Quella palestinese, anche nella sua forma più riprovevole, è un atto di #Resistenza
È una violenza che resiste alla violenza primaria e originaria, quotidiana e continua,che dura da 75 anni,insopportabile così a lungo, quella della colonizzazione sionista.
https://t.co/dSoQvZHHYq
@NicolaMelloni Le politiche israeliane sono state condizione necessaria perché gli atti di resistenza del popolo palestinese diventassero disperati e sanguinosi
Hamas non esisterebbe se non fosse x la disumana e sempre più crudele colonizzazione sionista della Palestina
https://t.co/Pd8XmBeAIN
@CarloCalenda@pinapic A #Gaza per colpa di #Israele ad oggi sono morte di malnutrizione e inedia 466 persone, tra cui 157 bambini e 187 anziani, mentre 1.4 milioni di palestinesi vive ancora sotto l'insicurezza alimentare.
Eppure né tu né #Picierno avete saltato un pasto.
Perché per gli ucraini sì?
"Nuove pene fino a 12 anni", non si può leggere.
L' educatore in un carcere minorile che è ancora in me, vincitore di concorso tanti anni fa, ha un moto di ribellione.
Fra i #migranti c’erano anche una donna incinta e undici minori. Linardi: “Azioni di pirateria, ma invece di sanzioni arrivano solo più soldi alla Libia”
Miliziani libici minacciano #SeaWatch https://t.co/iM0qG2Fxus
@SalisIlaria E' semplicemente agghiacciante doversi rendere conto così brutalmente del fatto che l'Europa stupri la democrazia in questo modo,prendendo ordini diretti da un'entità genocida e agisca
sulla base d'informazioni ricevute da uno stato criminale che mente di default.
Heil Austria 🧵
Mustafa Ayyash cresce nel campo profughi di Nuseirat a Gaza, a quindici anni crea il forum online "Gaza Now" che riscuote un successo clamoroso. Raggiunto il sogno di fare il giornalista, fonda "Gaza Now news" che in pochi anni diventa uno dei media più popolari della regione.
Nel 2017 riesce a raggiungere l'Austria da dove pensa di raccontare liberamente i crimini di Israele senza il pensiero di ricevere in regalo un missile in camera da letto.
A differenza di quei cialtroni dei media mainstream europei, ignoranti e felici di raccontare Gaza attraverso le veline degli invasori, Ayyash racconta la sua città, la sua gente, e non si può parlare di Gaza omettendo i combattenti della Resistenza.
Ayyash pubblica tutto, senza censura. Pubblica i video di Hamas ma anche quelli di altre fazioni e personalità politiche che si oppongono ad Hamas.
Con l'inizio dello sterminio, Israele vieta ai media di entrare a Gaza, il mondo deve sapere solo attraverso i portavoce dell'esercito sterminatore.
"Gaza Now" è una spina nel fianco della narrazione israeliana, diventa la principale fonte di informazione su Gaza per i giornalisti internazionali, pubblica in continuazione video dall'inferno di Gaza che ottengono milioni di visualizzazioni.
Su Telegram, "Gaza Now" raggiunge due milioni di iscritti.
Tutto questo per Israele è intollerabile, e contrattacca con i suoi noti metodi democratici.
A novembre del 2023, un missile colpisce l'abitazione di Ayyash a Gaza e uccide la madre, il padre e venti parenti tra i quali bambini e una neonata.
Gli Stati Uniti sanzionano "Gaza Now" e il giornalista Ayyash in quanto "presunto facilitatore finanziario chiave" (?) di Hamas.
(Classica pagliacciata tipicamente americana: "Gaza Now" pubblica migliaia richieste di donazioni provenienti da Gaza ma i canali che effettuano il passaggio di denaro sono americani o europei).
Nell'aprile del 2024 la polizia austriaca irrompe all'alba in casa di Ayyash e lo arresta insieme alla moglie.
Sequestrano tutti i dispositivi elettronici.
Dopo un luogo interrogatorio, vengono rilasciati.
Ayyash ha paura, capisce che questo è solo l'inizio, ma continua i suoi viaggi nelle città europee per raccontare la distruzione di Gaza.
