Sono Ornella, ho 27 anni e vengo da Reggio Calabria. Lavorare in Europa e per l'Europa era il mio sogno. Oggi è la mia realtà. La nostra Unione è possibilità, per tutti. Anche #stavoltavoto perché il nostro futuro è l'Europa! 💙🇪🇺#EuropeanElections2019
https://t.co/EDiKGeY5JT
Nel votare ho pensato che la volta scorsa scrissi il tuo nome sulla scheda, David. Che il tuo esempio e i tuoi pensieri illuminino il Parlamento 🇪🇺 che oggi stiamo eleggendo. #Sassoli
The EU Digital COVID Certificate is being scaled up to become a global public good, in the form of a WHO Global Digital Health Certification Network.
Looking forward to getting my digital yellow booklet in a few years time! 😉
#digitalhealth#EUDCC#eudigitalcovidcertificate
The #EUDigitalCOVIDCertificate opened up societies and economies in the uncertainty of the pandemic.
Today an 🇪🇺 success story becomes a 🌍 standard.
Working with @WHO, the system will be scaled up at global level to deliver better digital health services for all.
#HealthUnion
For the many who feel anxious and lost, appropriate, accessible & affordable support can make all the difference.
To mark #EuropeanMentalHealthWeek, we asked:
Why should the EU act on mental health?
Read the replies in the thread & tell us what you think in the comments! ⬇️
Open and constructive exchanges with @MHESME this morning on our forthcoming initiative on mental health.
For a comprehensive, cross-sectoral, human-rights and breaking-stigma European approach.
Yet another very awaited milestone of our European Health Union.
Paola Garelli, partigiana. Prima di essere fucilata da un plotone fascista, scrive alla figlia: "Ti chiedo una sola cosa: studia".
Buon #25aprile2023
Festa della Liberazione
#iosonoREA
Si può vivere in una nazione fortemente differenziata per geografia senza venir meno al dovere fondamentale dello Stato di non far diventare uno svantaggio a vita il luogo di nascita e il posto dove abbiamo deciso di risiedere.
#Sud#autonomiadifferenziata
https://t.co/UqlJbE2XO0
Wanna know more about the EU-NATO Relationship? Look no further: Alessandro Mattiato, @EU_Commission EU-NATO Coordinator, is here to tell us all about it.
(So proud of you, Ale!)
#EUNato#SlavaUkraini#StrongerTogether
https://t.co/cvmkPKTG3j
Do you know what are the realities of #mentalhealth in the agricultural sector?🧑🌾
The @FARMRes1 Summary Report answers this question by looking at sectoral differences, factors, needs, policies and European initiatives
📃You can read it from today here: https://t.co/GOykP4O0Cm
Health workers play a central role in managing & delivering health services. But the lack of data on their distribution is making it harder to project their future supply in the region.
#TimeToACT2023
👉 https://t.co/lOB1S82MUR
La cosa disperante (e umiliante per chi ha un minimo di deontologia) è che a un anno dall’invasione su larga scala, e a 9 anni dall’inizio dell’invasione del Donbas, tocchi ancora ricordarlo: non è pluralismo di opinioni, ma permettere di propagandare il falso.
Come qualcuno già sa la mia compagna è nata in una cittadina vicino Donetsk. Parla sia russo che ucraino come il 99 per cento degli ucraini, anche se come quasi tutti gli abitanti della parte orientale del paese parla principalmente in russo. Nel 2014 lei e la sua famiglia dovettero fuggire dal Donbass. (qui racconto la storia https://t.co/YTkcZ0UFPD). La sua versione dei fatti narra di come gruppi organizzati di filorussi, appoggiati da truppe regolari russe (senza uniforme) e milizie cecene diedero vita a scontri violenti, occupazione di edifici governativi, picchetti di fronte ai seggi per impedire alle persone di votare per le elezioni presidenziali del maggio 2014. La guerra del Donbass cominciava in quei giorni. Una guerra sanguinosa, come tutte le guerre, in cui si fronteggiavano l'esercito regolare ucraino da una parte e le milizie para militari russofile dall'altra.
Senza tediarvi sulle ragioni degli uni e degli altri, una cosa è certa. Dire, come ha fatto Travaglio e senza contraddittorio, che "gli ucraini hanno mandato truppe regolari e reparti neonazisti per sterminare le popolazioni russofone nel Donbass" è un falso. Un falso conclamato. Intanto perché, ad esempio, Odessa che non è in Donbass - e dove ho abitato - è una città russofona. Per cui parlare russo in Ucraina non corrisponde in alcun modo ad essere un irredentista russo. Vi cito un articolo di Giovanni Catelli "Le menzogne sul Donbass, dove fu il genocidio?" (lo trovate qui https://t.co/zeJNuG50KR): "Dei famigerati 14mila morti nel Donbass si dimentica di dire chi sono, cioè per circa un terzo militari e paramilitari ucraini, per un terzo paramilitari russofili e soldati russi, e per l’ultimo terzo civili – di lingua ucraina e russa, indistintamente. Dov’è il genocidio?
La verità conclamata è che nel Donbass non sarebbe avvenuta nessuna guerra, se non l’avesse portata con le armi e i suoi mercenari la Russia". Allora io mi chiedo: è mai possibile che per un giornalista in Italia sia possibile andare in TV ogni giorno a ripetere conclamate falsità? E lasciamo stare che si tratta di contenuti di seconda mano della propaganda ufficiale russa, come oramai sappiamo. Di fronte a questo scempio della Verità, com'è possibile che nessuno intervenga?