Amichai Chikli, ministro israeliano per gli Affari della Diaspora, afferma pubblicamente, senza imbarazzo, vergogna o timore:
«Abbiamo creato in Europa un sistema di alleanze senza precedenti, con la destra conservatrice più radicale».
Fa nomi e cognomi. Li rivendica. Se ne assume la responsabilità.
Santiago Abascal, leader di Vox in Spagna - «la voce più sionista che ci sia». Jordan Bardella e Marine Le Pen (famiglia antisemita) in Francia - «una vera vicinanza». E aggiunge, con orgoglio: sono in testa a tutti i sondaggi in Franciaz
Quello che non dice è come ha fatto Israele ad infiltrarsi e i metodi criminali usati per comprare o ricattare i politici europei, e manipolare le elezioni in Occidente: ci sono milioni di euro iniettati nelle campagne elettorali.
“Giornalisti” comprati e indottrinati, Think tank creati per diffondere la propaganda filo israeliana, campagne diffamatorie contro gli avversari politici e contro i giornalisti che raccontano la verità, minacce, pressioni, ricatti.
Il metodo è ben oliato:
si individua un paese, si identificano i leader compiacenti, li si finanzia, li si sostiene, li si spinge al potere.
E’ una volta eletti, loro servono l’agenda israeliana e vendono la sovranità nazionale.
Esempi di interferenze elettorali: Slovenia, Colombia e USA
Presto colpiranno la Francia e l’Italia.
Gli elettori francesi, spagnoli ed europei continuano a votare per coloro che, una volta eletti, si inginocchieranno davanti a Israele.
Si tratta di ingerenza. È «la destra sovranista e nazionalista che vende la sovranità nazionale per il potere…
Ministri israeliani si vantano di aver sabotato democrazie…
Per garantire l’impunità e il sostegno al genocidio e la pulizia etnica in corso in Palestina.
Quando infilate la scheda elettorale nell’urna chiedetevi se il vostro voto andrà ai leader che hanno già giurato fedeltà alla Costituzione italiana o ad Israele.
The US and Israel are currently funding a massive migrant scheme by flooding Spain with migrants from Morocco. This is in retaliation for Spain denying Israel and the US access to their airspace to target Iran. (ALSO: Elon will use this as 'anti-white colonization propaganda).
🟡 🇪🇦 IL GIOCHINO
1. La Destra anglosionista di Trump, Musk e Netanyahu ha deciso di giocarsi le elezioni negli USA e in Europa sulla paura dei migranti
2. Con gli stretti di Hormuz e Bab El Mandeb bloccati, Gibilterra è rimasta l'unica via marittima per i rifornimenti a Israele
3. Il governo spagnolo di Sanchez è filo palestinese e, in casi estremi, potrebbe chiudere Gibilterra alle navi da e per Israele, perché controlla la sponda di Ceuta in Marocco.
5. Improvvisamente ondate di migranti, provenienti senza difficoltà dal Marocco (molto amico di USA e di Israele) stanno invadendo proprio Ceuta.
Collegando i puntini, chi sarà che ha organizzato questa ondata migratoria e, molto probabilmente, anche tutte le altre in Europa?
Ein paar Punkte zu Ceuta.
Ceuta ist nicht Europa 🇪🇺. Ceuta ist eine Enklave Spaniens 🇪🇸 in Nordafrika im histor. Marokko, ein Überbleibsel der spanischen Kolonialherrschaft.
Der Zeitpunkt ist relevant. Spaniens Premier Pedro Sanchez besuchte vor einigen Tagen nach vier Jahren erstmals wieder Algerien 🇩🇿, Marokkos Rivalen in der Region, was dem marokkanischen König 🇲🇦 nicht gefällt.
Spanien hat aktuell extrem schlechte Beziehungen zu 🇮🇱 und den USA 🇺🇸. Zwei der engsten politischen Partner des marokkanischen Königs. Dass Israel und die USA ein Interesse an Problemen für Spanien haben, liegt auf der Hand.
Die Emotion der Menschen in Ceuta ist echt. Selbst wenn einige geschickt worden wären, versuchen Tausende ihr Glück. Die Jugend sieht in Marokko kaum Zukunft und will um jeden Preis weg.