Nell'agosto del 2024 l'Austria spicca un mandato di arresto europeo per Ayyash, la polizia olandese esegue e lo arresta.
Israele chiede l'estradizione, Ayyash entra in sciopero della fame, gli olandesi scendono nelle piazze per manifestare contro la detenzione del giornalista.
Dopo due mesi rinchiuso in carcere, l'Olanda consegna Ayyash alle autorità austriache.
Da novembre del 2025, il giornalista Ayyash è rinchiuso in attesa di processo in cella di isolamento per 24 ore al giorno, vietata l'ora d'aria, vietato avere colloqui con altri detenuti.
Le accuse della giustizia austriaca a carico del giornalista palestinese sono un'offesa al diritto, l'ennesimo passo verso l'israelizzazione delle società europee.
Ayyash, assente da Gaza da nove anni, è accusato di finanziare e APPARTENERE contemporaneamente ad Hamas, Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Jihad Islamica, Brigate dei Martiri di al-Aqsa e pure la libanese Hezbollah.
(Un record da Guinness dei primati!)
Il processo dovrebbe iniziare a dicembre, gran parte delle accuse si basano su informazioni e prove SEGRETE fornite dai servizi di intelligence israeliani.
Ed essendo segrete, l'imputato e l'avvocato difensore non possono prenderne visione.
Questa non è più una questione palestinese, qui siamo davanti all'abbattimento delle colonne portanti delle nostre democrazie.
Dovrebbe interessare tutti.
@SalisIlaria Non li ha chiesti la procura ma Israele, perché ormai l'Europa è sotto amministrazione controllata sionista. Sono loro che decidono cosa puoi dire, per cosa puoi manifestare ecc
Se non alzeremo la testa, presto diventeremo tutti goym subalterni a israele #Israeliazzazione
Perquisizioni di polizia oggi nelle sedi del Parlamento europeo di Strasburgo e Bruxelles.
Al centro delle indagini, la presunta distrazione e appropriazione indebita di oltre 4,3 milioni di euro di fondi pubblici europei da parte del gruppo di estrema destra “Identità e Democrazia” durante la legislatura 2019-2024.
Si tratta del gruppo politico oggi dissolto, di cui faceva parte la Lega di Salvini e il Rassemblement National di Le Pen, nel frattempo riciclatisi, insieme ad altre formazioni, tra le fila dei cosiddetti “Patrioti.”
Già, proprio loro: la Lega.
Quelli che si riempiono spesso la bocca di onestà e legalità (quando si tratta degli altri).
Quelli dei 49 milioni confiscati per la truffa sui rimborsi elettorali.
Naturalmente saranno le indagini ad accertare eventuali responsabilità.
Però, ecco, questi sedicenti patrioti, sempre pronti a puntare il ditino contro gli altri, sembrano proprio avere uno strano rapporto con i soldi pubblici.
