Scenari nucleare+rinnovabili vs scenari 100% rinnovabili
Analizzando i dati empirici su costi e tempi effettivi di realizzazione dei reattori occidentali, emerge che la presunta competitività del nucleare si basa su modelli teorici smentiti dalla realtà.
https://t.co/1i6n1DuPrw
Notate anche voi in questi ultimi tempi, un sensibile aumento, oserei dire martellante, delle pubblicità che lanciano auto ibride o a gpl, quasi a volerti sbolognare i fondi di magazzino? Per me esiste solo più #BEV, il resto è già storia! #autoelettrica#rinnovabili#nofossile
ll nuovo trend dei nuclearisti è il "mix energetico": solo che non si fa con nucleare. Il mix energetico si fa con l'eolico il geotermico l'idroelettrico oltre che il solare. il nucleare è una tecnologia obsoleta costosa e politicamente insostenibile.
SOLO PER GLI SMEMORATI:
La villa di Arcore, B. la rubó all'orfana dei signori Casati Stampa, dopo che il padre dell'orfana aveva ucciso la moglie, l'amante giovane e si era suicidato.
Alla ragazza, desiderosa di scappare dall'Italia e bisognosa di soldi, vennero offerti 500 milioni di lire contro un valore della villa stimato per 7,3 miliardi di lire. La cosa bella è che i 500 milioni non vennero dati in soldi ma in azioni non quotate in borsa. Proprio per questo la ragazza non riuscì a cambiarle in denaro e si ritrovo con delle azioni bloccate. Allora B. si offrì di riprendersele in cambio di 250 milioni di lire e alla fine la ragazza si ritrovó a vendere una casa di 7,3 miliardi per 250 milioni di lire. Non c'è che dire, un affare.
Per quanti diranno, fessa lei che ha accettato, occorre ricordare che era un'orfana e che il suo tutore legale era Cesare Previti (CONDANNATO A 6 ANNI), avvocato e braccio destro finanziario di B. Questa è una delle cose... si potrebbe andare avanti ore...
In Italia a uno come questo, dopo tutto quello che ha fatto, gli fanno i funerali di Stato. Siamo nella follia pura!!!
Edoardo Sala
Viviamo immersi in una propaganda nucleare con immagini generate da IA che mostrano un mondo fatato. E totalmente falso.
Molti ci credono immersi beati nel loro Nirvana, sognando almeno 25 reattori da 300 MW in un Paese che non sa gestire i rifiuti a bassa e media radioattività
Mi è capitato di sentire un tizio sostenere che il nucleare aggiunge nuova elettricità più rapidamente delle rinnovabili
Vediamo i dati della Cina, che è l'unico paese con un programma nucleare significativo
Com'è cambiato il mix elettrico in Cina nell'ultimo quinquennio?
Rinnovabili: +1.728 TWh/anno, circa 5X i consumi annui italiani
Nucleare: +121 TWh/a
Rinnovabili:Nucleare = 14,3
Ovvero, le rinnovabili hanno aggiunto 14 e passa volte più elettricità di quanto non ne abbia fatto il programma nucleare attualmente in maggiore sviluppo al mondo
Perché se prendiamo il dato mondiale, il divario aumenta ancora
Mondo: rapporto nell'ultimo quinquennio tra le aggiunte di rinnovabili e nucleare = 19,7
Ovvero, a livello mondiale le rinnovabili hanno superato il nucleare in quantità di elettricità aggiunta nel quinquennio per quasi venti volte
Il confronto con l'Unione Europea non si può fare: è una divisione per un saldo negativo, per il nucleare, che è diminuito
Io capisco la disperazione dei nuclearisti rispetto a un mondo che li ha abbandonati, ma che abbiano almeno un po' di senso di carità per loro stessi
A fare figuracce così fanno quasi compassione
Ricopio post del prof. Bella su FB, rilanciato anche dal prof. Parisi
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NUCLEARE: NOBEL PARISI, È UNA DISTRAZIONE, COMMERCIALMENTE INUTILE.
In Italia abbiamo tanti problemi ma anche la fortuna di avere grandi menti come il Prof. Giorgio Parisi.
Il prof Parisi è una persona che ha lavorato su numeri e problemi complessi tutta la vita, e quindi, di fronte a queste tematiche ha una visione molto più profonda di un qualsiasi laureato o laureata magistrale che si mette a fare “divulgazione scientifica”.
Ecco che ha dichiarato oggi il prof. Parisi.
