Architetto, ex Direttore UOC T.P. A.S.S.T. Ovest Milanese - Legnano. Da poco collocato a riposo. Vivo e mi impegno politicamente a Magenta (MI) e dintorni.
#Mattarella: Occorre attenzione per evitare di commettere l’errore di confondere il parteggiare con il partecipare.
Occorre, piuttosto, adoperarsi concretamente affinché ogni cittadino sia nelle condizioni di poter, appieno, prendere parte alla vita della Repubblica
In meno di mezza giornata, l’appello ha superato le 2.000 firme, tra cui molti dirigenti e militanti di @ItaliaViva e @Azione_it e tante personalità del mondo liberal-democratico.
L’appello esprime una posizione politica chiara che, con trasparenza e chiarezza, verrà portata all’interno dei due partiti (come in realtà accade da più di un anno) nelle occasioni che, spero, verranno messe a disposizione per farlo.
Una posizione che presumibilmente si confronterà con un’altra (“andiamo col Campo Largo senza se e senza ma”); ed è esattamente il bello della politica: confrontarsi con serenità e passione su opzioni politiche diverse. E decisive per il futuro di una comunità.
Vi invito a continuare a diffondere l’appello e, se volete, a mettervi in gioco.
https://t.co/SE9hJjhhGt
Oggi il Regno Unito svolta e la sinistra torna a vincere dopo 17 anni. Alla base di questo risultato c’è il fallimento dei conservatori, certo. Ma c’è anche il ritorno a una leadership del Labour finalmente riformista, dopo l’estremismo ideologico di Ed Miliband e Corbyn. A Londra hanno deciso che per vincere bisognava tornare all’eredità di Tony Blair e del New Labour. E io dico che i risultati di oggi premieranno questa scelta
La nonna di Shani Louk:
"La mia defunta nipote protagonista di una foto vincitrice di un prestigioso concorso fotografico. E il mondo tace!
Il suo corpo, le cui ossa sono state spezzate dai vili assassini per salire sul furgone, era pieno di vita, amore e luce."
Ho atteso stamani di vedere come i media scegliessero di dare la notizia dell’assoluzione del mio amico Francesco Bonifazi. Qualche trafiletto, zero enfasi, nessuna intervista. La verità è che me l’aspettavo. Perché il fatto che Francesco fosse innocente non è una notizia: lo sapevano tutti. La vera notizia è che in questi anni si è consumato contro di me e contro i miei amici un ATTACCO SPAVENTOSO. I miei parenti, i miei collaboratori, i miei amici sono stati indagati, perquisiti, qualcuno persino arrestato perché erano vicini a me. Solo per questo. Non per altro: perché mi volevano bene, perché mi davano una mano, perché credevano nel progetto di cambiamento del Paese lanciato proprio dieci anni fa. Hanno inventato con la complicità di alcune redazioni finti scandali che non esistevano: Tempa rossa, le banche popolari, Open, il finanziamento illecito, la Leopolda, Consip. Roba buona per massacrarci nei talk ma dal punto di vista processuale non c’è mai stato nullo. NULLA. Solo sette anni di fango sui media per colpire me e i miei, per azzopparci politicamente, per impedirci di crescere nei sondaggi.
Verrà un giorno in cui ci sarà qualche editorialista, qualche pensatore, qualche voce libera che si domanderà come sia stato possibile tutto ciò. E che magari scriverà finalmente un commento. Verrà il giorno in cui qualche dirigente del Pd miracolato dalla mia segreteria e oggi silente davanti all’assoluzione di Bonifazi troverà il coraggio di fare tweet pubblici e non solo sms privati. Verrà il giorno in cui la destra che oggi è garantista si ricorderà di come Meloni e Salvini ci hanno attaccato sul piano personale in quegli anni, massacrando le nostre famiglie. E verrà il giorno in cui qualcuno si scuserà con noi nei talk show. Verrà quel giorno ma anche stavolta non è oggi. Anche stavolta tutti zitti, tutti a nascondere questa notizia che prova per l’ennesima volta che ci hanno massacrato mediaticamente ma noi eravamo innocenti. Loro non si sa. Chi in questi anni ci ha attaccato sul piano etico e morale ha avuto anche ieri l’ulteriore risposta dei tribunali. Noi con tante cicatrici e tanto dolore indossiamo il sorriso più bello e torniamo a fare la cosa che ci riesce fare: politica. A voi moralisti a senso unico, profeti dello stato etico, giustizialisti della domenica, volgari populisti privi di dignità dico col parole di una canzone della mia adolescenza: tenetevi le ghiande, lasciateci le ali.