@tempoweb Hanno normalizzato la barbarie di Netanyahu che fece esplodere a distanza i pager, sfigurando 4000 persone, anche bambini, e ne uccise 42 e cionostante viene fatto parlare dal podio ONU, da dove ha continuato a minacciare il mondo
Le vetrine però non si toccano
İsrail,2 yıl önce Lübnan'da terör saldırısı düzenleyerek,çağrı cihazlarının içine yerleştirdiği bombaları patlatmış,bundan sadece Hizbullah üyelerinin zarar gördüğünü söylemişti,Ali, bir gözünü ve bir elini kaybetti, diğer birçok sivil gibi,israil hâla hesap vermedi
@ilgiornale Hanno normalizzato la barbarie di Netanyahu che fa esplodere a distanza i pager, sfigurando 4000 persone, anche bambini, e ne uccide 42 e cionostante viene fatto parlare dal podio ONU, da dove ha continuato a minacciare il mondo
Le vetrine però non si toccano
İsrail,2 yıl önce Lübnan'da terör saldırısı düzenleyerek,çağrı cihazlarının içine yerleştirdiği bombaları patlatmış,bundan sadece Hizbullah üyelerinin zarar gördüğünü söylemişti,Ali, bir gözünü ve bir elini kaybetti, diğer birçok sivil gibi,israil hâla hesap vermedi
@repubblica Hanno sancito la barbarie di Netanyahu che fa esplodere a distanza i pager, sfigurando 4000 persone, anche bambini, e ne uccide 42 e cionostante viene fatto parlare dal podio ONU, da dove ha continuato a minacciare il mondo
Le vetrine però non si toccano
https://t.co/f2MnT0U0ec
İsrail,2 yıl önce Lübnan'da terör saldırısı düzenleyerek,çağrı cihazlarının içine yerleştirdiği bombaları patlatmış,bundan sadece Hizbullah üyelerinin zarar gördüğünü söylemişti,Ali, bir gözünü ve bir elini kaybetti, diğer birçok sivil gibi,israil hâla hesap vermedi
Hanno sancito la barbarie di Netanyahu che fa esplodere a distanza i pager, sfigurando 4000 persone, anche bambini, e ne uccide 42 e cionostante viene fatto parlare dal podio ONU, da dove ha continuato a minacciare il mondo
Le vetrine però non si toccano
https://t.co/f2MnT0TsoE
İsrail,2 yıl önce Lübnan'da terör saldırısı düzenleyerek,çağrı cihazlarının içine yerleştirdiği bombaları patlatmış,bundan sadece Hizbullah üyelerinin zarar gördüğünü söylemişti,Ali, bir gözünü ve bir elini kaybetti, diğer birçok sivil gibi,israil hâla hesap vermedi
C’è un’unica maranza nella stanza: è la deputata Ouidad Bakkali. Lo ha scritto lei in un lungo, articolato e personale post su Instagram. E la stanza in questione è il Parlamento. «Ma davvero? Davanti a tutto quello che sta succedendo nel Paese, da Nord a Sud, non avete di meglio da offrire che un pacchetto di leggi razziali e repressive contro gli adolescenti (tutti) e un atto eversivo come quello di dare ai militari i poteri delle forze dell’ordine». Il discorso di Bakkali, 40 anni, cresciuta a Casal Borsetti, Ravenna, laureata in Scienze internazionali e diplomatiche, oscilla tra il j’accuse e l’«io so» pasoliniano. L’espressione è una libera citazione del titolo del libro di Nadeesha Uyangoda, “L’unica nera nella stanza”.
L’articolo di Giorgio Burreddu su Repubblica Bologna
#rep
Questo ragazzo, che ha provato a dialogare civilmente con questa persona senza argomenti, ha tutta la mia solidarietà. “Imbecille” a un ragazzo che potrebbe essere suo figlio…
#Milano#manifestazione
A Milano sono stati fermati 271 giovani, di cui solo 60 sono stranieri. A riprova del fatto che chi la butta sul razzismo, chi addita il “maranza” come nemico, chi vuole separare e dividere, è ignorante, fa solo propaganda sul tormentone della destra per prendere voti, ma soprattutto non ha idea di cosa parla.
Oltretutto, la maggior parte di questi ragazzi (220 sono minorenni) sono stati letteralmente rastrellati a gruppi nel primo pomeriggio di ieri, quando gli incidenti dovevano ancora iniziare. Venivano circondati e portati via.
Guardate questo video.
La risposta che il violento in divisa dà alla signora, esprime PERFETTAMENTE la realtà: sono stati rastrellamenti di vendetta. I ragazzi sono stati presi a caso, solo perchè erano in zona Duomo con gli amici, come vendetta per le proteste del giorno prima. Magari non c’erano neanche.
Questa risposta andrebbe portata in tribunale.
Un’ennesima sospensione di qualsiasi diritto e libertà costituzionale, questa volta a danno di ragazzini.
@LaVeritaWeb Le cose sono meno importanti delle persone!
Quando c'indigna di più, ci spaventa di più, la violenza sulle cose che la violenza sulle persone, è lì che abbiamo perso, è lì che il sistema vince, è lì che questo sistema di merda c'impoverisce di più. Willie Peyote