Pa' una ciudad del norte
Yo me fui a trabajar,
Mi vida la dejé
Entre Ceuta y Gibraltar
Soy una raya en el mar,
Fantasma en la ciudad,
Mi vida va prohibida,
Dice la autoridad.
La solidaridad y la empatía son opcionales.
El respeto a los tratados europeos y a los datos, no.
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Número de entradas irregulares entre 2021 y 2026 según Frontex:
Por Italia: 478.600
Por los Balcanes occidentales: 340.600
Por Grecia: 259.800
Por España: 234.760
Por la frontera oriental: 48.000
No es tiempo de dividir. Es tiempo de seguir construyendo una UE fuerte y unida.
Grazie Franco per quello che ci hai insegnato, sul campo e fuori dal campo, con la tua leggendaria carriera.
Una bandiera è per sempre.
Ps. Aggiungo: 39 volte grazie. Gli juventini capiranno.
@acmilan@juventusfc
Quattro ore. Tanto ci hanno messo Meloni, Tajani e Salvini a trasformare la crisi di Ceuta in un comizio elettorale.
Uno dietro l'altro, stessa identica richiesta: sospendere Schengen con la Spagna.
Hanno visto migliaia di persone e ci hanno visto dentro un sondaggio. Sciacallaggio puro.
E dentro quelle dichiarazioni, dalla prima riga all'ultima, una montagna di bugie e porcherie.
Mettiamole in fila, una per una.
Primo.
Ceuta è fisicamente in Africa. Si tratta di un fazzoletto di terra spagnola di 18 chilometri quadrati, dall'altra parte dello Stretto di Gibilterra. Sta più vicina a Rabat che a Madrid. Si esce di lì con un traghetto o con un aereo.
Chi ha attraversato quella frontiera, per arrivare in Italia, dovrebbe imbarcarsi verso la penisola iberica passando i controlli d'identità, attraversare tutta la Spagna, valicare i Pirenei, attraversare tutta la Francia e presentarsi a Ventimiglia.
Effetto della sospensione di Schengen con la Spagna sulla situazione di Ceuta: zero.
Il loro elettore però, che fino a martedì ignorava perfino l'esistenza di Ceuta e non saprebbe indicarla sulla cartina nemmeno se la ritrovasse scritta, adesso è convinto che stia dietro i Pirenei e che quella gente giovedì prossimo sia sotto casa sua.
Su quella convinzione ci costruiscono una campagna elettorale intera. Che bello essere un politico destra e avere davanti tanti destropitechi a cui puoi raccontare letteralmente la qualunque.
Secondo.
La porta che vogliono sbarrare è sbarrata da 35 anni.
Codice Frontiere Schengen, norme speciali per Ceuta e Melilla: chi parte da lì verso la Spagna peninsulare o verso qualunque altro Paese dell'area viene fermato e identificato, documenti alla mano, come se uscisse da fuori Schengen.
Ceuta e Melilla hanno infatti un regime speciale, proprio per via della loro posizione, che prevede doppi controlli al confine esterno: uno all'ingresso dal Marocco e un altro ancora quando si viaggia verso il continente europeo.
Il ministro degli Esteri della Repubblica Italiana chiede di chiudere una frontiera nei fatti già chiusa.
Terzo.
Testuale, dal profilo di Tajani: "Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano che scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari è stata profondamente sbagliata".
Falso.
La Spagna ha approvato per decreto una regolarizzazione: permessi di soggiorno e di lavoro, di durata annuale, per gente che vive e lavora lì da anni, senza precedenti penali, già presente prima del 31 dicembre 2025. Documenti per firmare un contratto, pagare le tasse, uscire dal nero.
Il capo della nostra diplomazia ha scambiato un permesso di soggiorno per una cittadinanza e un passaporto europeo.
Il decreto spagnolo riguarda persone che stanno in Spagna da anni, entrate in larghissima parte in aereo con un visto turistico, dall'America Latina.
Chi lega le due cose sta raccontando una balla e la racconta sapendo perfettamente di raccontarla.