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''Il problema che abbiamo in generale col nucleare è che costa moltissimo l'installazione e che per essere commercialmente utile deve essere utilizzato al 100%. L'energia solare costerà molto di meno del nucleare e sarà disponibile moltissimo d'estate e di giorno. Quindi il nucleare dovrà essere spento per tanto tempo, quindi è commercialmente molto inutile''.
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In realtà non è nulla di nuovo, e mi permetto di aggiungere, è qualcosa di cui abbiamo già parlato più volte su questa pagina, anche se fa rumore lo ribadisca un premio Nobel.
I costi del nucleare sono concentrati nella fase iniziale, quando si costruiscono i reattori: sono costi capitale (CAPEX). Una volta che le centrali sono avviate, i costi operativi (OPEX) sono minori. Ecco perché ha senso comprare energia elettrica da nucleare dalla Francia (centrali già ammortizzate) ma non è conveniente costruire noi le centrali.
Guardate il grafico (a destra) della produzione elettrica di ieri (lunedì 8 giugno).
L’area gialla rappresenta la produzione da fotovoltaico. L’area grigia la produzione da autoconsumo, che di fatto è in massima parte ancora fotovoltaico, per un totale di circa 26.80 GW di potenza su 45.27 GW alle 13:15 (circa il 60%, dati da TERNA).
Tra pochi anni, la produzione fotovoltaica sarà più che sufficiente per molte ore di molti giorni, come sa bene chi ha i pannelli fotovoltaici a casa.
Certo, dobbiamo puntare anche su altre fonti come l’eolico, che ci permettono di avere energia anche di notte e implementare i sistemi di accumulo (BESS) e come spiega il prof Parisi dobbiamo assolutamente ammodernare la rete (quella la priorità vera), ma la direzione nella quale si sta oramai movendo l’Italia e qualsiasi altro paese tecnologicamente avanzato è questa.
Se ci regalassero il nucleare in effetti sarebbe anche utile di notte, ma poi produrrebbe energia inutile di giorno.
Il nucleare non è fatto per “integrare le rinnovabili”, come sostiene qualcuno, perché produce troppa energia quando non serve e troppo poca invece quando servirebbe.
L’energia prodotta tramite fotovoltaico è molto meno costosa già adesso rispetto qualsiasi nuovo progetto nucleare.
Per spiegarlo con un esempio semplice, immaginate di andare in banca e chiedere un mutuo per aprire un’attività che produce e vende energia, dicendo che volete iniziare a pagare la prima rata tra venti anni e il resto delle rate solo d’inverno, perché d’estate siete chiusi. Pensate che qualche banca vi presti i soldi? Pensate che qualche imprenditore creda in voi?
Chi vuole a tutti i costi il nucleare pretende che quei soldi ce li mettiamo tutti noi cittadine e cittadini.
Che poi “tecnicamente” il nucleare possa modulare (ridurre la produzione quando c’è tanto fotovoltaico) è vero, ma modulare il nucleare equivale a un bagno di sangue economico, perché così non lo ammortizzi mai.
Se poi sul nucleare ci sono anche interessi allora il discorso cambia.
Per carità: anche i premi Nobel possono commettere errori, ci mancherebbe. Però, in tutta la storia i premi Nobel sono stati in totale meno di mille. Può essere che la verità la troviate su social, ma forse è più probabile che quando si tratta di interpretare un grafico, il significato corretto ve lo spieghino le persone che hanno fatto scienza tutta la vita, piuttosto che qualche influencer sui social o qualcuno del governo che il nucleare lo ha studiato appunto solo sui social pensando di aver capito chissà che.
Ascoltiamo la scienza, ascoltiamo il prof Parisi e piuttosto di chi fa propaganda sul nucleare spacciata per “divulgazione scientifica”.
Con sempre più rinnovabili intermittenti serve flessibilità della rete (accumuli di vario tipo, gestione domanda).
Gli impianti per il carico elettrico di base (baseload) saranno sempre meno necessari.
Servono tecnologie flessibili, non il nucleare
https://t.co/beEtCxNRxO
Una pompa di calore elettrica è almeno tre volte più efficiente di una caldaia a gas, esattamente come un'auto elettrica lo è rispetto a una a benzina. A parità di servizio reso — calore in casa o chilometri percorsi — il fabbisogno di energia crolla a un terzo, e con esso la spesa di famiglie e imprese.
