tracing, to ensure that those potentially exposed are monitored and that any further disease spread is limited.
The type of virus in this outbreak has been confirmed as Andes hantavirus by the National Institute for Communicable Diseases @nicd_sa, South Africa and the Geneva University Hospitals @hug_ge, Switzerland
The support of the Institut Pasteur de Dakar @PasteurDakar, Senegal and the Administración Nacional de Laboratorios e Institutos de Salud @ANLIS_Malbran, Argentina has also been critical in responding to this event.
As of 6 May, there are 8 cases, 3 of whom are confirmed as hantavirus by laboratory testing.
WHO will continue to work with countries to ensure that the patients, contacts, passengers and crew have the information and support they need to stay safe and prevent spread.
🧵 Gas russo for dummies
"I russi ci vendevano gas a buon prezzo, ora lo compriamo dagli americani a 4 volte tanto".
"Con il gas russo le bollette si abbassano".
Le cazzate russe sul gas si sprecano. È arrivato il momento di smontarle una per una.
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Hello, Moon. It’s great to be back.
Here’s a taste of what the Artemis II astronauts photographed during their flight around the Moon. Check out more photos from the mission: https://t.co/rzM1P0QbOl
We see our home planet as a whole, lit up in spectacular blues and browns. A green aurora even lights up the atmosphere. That's us, together, watching as our astronauts make their journey to the Moon.
In questi giorni, si é molto parlato della legge sulla pena di morte in Israele.
La nuova normativa si applicherebbe nei territori occupati e SOLO per i palestinesi responsabili di crimini mortali perpetrati per negare l'esistenza stessa dello Stato di Israele.
Prevede la condanna per impiccagione entro 90 giorni senza possibilità di appello ove comminata, in un paese dove i numeri di incarcerati con accuse incerte o mai chiarite è enorme, la tortura è documentata e le garanzie difensive processuali quantomeno fragili.
Dove, dunque, il rischio di mandare a morte una persona la cui colpevolezza é dubbia diventa molto alto.
La prima e unica volta, in precedenza, in cui Israele ha comminato ed eseguito la pena di morte è stata il processo del 1961 contro Adolf Eichmann, ufficiale delle SS fondamentale nel creare la struttura logistica per l'invio di persone ai campi di sterminio.
(La sua è una vicenda che conosco per averla raccontata nel mio romanzo "in forma di essere umano").
In quel caso Israele utilizzò una legge specifica sui crimini nazisti che prevedeva la possibilità di condannare a morte i responsabili del reato di genocidio e mai era stata utilizzata prima.
Si trattó di una grande forzatura legale, dal momento che la legge era retroattiva, emessa da uno stato che non esisteva al tempo dei crimini nazisti come non esistevano i suoi cittadini in quanto tali.
Non solo: Eichmann era stato catturato in Argentina con una spregiudicata operazione del Mossad, rapendolo in uno Stato sovrano che (colpevolmente) lo proteggeva.
Per questo, in quel lontano 1961, vi fu in Israele un feroce dibattito giuridico e politico ma anche filosofico, sull'opportunità di utilizzare quel tipo di sanzione.
La condanna a morte di Adolf Eichmann, cui Israele diede le massime garanzie di difesa (pagando anche il suo difensore) al punto da avere il plauso dell'imputato, assunse una valenza che andava ben oltre la singola vicenda penale: dopo il processo Norimberga in cui gli ebrei erano stati vittime, per la prima volta lo Stato degli ebrei si faceva persecutore dei propri assassini.
Secondo alcuni furono proprio quel processo e quella decisione, a cambiare la traiettoria storica dello Stato di Israele.
Eppure, dopo quell'esecuzione, tutte le condanne a morte comminate sulla base di leggi speciali (per un attentato, per l’uccisione di due palestinesi israeliani, per l’assassinio di un soldato) furono annullate o commutate con pene minori.
La pena di morte continuò ad aleggiare su Israele come astrattamente possibile però mai applicata.
Ora, nel 2026, ecco una delle norme più radicali al mondo tanto più stridente se si pensa che una delle prime riforme dei fondatori di Israele fu abolire la pena di morte per omicidio nel 1954, prevista dalla precedente legislazione inglese.
É come se le tenebre da cui Israele nasceva per farsi oasi di luce lo avessero richiamato a sé, anno dopo anno, morte dopo morte, guerra dopo guerra.
In un mondo dove ogni democrazia compiuta si allontana dalla pena capitale, quella che si definiva "la sola democrazia del Medio Oriente" ne resuscita il famelico zombie.
E, dopo l’approvazione della norma, i suoi politici hanno brindato e portato i pasticcini; altri, sui social, hanno sventolato i cappi o sfoggiato mitra al collo: scene che potremmo immaginare nell' Afghanistan dei talebani o in quell'Iran che la coalizione Israele Usa attacca bollandolo di tirannia.
Invece.
Viene varcata una nuova linea rossa, normalizzando la morte, tagliando il diritto con l’accetta dei boia.
Un altro passo indietro, dentro un buio sempre più sdoganato e accettato, persino voluto.
Un buio da cui sarà così difficile tornare indietro.
Un buio che dobbiamo guardare per evitare che, un giorno, arrivi anche da noi.
Questa è la nostra rilevanza nella politica internazionale.
L’Italia non viene nemmeno informata dell’attacco all’Iran da parte degli Usa e di Israele.
Crosetto resta bloccato a Dubai come un comune cittadino.
#iran#usa#crosetto#meloni#memedallaterzarepubblica
Mi sembra giusto ricordarvi le parole del Vate dei nostri tempi: “A noi europei va benissimo un presidente isolazionista che non si impiccia in tutti i Paesi del mondo… avremo sicuramente meno guerre, se ci fosse Trump non ci sarebbe la guerra in Ucraina, questo è matematico”.
Tommy Robinson tried to mock a Somali asylum-seeker, and it backfired because the guy was a true hero who who received a civil medal for bravery in Germany after he tried to help prevent an Afghan man injuring more people with a knife in Aschaffenburg.
Il telecronista svizzero di RTS commenta tutta la discesa del bobbista israeliano citando i suoi commenti in favore del genocidio a Gaza, l'ipocrisia della regola del CIO che esclude la Russia ma non Israele, e conclude con "è arrivato 26esimo su 26"