Rechte labern von „Invasion“. Wer in Ceuta einreist - selbst legal - ist offiziell noch nicht in die EU eingereist. Ceuta gehört nicht zum Schengen-Raum und um von dort aufs spanische Festland zu gelangen, braucht man Visum oder positiven Asylprozess. Spanien und Marokko verkündeten bereits, alle Personen zurückzuführen.
Das Geschehen hat somit keine konkreten Folgen. Außer dass weltweit gegen Sanchez, Spanien, Migranten und Muslime gehetzt wird. Man kann sich also selbst zusammenreimen, wessen Interessen aktuell bedient werden.
Bersani cita lo ZingareTTi di Vannacci: "Gli consiglio di cercare sul dizionario 'finocchi'. Troverà 'erbaceo mediterraneo'. È grave che parli dell'omosessualità come di un gusto" #ottoemezzo
More than 200 activists from the Global Sumud Flotilla who were seized at sea by Israeli forces and taken to the Greek island of Crete were released earlier today, with photos showing visible injuries including bruising, cuts, and swelling; participants say they were beaten and abused in custody.
Oggi, sul Corriere della Sera, Matteo Salvini ha rilasciato l’intervista più delirante della sua carriera.
Un concentrato di ipocrisia, vittimismo e smemoratezza selettiva.
Vale la pena metterne in fila cinque passaggi.
Primo.
“Quello che sta accadendo mi ha colpito come mai mi era accaduto, da trent’anni a oggi. È un prima e un dopo. Ho pianto vedendo i ragazzi che pregavano”.
Più dell’11 settembre, più di Bucha, più di Gaza. Più di Capitol Hill. Per Salvini, il vero spartiacque della storia non sono i genocidi, i golpe o gli attentati che hanno segnato il mondo: è la morte di Charlie Kirk.
Secondo.
“Mi ha colpito il fiume di rabbia e cattiveria, non più nascosta, esibita con il sorriso e senza vergogna”.
Parla proprio lui. Lo stesso che nel 2024, commentando l’uccisione di un migrante depresso da parte delle forze dell’ordine, disse: “Non ci mancherà”.
Lo stesso che da anni aizza i suoi seguaci contro migranti, persone LGBT+, donne, minoranze di ogni tipo.
Terzo.
“Domani stesso manderò una lettera ai presidi e ai rettori: mi metto a disposizione per andare a parlare nelle scuole e nelle università”.
A raccontare cosa? Di quando esibì su un palco una bambola gonfiabile per insultare Laura Boldrini?
O di quando convocò un presidio sotto casa di Elsa Fornero e aizzò i presenti dicendo: “Sono un pacifista, ma quando sento Fornero mi incazzo come una bestia e mi prudono le mani. Fortuna che non è in casa oggi”.
O di quando mise alla gogna sui suoi social degli studenti che lo contestavano, lasciando visibili i loro volti, compreso quello di un ragazzo con disabilità?
Quarto.
“Se una parte della sinistra legittima la violenza nei confronti di chi non la pensa come lei vivremo giorni difficili”.
Ma chi? Chi è che la starebbe legittimando? Quale leader, quale partito, quale movimento? Salvini non fa nomi, perché non ci sono. Accusa nel vuoto per coprire un fatto semplice: a legittimare la violenza, per anni, è stata proprio la sua propaganda.
Quinto.
“Dopo questo omicidio, cambierà completamente il segno del raduno di Pontida. È necessario che diventi un momento di riflessione sulla libertà contro la violenza. Mi piacerebbe un collegamento con il Brasile, dove l’ex presidente Jair Bolsonaro è stato condannato a 27 anni perché primo nei sondaggi, altra eliminazione politica”.
Siamo alla follia. Nella stessa intervista in cui piagnucola contro la violenza, dice di voler invitare un uomo appena condannato per aver pianificato l’avvelenamento del presidente eletto Lula, l’assassinio del giudice Alexandre de Moraes e un tentato colpo di Stato.
Questo è Matteo Salvini: il vicepresidente del Consiglio che piange per Kirk, ride della morte dei migranti, paragona le avversarie a bambole gonfiabili e sogna di collegarsi con un golpista condannato in Brasile.
Se cercavate un’immagine dell’ipocrisia e della pericolosità di questa destra, eccola servita.
Il capo del Pentagono ha citato Pulp Fiction, pensando fosse la Bibbia.