Mozioni di sfiducia aprile 2024. Primo tweet.
Votiamo sì alla sfiducia a Salvini perché contesta il posizionamento politico di Salvini sulla Russia.
Ci scappa da ridere a pensare che questa mozione sia firmata anche dal Movimento Cinque Stelle - che era ospite dei congressi del partito di Putin esattamente come la Lega - e da Giuseppe Conte, che ha fatto entrare i soldati russi in Italia senza alcuna logica.
Ma noi facciamo politica e dunque l'ipocrisia grillina non ci interessa.
Votiamo sì alla sfiducia basata sulla POLITICA.
Esattamente dieci anni fa al Quirinale annunciavo la nascita del Governo più giovane della storia repubblicana, il primo con metà donne e metà uomini. È stata un’emozione unica servire il Paese più bello del mondo e sono fiero delle cose che abbiamo fatto.
Perché noi usavamo i social in modo massiccio, è vero, ma eravamo politici, non influencer. Noi facevamo le riforme, non solo i tweet: il terzo settore, il dopo di noi, l’autismo, le unioni civili, lo spreco alimentare, la cooperazione internazionale, l’omicidio stradale. E ancora industria 4.0, il JobsAct con un milione di posti di lavoro e il divieto di dimissioni in bianco, il piano anti violenza sulle donne, il piano periferie, le unità di missione su scuola e dissesto, Casa Italia, gli 80€, l’euro in cultura - euro in sicurezza, la buona scuola, Expo e l’eliminazione delle tasse agricole, lo sblocca italia, la PA e la digitalizzazione con lo Spid, le misure per le imprese, il reddito di inclusione. E la lotta all’evasione: oggi a destra vogliono i condoni, a sinistra le patrimoniali. Noi invece con la precompilata, la fatturazione elettronica e il fisco 2.0 abbiamo ridotto l’evasione più di tutti gli altri.
È stata una stagione meravigliosa.
Auguri a chi c’è e a chi verrà di fare meglio di noi: perché anche chi non ci apprezza deve riconoscere che pochi governi hanno fatto tanto quanto noi.
Abbiamo anche approvato la riforma costituzionale poi sconfitta al referendum: sappiamo come è andata ma lo rifarei domattina perché la riforma serviva al Paese e non a me. Altro che i pasticci di oggi sull’autonomia!
Dieci anni dopo ho qualche capello bianco in più e qualche chilo in meno ma soprattutto ho tanta voglia di rimettere la palla al centro. La vita è bellissima: io posso solo dire il mio grazie con il sorriso più bello.
Arrivo, arrivo (cit.)
L'eroe del giorno è il ragazzo che a Milano ha mostrato il cartello "free Gaza from Hamas" ai manifestanti pro #Palestina (o forse pro Hamas a giudicare dalla reazione).🤭 #LocalTeam
Emozione purissima! Oggi questo ragazzo ha scritto la storia del tennis italiano. E il bello di questo sport è che anche quando tutti pensano che sia finita, no, a tennis non è mai finita. Quindici su quindici, crederci sempre, non mollare mai. Il primo Slam per lui, il primo di una lunga serie. Grazie Jannik Sinner, viva lo sport, viva l’Italia #AusOpen
Sto ricevendo tanti messaggi per il mio editoriale di oggi. Eccolo qui, sono curioso di leggere i vostri commenti.
Dieci domande e un consiglio alla Premier: mandali a casa.