E se il problema sono le sanatorie (cioè le regolarizzazioni), qualcuno gli ricordi la più grande della storia repubblicana: 2002, legge Bossi-Fini, oltre 647mila persone regolarizzate.
Quarto.
Ingressi irregolari registrati nel 2025: 66mila in Italia, 36mila in Spagna.
Quasi il doppio da noi. Applicando alla lettera il principio di Tajani, il primo Paese da buttare fuori da Schengen è l'Italia. Con Tajani che firma il decreto contro sé stesso e Piantedosi che gli regge la penna.
Quinto.
Per quattro anni ci hanno raccontato sempre la stessa favola: "Non possiamo essere lasciati soli", "nessuno può affrontare la migrazione da solo", Cooperazione, solidarietà europea, redistribuzione.
Il 4 maggio scorso Meloni parlava ancora di crisi globale da affrontare insieme.
Poi la pressione si sposta di 1500 chilometri, tocca a qualcun altro e in quattro ore la solidarietà europea diventa una minaccia contro un governo alleato.
Sesto.
Il Marocco ha capito da tempo qual è la sua unica arma diplomatica: i corpi dei propri giovani. Apre il rubinetto quando le serve qualcosa sul Sahara Occidentale o per punire decisioni che non condivide (come gli accordi tra Sanchez e l'Algeria della scorsa settimana), lo richiude quando l'ha ottenuto. Era già accaduto, per esempio, nel 2014 e nel 2021, non c'entra nulla la politica migratoria della Spagna.
Davanti a un ricatto costruito sulle persone, il governo italiano ha puntato il dito contro chi quel ricatto lo subisce.
Il motivo di tanta delicatezza con il Marocco lo sappiamo tutti: i memorandum italiani con la Libia e con la Tunisia camminano sullo stesso identico meccanismo. Soldi e legittimazione in cambio di frontiere presidiate.
Chi ha appaltato i propri confini alla guardia costiera libica si guarda bene dallo spiegare al mondo come funziona il ricatto migratorio, perché il primo a restarci sotto sarebbe lui.
Settimo. E qui arriviamo al fondo del barile.
Il 19 giugno 2026, Donald Trump aveva appena raccontato al mondo intero che Giorgia Meloni lo aveva implorato per una foto al G7 di Évian e che lui gliel'aveva concessa perché gli faceva pena.
E in quel momento, tra 27 capi di governo, sapete chi ha preso la parola per difenderla? Pedro Sánchez.
Sono passati 41 giorni. Quarantuno.
Alla prima giornata di caos e di morti sulle coste spagnole in Africa, la prima a saltargli addosso è stata lei. Su una vicenda che si decide sulla frontiera marocchina, dove la Spagna è il bersaglio del ricatto.
Chi ti tende una mano quando sei a terra, gentaglia così se lo segna. E aspetta il momento buono per azzannare.
Ottavo.
Sapevano dove sta Ceuta. Sapevano che quella frontiera è controllata da 35 anni. Sapevano che a Ceuta gli sbarchi via mare erano stati zero fino a metà luglio. Sapevano che da noi gli ingressi irregolari sono il doppio dei loro. Sapevano che la mano che ha aperto quel confine sta in Marocco.
Hanno parlato lo stesso. Perché una bugia arriva a milioni di persone in tre ore e la smentita arriva a diecimila in tre giorni. E perché una crisi umanitaria, per loro, vale un punto nei sondaggi.
Che miseria senza fondo.
L' Italia chiederà 14,9 miliardi al Fondo Safe per il riarmo.
Sarà bene ricordarlo ogni volta che non riusciremo a prenotare un esame in ospedale, non avremo un asilo dove mandare i nostri figli, non potremo permetterci la benzina.
Non perdiamo la memoria.
#Tajani#Crosetto
Purtroppo ci ha lasciato Oscar Schmidt…
- in carriera ha segnato quasi 11 mila punti in più di Kareem Abdul-Jabbar (secondo in Nba), esattamente 49.737 in 1615 partite (media 30,8....).
- ha giocato ventinove stagioni, dai 16 ai 45 anni.
- 8 stagioni a Caserta, dove ha segnato 9.143 punti in 284 partite ad una media di 32,2 punti a partita (nel 1988/89 ha chiuso a 36,6 punti di media).