Pete Hegseth, in uno dei suoi discorsi/preghiera, ha usato le parole di Ezechiele 25 17, prese dal film, sostituendo all'uomo timorato l'aviatore abbattuto, ma senza sapere che nella Bibbia la frase è diversa, soprattutto è più breve.
E il bello è che in "Pulp Fiction" la citazione viene infarcita di argomenti quali le lotta alle ingiustizie, gli uomini di buona volontà che hanno bisogno di aiuto, la carità, il ruolo del pastore dei deboli.
Tutta roba che serve per la parabola del personaggio di Jules, ma che non ci azzecca niente con il cazzutissimo segretario alla guerra USA.
Hegseth avrebbe dovuto attenersi al versetto della Bibbia, dove c'è solo la forza e il furiosissimo sdegno, che ovviamente è molto più indicato.
Ecco brevemente cosa dice il Signore in Ezechiele 25 17:
Minchia, quanto mi stanno sulle palle i nostri nemici (i Filistei), adesso li ammazzo tutti.
Fine.
Quello che è successo stanotte al Congresso Usa è storico e conferma quello che ripeto da mesi (sondaggi alla mano) Israele ha perso gli americani. Partiamo dai dati e poi vediamo le conseguenze
La mozione @SenSanders per fermare l’ennesimo pacchetto di aiuti militari
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L’ambasciata israeliana in Italia non ha apprezzato questa copertina de L’Espresso. Scrivono: “Condanniamo fermamente l’uso manipolatorio della recente copertina de L’Espresso. L'immagine distorce la complessa realtà con cui Israele deve convivere, promuovendo stereotipi e odio. Un giornalismo responsabile deve essere equilibrato e corretto.”
Ma questa foto è vera. L’autore si chiama Piero Masturzo e lo scatto è parte di un reportage dalla Cisgiordania, scritto da Alae al Said, che documenta tutte le angherie che i palestinesi subiscono da parte dei coloni.
Il viso mostruoso di questo giovane non è deformato dal fotografo, ma dalla sua stessa cattiveria e inumanità. Il fotografo ha soltanto avuto la grande capacità di catturarlo in una espressione che parla più delle parole. Questo fa il fotogiornalismo.
Grazie a @espressonline dunque, e agli autori del reportage, per il lavoro svolto. La reazione provocata ne certifica il valore.
Nell foto si vede il Segretario alla Difesa Pete Hegseth nella war room allestita a Mar-a-Lago durante l'operazione che ha portatoalla cattura di Maduro.
Sullo schermo alle sue spalle, l'interfaccia di X con una ricerca aperta su "Venezuela".
Come già rilevato, non è la Situation Room della Casa Bianca. Non ci sono solo sistemi militari altamente riservati. Ma in quel momento molto delicato, si monitora una piattaforma social proprietaria.
Ma c'è un altro aspetto.
Come detto già qui con un altro post, e con un articolo su @in_oltre, Trump annuncia la cattura di Maduro sulla sua piattaforma Truth Social; i media di tutto il mondo riprendono;
gli utenti reagiscono su X. E ancora, il Pentagono monitora quelle reazioni in tempo reale dalla war room. E sulla base di quel feedback, Trump e il suo staff calibrano i messaggi successivi. Tutto questo, sempre su Truth Social.
A guardarlo così, è un circuito chiuso.
La fonte, il canale di diffusione, il luogo di conversazione pubblica e lo stesso sistema di monitoraggio sono tutti sotto il controllo o l'influenza diretta delle stesse persone.
Non esiste un elemento esterno, un momento in cui l'informazione passa attraverso un filtro indipendente.
A tutto questo bisogna aggiungere Grok, l'intelligenza artificiale di Musk che sarà integrata nei sistemi del Pentagono grazie all'accordo da 200 milioni di dollari, si addestra sui contenuti di X.
L'IA che domani supporterà le decisioni strategiche si forma sulle conversazioni che avvengono sulla piattaforma di Musk. Conversazioni che lo stesso Musk può amplificare o silenziare attraverso l'algoritmo.
Ecco che ritorna sempre l'algoritmo del proprietario.
Il potere non è solo comunicare. Oggi è la capacità di controllare l'intero ciclo informativo: elaborazione, diffusione, reazione, analisi, nuova elaborazione.
Chi possiede le piattaforme gestisce questo loop.