La comunicazione è sempre comunicazione, pure quando si sceglie di non dire niente. Peggio, di ignorarla. Non so spiegare in quanti modi sia sbagliato e inadeguato rinunciare a guidare la narrazione di sè stessi, lasciandola in pasto a improvvisazioni e supposizioni di questo e quello. Tutti, senza eccezioni, costretti a interpretare il volo degli uccelli e i fondi di caffè.
Nessuno - intendo proprio nessuno - voleva conoscere i dettagli intimi o le cartelle cliniche. Ciò che si richiedeva è sempre stato un briciolo di trasparenza. Tre mesi di nulla sono troppi perfino per il più ingenuo e appassionato degli ottimisti.
Ciò che sappiamo lo abbiamo appreso da video rubacchiati, newsletter di gossippari, fonti fortunate e geolocalizzazioni di ristoranti.
Questo è, se vi pare.
Basta con la retorica protezionista sul fatto che non deve niente a nessuno, perché ci sono milioni di tifosi che fanno sacrifici per pagare fior di biglietti. Basta ai tornei che speculano su questo, chiedendo di annunciare il forfait all’ultimo minuto. Basta anche con le difese a oltranza come fosse una piccola stella senza cielo, un cucciolo di foca minacciato dai bracconieri.
Sinner è un personaggio pubblico e un’azienda milionaria, questo dovrebbe essere sufficiente per farsi qualche domanda sulla gestione mediatica. Ma ancora più importante, è parte del cuore dei tifosi.
A giustificarlo su qualsiasi cosa non gli si fa un gran favore, a parer mio.
Quando si beatifica qualcuno, la luce intorno è accecante, annulla le ombre e appiattisce l’immagine. Come le lampade sparate in faccia nei video delle influencer.
Invece sono le sfumature che generano empatia e raccontano la complessità di una persona. Un fatto. Una storia.
La comunicazione di Sinner la luce l’ha proprio spenta.
Tra questi due estremi ci sta la semplicità.
Gli infortuni capitano, shit happens dicono i filosofi. Non c’è bisogno di secretarli negli archivi vaticani.
Quando tornerà saremo qui ad aspettarlo a braccia aperte.
Di nuovo ottimisti e sempre appassionati, ma forse meno ingenui.
#sinner #tennis
Fate un applauso a Pastiglia che se no si mette a piangere se non gli riconosciamo che lo ha detto per primo.
Comunque complimenti alla comunicazione di Sinner, perché ha permesso a questa persona di diventare il loro portavoce
@radicalsinnersm Io voglio credere e spero sia così che sia andato in questa clinica specializzata a Lione più che altro per un consulto per farsi dire se sto ginocchio benedetto è guarito effettivamente oppure no ..non voglio pensare ad altro!