A new paper on @JournalESP I am particularly proud of because co-written with my doctoral student @federicofiletti
Labour market protection across space and time
https://t.co/NoU8QCryBX
@OSC_SciencesPo @LIEPP_ScPo@ScPoResearch (1/9)
We should always remember that Trump is very unpopular compared to other presidents. It would have sufficed and it will suffice to have a decent alternative to trounce him in the poll. Yet, the problem is precisely the lack of a decent alternative.
Oggi, insieme a rappresentanti della rete Mai più Lager e di NAGA, e al consigliere regionale @luca_paladini4, ho effettuato una visita ispettiva al #CPR (Centro Permanenza per i Rimpatri) di #Milano in via Corelli.
Come sempre, non ho annunciato il mio arrivo: voglio vedere la realtà per quella che è, senza finzioni né ritocchi dell’ultimo minuto.
Quello che ho trovato è un posto di degrado e sofferenza, un inferno nascosto nel cuore della città. Un luogo che non dovrebbe esistere.
Condizioni disumane
Dentro, l’aria è pesante e stantia. Sporcizia ovunque, muri scrostati, brandine di gommapiuma logore. Le lenzuola, in materiale sintetico di infima qualità, sono pressoché inutilizzabili. Molti bagni sono fuori uso, e dai rubinetti esce solo acqua bollente.
Il cibo è pessimo, tutti lo lamentano. Di recente, i detenuti hanno protestato perché la data di scadenza sulle monoporzioni era stata alterata a penna e veniva loro servito cibo avariato.
I mediatori sono pochi e mancano interpreti professionisti per assistere chi cerca di far valere i propri diritti. Anche la comunicazione con gli avvocati è molto complicata.
L’accesso alle cure mediche è difficoltoso e insufficiente: troppo spesso, i problemi di salute vengono affrontati con la somministrazione indiscriminata di pastiglie non meglio identificate.
Nessuna attività, nessun libro, nulla da fare: solo il vuoto e l’attesa.
Persone svuotate
Chi è rinchiuso qui è stanco, svuotato, prigioniero di un limbo.
Molti raccontano di essere costretti a condividere gli spazi con persone affette da gravi disturbi psichiatrici, senza alcun supporto adeguato. Questa coabitazione forzata non fa che alimentare l’angoscia e il disagio, esasperando la sofferenza di tutti.
Gli atti di autolesionismo sono la norma. Di recente, una persona ha provato a togliersi la vita.
Eppure, nonostante tutto, c’è chi resiste, chi si aggrappa a un filo di speranza per non lasciarsi sprofondare nella disperazione.
Chi finisce in un CPR?
Qui dentro ci sono persone che vivono in Italia da anni. Che lavorano in nero, sfruttati, senza alternative legali. Molti hanno famiglia, amici, legami sociali nel nostro Paese.
Alcuni vengono arrestati mentre si trovano all’Ufficio Immigrazione per fare domanda d’asilo, altri mentre sono in fila per richiedere il permesso di soggiorno. Puniti per aver tentato di regolarizzare la propria posizione: un paradosso crudele.
La detenzione amministrativa: una vergogna di Stato
Essere senza permesso di soggiorno non è un delitto. Eppure, lo Stato italiano imprigiona queste persone, le intrappola in un sistema che le annienta, le riduce a fantasmi.
Le rinchiude in questi centri – spesso peggiori delle carceri – per mesi, condannandole a un’attesa interminabile, senza certezze, senza rispetto per i loro diritti. Una punizione senza colpa, in attesa di una deportazione che forse non arriverà mai.
Un paese civile non può accettare che esistano lager di Stato, dove esseri umani vengono umiliati e sepolti vivi solo perché privi di un pezzo di carta.
La detenzione amministrativa va abolita immediatamente, Corelli e tutti i CPR devono essere chiusi. Questa barbarie deve finire. Subito.
All my life I have studied democratization and autocratization. My 1st field trip was to newly democratic Argentina. I then added autocracies to my portfolio: Cuba, Ven, etc. I think I can recognize the stages of transition to authoritarianism. Here are the boxes checked off.
Interested in the politics of #welfare state❓
M.Natili & @MatteoJessoula examine welfare reforms in Italy 1992–2022.They show that sociopolitical demands & political supply have made the 🇮🇹Italian welfare more mainstream and less of an outlier
#OpenAcess▶️https://t.co/XqINJRL0MX
In celebration of @FranceskAlbs recent standing ovations at both LSE and SOAS, let me highlight the main contributions her Reports have made to the way we understand the genocide of the Palestnian people in Gaza 🧵
Delighted my new article is out in @BJSocEd. It explores how elite students from Germany and Romania understand the role of talent, effort, and structural factors in shaping educational success https://t.co/5gQgW2rs2h
Scrivete che al privato vanno gli interventi più redditizi, al pubblico tutto il resto.