Superati i malanni fisici (a proposito: auguri!) la nostra Presidente del Consiglio rientra in campo dopo giorni di forzata assenza e di comprensibili vacanze. E siamo sicuri che domani ella saprà affrontare da par suo i giornalisti che la attendono per la tradizionale conferenza stampa. In attesa di sentire le risposte alle domande che i giornalisti faranno (noi intanto ci siamo avvantaggiati proponendone alcune in questo numero), aggiungo da parte mia un consiglio.
Cara Presidente, è l’ora di farla finita con il vittimismo. Il tuo problema non sono i poteri forti di questo Paese: magari ci fossero dei poteri forti in grado di bilanciare una politica debole e inconcludente.
Il primo problema, cara Giorgia, sono i collaboratori che hai scelto e che continui a difendere, contro tutto e contro tutti.
Ma come puoi consentire a questo Paese di essere governato da Lollo, il cognato-che-ferma-i-treni, da Giovanni Donzelli detto Minnie, da Andrea Delmastro che organizza i veglioni di capodanno dove ci si spara addosso colpi di rivoltella anziché i soliti banalissimi petardi, da Adolfo Urso detto Urss che fa la guerra alle multinazionali ed è convinto di aver sconfitto l’inflazione. Quando finalmente si sveglierà tutto sudato gli diranno: tranquillo Adolfo è solo un brutto sogno, almeno tu non hai sparato a nessuno. Almeno tu.
La classe dirigente di Giorgia Meloni è imbarazzante. Impressionante. Impresentabile. Ci sono delle scelte di merito a spiegarlo meglio di qualsiasi altra riflessione. Piccole cifre che però rappresentano simboli. Quest’anno tolgono il finanziamento di un milione al centro di ricerca voluto da Rita Levi Montalcini per darne due allo staff del Cognato in Capo. Fare la segretaria di Lollobrigida, insomma, è più incentivato di studiare il cervello come faceva il premio Nobel della Medicina. A meno che non si voglia studiare il cervello nella segreteria di Lollobrigida ma l’impresa sarebbe stata ardua persino per la Montalcini. Lo scorso anno hanno azzerato i soldi della card culturale per i diciottenni per dare respiro finanziario alle società di serie A impiccate dai debiti dei loro presidenti irresponsabili: chissenefrega se un diciottenne legge meno o ascolta meno musica, l’importante era far contenti Lotito e compagnia cantante.
Cara Giorgia, ecco il consiglio: mandali a casa, prima della conferenza stampa. Caccia chi ti fa fare queste figuracce. Rimanda Lollo a occuparsi del partito così lo ricongiungi con tua sorella e liberi l’agricoltura italiana da questo problema. Regala a Delmastro due biglietti per il poligono, così si esercita con i suoi amici e lascia il Ministero della Giustizia.
Spiega a Donzelli di giocare al telefono senza filo vestito da Minni a Disneyland e non in Parlamento.
E gli italiani ti giudicheranno per quello che davvero vali. E non per gli incapaci che ti sei messa accanto.
@CarloGarzia@IsraelinItaly I terroristi assassini che hanno compiuto queste atrocità devono pagare tutto e caro. Non è un atto di guerra ma terrorismo sanguinario
Non ci sono parole possibili o credibili per Giulia. Aveva 22 anni, la tesi di laurea pronta, una vita davanti. Ora c’è solo il dolore e la vicinanza alla famiglia. Ma rimane la rabbia per non aver impedito l’ennesimo femminicidio: la società cambierà solo se per primi noi uomini spiegheremo ai nostri figli, maschi, che l’amore non è mai possesso, non è mai violenza, non è mai ossessione.
Il Covid è stato un fatto epocale.
Scuole chiuse, libertà costituzionali violate, dramma sanitario, crisi economica, soldati russi in Italia.
Solo chi ha paura della verità può dire no a una indagine parlamentare per capire che cosa ha funzionato e cosa no.
Serve la verità per preparare il futuro, non per rinfacciarsi il passato
Da Roma a Milano, le tante manifestazioni organizzate dalle Comunità ebraiche in Italia per ricordare le 1400 vittime dell'attacco a sorpresa di un mese fa di Hamas. E per chiedere il ritorno a casa degli ostaggi. Liliana #Segre: "Tristezza infinita" https://t.co/36MuSYvNNM