- in Italia tra Caserta e Pavia ha segnato 13.957 punti (secondo), ad una media irreale di 34,63 (primo).
- il contratto con Caserta prevedeva con una clausola che non giocasse con nessun altro club di Serie A.
- nella stagione 1990/91, con Pavia, ha chiuso la stagione a 44 punti di media.
- sempre con Pavia ha segnato 66 punti contro Torino.
- in Italia ha fatto più di 50 punti in 28 partite.
- ha giocato 5 Olimpiadi con la maglia del Brasile.
- è stato scelto dai Nets nel 1984.
- alle Olimpiadi di Seul, in 8 partite con la maglia del Brasile, ha chiuso a 42,2 punti di media (media più alta di sempre alle Olimpiadi).
- a 39 anni, in Brasile, ha segnato 74 punti in una partita e ha chiuso la stagione a 41,5 di media
- nel 2013 è stato inserito nella Hall of Fame.
- Caserta ha ritirato la sua maglia numero 18.
Non ha mai giocato in Nba, ha vinto pochissimo rispetto al suo talento, era l'idolo di un Kobe Bryant bambino che accompagnava il papà in giro per l'Italia, si è emozionato quando gli "americani" lo hanno inserito nella Hall of Fame del 2013, dicendo, con voce rotta dalla commozione "ho sempre sognato di essere qui".
È stato, probabilmente, il più grande tiratore di tutti i tempi.
Forever "Mão Santa”.
La notizia è di quelle incredibili, perchè non capita tutti i giorni che in Italia realizzino un paradiso per gli appassionati di basket. Domani apre ufficialmente il primo museo del basket italiano. A Bologna. In uno dei templi del basket: il PalaDozza.
- è una grande area espositiva con alcuni cimeli incredibili
c’è una galleria immersiva nella quale si viene avvolti dalle immagini video dei momenti più storici della nazionale maschile e femminile
- ci sono le scarpe di Fontecchio e Belinelli, le maglie di Gallinari, Bargnani, Brunamonti, Marzorati, Mara Fullin, Mariella Santucci, Abbio, Dino Meneghin e non solo
- c’è il pallone che non ha più mollato Carlton Myers dopo l’oro agli Europei del 99
- c’è la medaglia vinta dalle ragazze agli Europei dell’anno scorso, e tutte le medaglie delle Nazionali fino al 1971
- c’è un’area interattiva in cui potersi allenare
- ci sono decine di video con i momenti più storici nella storia del basket italiano
- ci sono delle pareti immersive che proiettano e spiegano passo dopo passo i gesti tecnici di alcuni dei migliori giocatori di sempre
Si chiama Mubit, inaugura domani, e da domenica potete andare a visitarlo vivendo un’esperienza simile a quella di Alice nel paese delle meraviglie.
| @Italbasket | @BolognaWelcome |
With World Pedestrian Day just months away, now is the time to rethink walkability.
ITDP’s Pedestrians First tool helps cities design safer, more accessible streets by focusing on infrastructure, activity, and priority.
Read more:
https://t.co/68iFltWlUf
La Spagna approva una misura storica: centinaia di migliaia di migranti potranno regolarizzare la propria posizione. Diritti umani, integrazione e crescita economica non si escludono, si costruiscono insieme.
«Un innamorato pazzo del ciclismo che è fragile come noi, e tenace come vorremmo essere noi: “Ho smesso un sacco di volte di crederci, ma la mattina dopo ho sempre ricominciato a battermi”.»
✍️ @cauz_ / @ledep
📸 @tornanti_cc
👉 https://t.co/3VWlJGWS5w
“GRAZIE ITALIA”: There are games that are much more than football. One of them was played on November 6, 1996 in Sarajevo.
In a country that had just emerged from aggression, destroyed and wounded, Italy came when many others were afraid to.
It is a gesture that Bosnia and Herzegovina must never forget. For that Italy will always be respected in Bosnia-Herzegovina. Bosnia won it’s first game ever that day 2-1. Let the better team win on Tuesday! 🇧🇦🤝🇮🇹 #BIHITA