Amnesty strongly condemns Israel’s deliberate killing of journalists in an air strike on a media tent in occupied Gaza City.
Anas al-Sharif and his colleagues have been the eyes and voices of Gaza. Starved and exhausted, they continued to bravely report from the frontlines, despite death threats and immense grief.
No conflict in modern history has seen a higher number of journalists killed than Israel’s genocide against Palestinians in the Gaza Strip.
There must be an independent and impartial investigation into the killings of Palestinian journalists, with justice and full reparation for their families. States must urgently act to bring an end to Israel’s genocide now.
Israel murdered Palestinian journalist Anas al Sharif. I remember this video, with Anas exhausted bc of hunger and pain of witnessing almost two years of genocide, and the people telling him to keep going because he was their voice.
الله يرحمه و ويجعل مثواه الجنة
💔🇵🇸
i francesi gli unici che appena hanno annusato il ritorno dei fasci al governo li hanno rimandati a casa a calci in culo e sono quelli che prendete di più per il culo
Il primo presidente USA processato e condannato per reati penali.
Hanno preferito un criminale pur di non avere una donna al comando. Sono questi gli americani, signora mia.
#Election2024
I'm European.
I recently visited the USA for the first time since 2018, hitting up Las Vegas and New York City.
What I witnessed left me stunned.
15 American oddities I still can't wrap my head around:
i walked into a parisian bakery and said “bonjour. deux croissants s'il vous plaît” in absolutely, impeccably perfect french and the lady behind the counter still hit me with that “okay and what else”
Since she came to power two years ago, Italian Prime Minister Giorgia Meloni has been accused of turning the nation’s public broadcaster - RAI - into a ‘mouthpiece.’
Francesco Palese and two anonymous RAI News journalists spoke with us about what’s really going on at RAI and the implications for media freedom in Italy.
Watch the full report ⤵️
https://t.co/Qh4Ww7Gz0I
Si chiude il G7 degli imbarazzi, delle smentite e delle polemiche. Dalla nave per ospitare gli agenti di polizia in condizioni fatiscenti al tema dei diritti. Un vertice che sarà ricordato perché l'unica donna tra i capi di governo del G7 ha voluto togliere il riferimento all'aborto dal documento finale. Questo mentre altri leader, uomini, hanno invece sostenuto che non bisognava indietreggiare sui diritti.
Un esito non troppo lusinghiero per Giorgia Meloni che conferma ancora una volta di non stare dalla parte delle donne.
E non si tiri in ballo il Papa, ospite a Borgo Egnazia: queste sono le idee della premier, lo sappiamo bene. Nel momento in cui il Parlamento europeo vota per inserire l'interruzione di gravidanza tra i diritti fondamentali, togliere l'aborto dal documento finale del G7 sa veramente di oscurantismo.
Cancellare quella parola significa voler cancellare quel diritto.
Una posizione che nega l’auto determinazione delle donne: inaccettabile da una donna nel 2024.
E' gravissimo che nel verbale della seduta di ieri l'aggressione squadrista avvenuta ai danni del collega Donno sia derubricata a "disordini". Una cosa sono i disordini, e io mi sono trovata a gestirli durante la mia presidenza. Un'altra sono le aggressioni preordinate di natura squadrista. Ed è quello che è avvenuto ieri in aula.
Ed è avvenuto anche che deputati della maggioranza facessero più volte il segno della X-Mas, formazione militare fascista colpevole di decine e decine di crimini di guerra, ed è avvenuto che altri gridassero "Presente!" come fanno i neofascisti alle loro commemorazioni. Noi non possiamo normalizzare il linguaggio e la violenza fascista nell'aula del Parlamento.
Gli autori di quell'aggressione andavano sanzionati già ieri dall'ufficio di presidenza. E invece nel verbale leggiamo di "disordini" e non troviamo traccia degli slogan e dei gesti fascisti: inaccettabile! I fatti vanno riportati per quello che sono e vanno fermamente condannati. Non si può creare questo precedente.
#Camera