La "sala operativa congiunta" è la prova della complicità del governo italiano nei respingimenti.
Dopo 7 anni in di accessi agli atti negati noi di #JLProject ringraziamo il governo Meloni per aver facilitato il nostro lavoro con questo clamoroso autogol
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“Tutti gli uomini sono creati eguali dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che fra questi diritti sono la Vita, la Libertà…” E se “una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo”
Tre giudici della Corte penale internazionale hanno intentato causa contro il presidente degli Stati Uniti e la sua amministrazione per le sanzioni imposte loro l'anno scorso sostenendo che tali misure sono illegali e che sono un attacco all’indipendenza della magistratura.
Conti bancari congelati, carte di credito annullate e viaggi bloccati hanno spinto i giudici Kimberly Prost del Canada, Solomy Balungi Bossa dell'Uganda e Reine Adelaide Sophie Alapini-Gansou del Benin a citare in giudizio l'amministrazione Trump che affermano che le sanzioni servono a esercitare pressioni extragiudiziali con l'obiettivo di punire i giudici.
L'anno scorso l'amministrazione Trump ha imposto sanzioni a diversi giudici della Corte penale internazionale per l'emissione da parte del tribunale di un mandato di arresto nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e per una precedente decisione di aprire un'indagine su presunti crimini di guerra commessi da truppe USA in Afghanistan.
Il caso vede Trump come principale imputato, insieme al Segretario di Stato Marco Rubio, al Segretario del Tesoro Scott Bessent e al Procuratore Generale ad interim Todd Blanche.
Nella denuncia di 66 pagine i giudici chiedono di annullare l'ordine di sanzioni USA, di essere rimosse dalla lista delle sanzioni statunitensi, di sbloccare eventuali beni congelati e di impedire al governo di applicare le misure nei loro confronti.
È la prima volta che i giudici della Corte penale internazionale si rivolgono personalmente al tribunale per contestare la loro nomina ai sensi dell'Ordine esecutivo 14203, firmato da Trump il 6 febbraio 2025.
La citazione, emessa il 25 giugno dal Tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto meridionale di New York, impone al governo di rispondere entro 60 giorni alla denuncia.
#ICC #usa #trump
@FranceskAlbs
In #Afghanistan continuano le restrizioni imposte dal regime talebano, mentre l'#UnioneEuropea avvia contatti tecnici sui rimpatri, alimentando il dibattito sulla tutela dei diritti dei rifugiati.
L'articolo di Giorgia Pietropaoli.
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“Chiunque abbia prestato servizio nelle forze armate israeliane a Gaza dall'ottobre 2023 dovrebbe essere considerato indagato per crimini di guerra, crimini contro l'umanità e crimine di genocidio".
Chris Sidoti, Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite sulla Palestina.
Inclusi i mille cittadini italiani che si sono arruolati nell’esercito criminale israeliano.
La complicità dell’Italia va oltre la fornitura di armi.
Il "Consiglio di Pace" istituito da Trump per Gaza pianifica di attribuire la totale immunità ai propri membri, al personale militare e ai contractor che opereranno nella Striscia.
La stessa bozza di risoluzione prevede che al Consiglio…
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https://t.co/JUdRO1NqxV
Il y a 5 ans, trois membres du personnel de MSF ont été tués par balle dans le centre du #Tigré en #Éthiopie. Depuis, le gouvernement éthiopien n'a montré aucune volonté de mener une enquête crédible et impartiale, en dépit de nos tentatives de dialogue.
https://t.co/BzsDUkW0wc
#FrancescaAlbanese: si parla pochissimo dei crimini efferati, commessi dai soldati israeliani, secondo la ‘Direttiva Annibale”
⬇️VIDEO:
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#GazaGenocide
Domenica 21 giugno, le forze israeliane hanno arrestato durante un raid all'alba nella sua abitazione di Ramallah, in Cisgiordania occupata, il medico palestinese 71enne Mazen Al-Rantisi, conosciuto come il "medico dei poveri" per il suo lavoro a favore dei pazienti a basso reddito.
Le autorità israeliane non hanno specificato il motivo dell'arresto né il luogo in cui il medico è attualmente detenuto.
Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, l'arresto sarebbe legato al ruolo di Al-Rantisi come presidente dell'Unione dei Comitati per il Lavoro Sanitario, organizzazione sanitaria palestinese senza scopo di lucro che dal 1985 gestisce cliniche e offre assistenza a migliaia di persone, soprattutto nelle aree rurali con scarso accesso ai servizi sanitari.
Nel 2020, l'esercito israeliano ha dichiarato l'organizzazione "associazione illegale".
L'organizzazione è legalmente registrata presso il Ministero degli Interni dell'Autorità Palestinese.
Ex pazienti, attivisti e colleghi hanno ricordato la clinica di Al-Rantisi come un punto di riferimento per i palestinesi più vulnerabili, dove vengono garantite visite mediche e distribuzione gratuita di farmaci.
"L'arresto del dottor Al-Rantisi rappresenta un'ulteriore, allarmante escalation nella repressione israeliana contro la società civile palestinese. Detenendo un medico stimato e il capo di una delle principali organizzazioni sanitarie palestinesi, le autorità israeliane stanno ulteriormente confondendo il confine tra legittime misure di sicurezza e la criminalizzazione di un'attività civile e umanitaria essenziale" ha dichiarato Naji Abbas, direttore di dipartimento di Physicians for Human Rights Israel (PHRI).
"La clinica del dottor Al-Rantisi a Ramallah assiste centinaia di pazienti", ha aggiunto PHRI, "e il suo arresto interromperà inevitabilmente l'accesso alle cure mediche per coloro che dipendono da lui”.
Quattordici medici e circa 135 altri operatori sanitari di Gaza sono detenuti nelle carceri israeliane senza processo o accuse formali, sottoposti a torture, violenze sessuali, privazioni di farmaci. Tra questi Hussam Abu Safiya, pediatra e direttore dell’ospedale Kamal Adwan di Gaza, detenuto da Israele da dicembre 2024.
Le organizzazioni per i diritti umani denunciano inoltre ostacoli sistematici all'accesso alle cure nei Territori palestinesi occupati, tra cui arresti di personale sanitario, posti di blocco e ritardi o blocchi al passaggio delle ambulanze.
#westbankunderattack #israel #doctorsarenotatarget #freeabusafiya
“Nelle nostre case popolari, sui citofoni, non abbiamo più Giuseppe, non abbiamo più Maria, non abbiamo più Francesco.
Abbiamo Omar, abbiamo Mohamed, abbiamo Abdul.
E questo, cari colleghi della sinistra, a noi di Futuro nazionale non va giù”.
🎥 Eman, Abdelhadi and Bashir have returned home to Gaza after months of treatment at our hospital in Amman, Jordan.
Their stories reveal the difficult reality facing patients who have survived severe injuries and received specialised care abroad, only to return to a devastated health system.
#Haïti Une flambée de violences à Cité Soleil et autour de la Maternité Isaïe Jeanty, soutenue par Médecins sans Frontières (MSF), a contraint les équipes de MSF à suspendre leurs activités médicales.
https://t.co/6flFmnNWPq
Palestinian journalist Mujahed Bani Mufleh has regained consciousness after months in a coma following release from Israeli prison, where he says he was abused in detention.
Al Jazeera’s @nida_journo reports from the occupied West Bank.
In #Tunisia la storica attivista per i #dirittiumani#SihemBensedrine è stata condannata a 25 anni di carcere: la sentenza rappresenta un nuovo segnale della stretta contro la società civile sotto la presidenza di #KaisSaied.
L’articolo di @RiccardoNoury.
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Svezia: oggi il Comitato europeo dei diritti sociali ha concluso che il governo ha violato la Carta sociale europea non applicando il diritto alle cure mediche senza discriminazione. Ha così accolto il ricorso presentato nel 2023 da Amnesty International e Medici del mondo International circa la sistematica violazione del diritto di persone migranti residenti nell'Unione europea, soprattutto rom, ad accedere in condizioni di uguaglianza alla sanità pubblica.
📣 Pourquoi la Commission d'enquête de l'ONU conclut-elle que les enfants palestiniens sont devenus l'une des principales preuves du génocide à Gaza ?
La réponse se trouve dans son rapport publié hier.
🧵 Je vous explique. ⬇️
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