Simona Ravizza, giornalista del Corriere della Sera a #ilcavalloelatorre
Our new book “Movement Parties of the Far Right” is out today with @OxUniPress! With @AndreaPirro, we explore how far-right parties increasingly combine electoral and street politics across Europe.
Here's a 🧵on what you’ll find inside (1/10)
@OUPAcademic @OUPPolitics
Come in una spirale impazzita, le notizie si susseguono con una velocità che rende tutto magmatico. L'esercizio che occorre fare, a mio parere, è mettere tutto in ordine. Il quadro, allora, diventa più chiaro. Senza nebbia. Altrettanto colmo di orrore.
Cento persone circa, di cui un quarto bambini, sono appena stati uccisi stamattina nel bombardamento israeliano su un edificio di cinque piani a Beit Lahya, nord della Striscia di Gaza, dove in tre settimane le forze armate israeliane hanno già ucciso oltre mille persone, bombardato scuole divenute rifugio, bombardato ospedali, arrestato e condotto via in luoghi sconosciuti uomini e minori separandoli dalle donne (come a Srebrenica, per intenderci), costretto la popolazione civile a lasciare le case, i ruderi, i rifugi e dirigersi verso il sud della Striscia.
Il cosiddetto "piano dei generali", che le forze armate stanno mettendo in atto nel nord della Striscia, è un piano che prevede tante di quelle violazioni del diritto internazionale da andare oltre la pulizia etnica e togliere qualsiasi dubbio sull'intento genocidiario nei confronti dei palestinesi.
Il Sudafrica ha appena consegnato alla Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) una memoria di 750 pagine di testo e di 4mila pagine di prove e allegati, in sostegno all'accusa di genocidio nei confronti di Israele, perpetrata a Gaza contro la popolazione palestinese.
Negli stessi giorni, Israele ha continuato a bombardare il Libano (non solo il sud del Libano), anche in luoghi - come la corniche di Tiro - di cui difficilmente, molto difficilmente si può dire che si tratti di un obiettivo militare. Sembra un dettaglio, rispetto alle vittime umane civili, sottolineare che Israele ha bombardato luoghi di inestimabile valore dal punto di vista del patrimonio dell'umanità, in Libano come a Gaza. Come se, tra i bersagli, ci fosse (c'è!) la stessa appartenenza a una terra.
La Knesset, il parlamento israeliano, ha approvato a larga maggioranza, la sera del 28 ottobre, la messa al bando dell'UNRWA, l'agenzia dell'Onu che dalla fine degli anni Quaranta si occupa dei rifugiati palestinesi, causati dalla prima guerra arabo-israeliana e dalla cacciata a opera degli israeliani della popolazione nativa, indigena palestinese dalle proprie case e dalle proprie terre. A votare per la messa al bando non è stata solo la coalizione di governo, ma anche l'opposizione, smentendo nei fatti la lettura di una politica israeliana divisa tra Netanyahu e i suoi alleati, su un fronte, e l'opposizione, sull'altro. Israele si pone fuori dai suoi obblighi internazionali in quanto potenza occupante, e dalla legalità internazionale in quanto Stato facente parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. L’UNRWA è un’agenzia che ha nell’Assemblea Generale l’organismo che decide il suo mandato. Il tentativo di Israele è quello di chiudere la questione palestinese eliminando il suo pilastro: i rifugiati palestinesi come espressione delle violazioni compiute contro di loro e contro il principio dell’autodeterminazione. Milioni di persone, mantenute dalla comunità internazionale, sono a rischio riguardo a: nutrizione, salute, educazione, mezzi di sostentamento.
E' la sintesi - fallace, sicuramente - di meno di 48 ore nella più pericolosa, orribile guerra che l'Asia occidentale (il Medio Oriente) ha mai visto dal 1948, e che al 1948 riporta. E' da un anno che va avanti così, anzi, sempre peggio. Ho l'impressione che in Italia e in Europa non ci si renda conto di quello che sta succedendo. Della misura di quello che sta succedendo. E che persino guardare agli Stati Uniti come il centro della questione, in questi giorni e in queste settimane e in questo ultimo anno, faccia perdere di vista l'enormità di quello che sta accadendo a oriente del Mediterraneo, nella colpevole indifferenza di molti.
What kind of childhood makes a top scientist? Is it enough to have all the right traits (brilliance, grit, etc) or do you need the right family too?
And why should we care? A 🧵 on our paper on the Nobel Laureates.
A teaser: the income distribution of the laureates' fathers.1/N
"Once at the table, both sides — the good old respectable liberal society and the new barbarian nationalists — usually find that, while perhaps disagreeing on aesthetics, they’re not that far apart on policy" https://t.co/9eJqxJtF2Z