Il diritto di proprietà in Italia non è mai stato particolarmente tutelato. Anzi, tanto la Costituzione quanto il Codice civile ne subordinano la tutela a un non meglio definito "interesse generale", che poi nella sostanza è, tempo per tempo, quello che ritengono debba essere i detentori del potere politico.
La crescente diffusione degli affitti brevi, soprattutto nelle città con maggiore afflusso turistico, ha generato da una parte il malcontento dei condomini residenti, evidentemente non soddisfatti del continuo avvicendarsi di persone negli appartamenti adiacenti; dall'altra un susseguirsi di provvedimenti restrittivi da parte dei Comuni.
Non dovrebbe stupire che le più propense a produrre provvedimenti restrittivi sugli affitti brevi siano le amministrazioni sinistrorse. Da ultimo, Firenze è arrivata a estendere i limiti su un'area di 16 chilometri quadrati, interessanto circa 100mila alloggi.
Il tutto essendo stata galvanizzata dalla bocciatura del Tar dei ricorsi presentati contro i provvedimenti precedenti.
Secondo il sindaco Sara Funaro si tratta di "una misura a tutela della città, non una battaglia contro qualcuno. Lo hanno affermato le sentenze del Tar, l’interesse generale può giustificare limitazioni alle locazioni turistiche brevi per tutelare ambiente urbano, tessuto sociale e diritto all’abitare."
In un mondo non dico libertario, ma anche semplicemente meno statalista, queste faccende sarebbero risolte a livello di regolamento condominiale. Ma in Italia la via prescelta è quella di ricorrere ai mezzi politici, perché tutti si lamentano dello Stato (nelle sue varie articolazioni territoriali), ma quasi tutti allo Stato si rivolgono quando vogliono far prevalere il loro punto di vista.
E ovviamente chiunque rappresenti lo Stato (nelle sue varie articolazioni territoriali) è ben felice di esercitare il potere di imporre obblighi o divieti. Dicendo di farlo per l'interesse generale.
(M.C.)
@Gerry75850552@antipentac52268 L'invecchiamento fa parte della vita, ma alcuni invecchiano malissimo. Vasco Rossi e Pierò Pelù ne sono un triste esempio.
La povertà la combatti con la detassazione e la decontribuzione. Più tasse = più povertà. Questo semplice concetto non riuscite proprio a capirlo. Laffer andrebbe studiato fin dall'asilo.
Mai così tanti poveri in Italia, ma guai a parlare di patrimoniale per i milionari, mi raccomando
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@Pinperepette Temo che la protezione dei minori sia solo un pretesto. Dietro c'è il controllo degli individui che come tali danno fastidio a chi muove il potere.
D'altronde dei minori non è importato a nessuno quando hanno fortemente spinto per farli vaccinare contro ogni logica.
Gentilmente la chiudiamo qui con la farsa del "mercato unico"?
Non esiste - non è mai esistito - alcun "mercato unico", men che meno nessun "interesse europeo" ma solo legittimi (e ben più solidi) interessi nazionali.
Anche solo prenderne atto sarebbe un bel passo avanti.
La Caienna fiscale italica si può rappresentare così:
Fatturato ➔ Netto in tasca:
• 100k ➔ 47k
• 150k ➔ 65k
• 200k ➔ 80k
• 250k ➔ 95k
Mentre a Roma i clan della politica fingono di litigare nel solito circo quotidiano, lo status quo fiscale del 2026 per professionisti e piccole attività è la follia matematica di cui sopra.
Più produci e rischi in questa steppa economica, più vieni tosato per mantenere un enorme apparato parassitario che vive alle spalle altrui.
Un esproprio di Stato perpetrato davanti a una massa anestetizzata.
Lavorare una vita intera per lasciare la metà del valore a chi non produce nulla non è tassazione, è una condanna a morte per qualsiasi residua speranza di libertà.
Non sono capaci di accordarsi nemmeno per costruire un aereo.
E vogliono unire l'Europa.
Ma andate a schiacciare i ricci di mare col culo...
(traduzione per i diversamente baresi)
Un mensaje circula en grupos irlandeses de WhatsApp y Telegram instando a los hombres blancos de Belfast a salir a las calles:
“Todos los hombres mayores de 18 años, vistan ropa oscura... y prepárense para luchar. Todos los negocios deben cerrar a las 17:30”