In Italia, il potenziale risparmio economico viene annullato da una fiscalità che penalizza l'elettricità rispetto ai combustibili fossili: il vettore elettrico paga imposte e oneri tre volte superiori al gas naturale e circa il doppio di diesel e benzina https://t.co/NjEjV6PjLO
Nella bozza di regolamento sulle bollette, la Commissione europea chiede (di nuovo) agli Stati di tassare l'elettricità "in modo più favorevole del gas naturale" https://t.co/XRkZANeOaJ
L'Italia acceleri nell'eliminare le distorsioni fiscali che frenano proprio le soluzioni più efficienti e più convenienti, Spagna e Francia già hanno fatto dell'elettrificazione dei consumi una leva di sovranità nazionale. https://t.co/st6epJWGNl
NUCLEARE ITALIANO: SCIENZIATI IN ALLARME «TECNOLOGIE INESISTENTI E COSTI FOLLI. LE NAVI DA GUERRA ATOMICHE FANNO DA TRAINO»
Energia per l’Italia: «Governo racconta favole. Con 120 reattori sparsi sul territorio, tra terremoti e frane, è una follia. E intanto la Difesa studia le stesse centrali per armi e portaerei»
Bologna, 8 giugno 2026 – Mentre il governo rilancia il nucleare in Italia promettendo bollette più basse e indipendenza energetica, il mondo della ricerca scientifica italiana alza la voce e denuncia una strategia vaga, pericolosamente costosa e basata su «tecnologie che non esistono». A parlare sono i ricercatori del network Energia per l’Italia, che riunisce oltre cento scienziati indipendenti.
In un comunicato diffuso oggi, i chimici Nicola Armaroli (CNR) e Margherita Venturi (Università di Bologna) ed il fisico Vittorio Marletto smontano punto per punto le illusioni del programma atomico tricolore.
«Piccoli reattori? Non esistono e costano un’eresia»
«Le tecnologie su cui il governo punta oggi – i piccoli reattori modulari (Smr) e quelli a fusione – non esistono. Nemmeno negli Stati Uniti», dichiara Armaroli, ricordando che l’azienda NuScale ha chiuso il suo progetto Smr dopo aver ammesso costi triplicati. Anche in Francia, Edf ha abbandonato il piano.
Secondo Armaroli, il costo dichiarato degli Smr è pura fantasia: «Nessuno sa quanto costeranno. Di certo non abbasseranno le bollette».
Inoltre, il ricercatore del Cnr lancia un allarme sicurezza: «Per raggiungere gli obiettivi del PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) servirebbero 120 piccoli reattori sparsi in tutta Italia. Chiedo ai parlamentari: è proponibile, in un Paese con il 95% del territorio a rischio sismico e idrogeologico, installare 120 mini-centrali?».
«Scorie senza tomba e uranio in mano ai russi»
Sul fronte delle materie prime, l’Italia non ha uranio. «Il più grande produttore mondiale è Rosatom, società di proprietà del governo russo», ricorda Armaroli. «Il prezzo dell’uranio è schizzato del 137% tra il 2021 e il 2025. E il 43% della produzione mondiale è concentrata in Kazakistan».
E le scorie? «In Italia abbiamo già 31.159 metri cubi di rifiuti radioattivi in depositi temporanei in otto regioni, senza un deposito nazionale definitivo. Le scorie restano pericolose per 300 anni. Se non si riesce a trovare un sito per quelle che abbiamo già, come si fa a costruire nuove centrali?».
Il doppio binario: nucleare civile “pacifico” e portaerei atomiche
A preoccupare gli scienziati è anche il doppio binario governativo. Da un lato, il ministro Pichetto Fratin assicura che gli Smr «non saranno usati a fini militari». Dall’altro, la Marina Militare Italiana prevede di costruire una portaerei a propulsione nucleare entro il 2040 ed il Ministero della Difesa ha avviato il Programma Minerva (Marinizzazione di Impianto Nucleare per l’Energia a bordo di Vascelli Armati), che studia la fattibilità tecnica dell’integrazione di reattori di quarta generazione su sommergibili e portaerei, ma anche fregate e incrociatori, della Marina Militare italiana.
«L’espressione “vascelli armati” chiarisce immediatamente l’intento, in contrasto con le dichiarazioni puramente civili del governo che racconta una storia – quella del nucleare buono per l’ambiente – e ne segue un’altra, quella militare, nelle stesse stanze», denuncia Margherita Venturi, firmataria dell’Appello per un 100% rinnovabili promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile (con Edo Ronchi, Carlo Petrini ed Ermete Realacci). Inoltre, Venturi fa notare che il nucleare civile o meno non renderà l’Italia meno dipendente dall’estero, come affermato dal nostro Ministro Pichetto Fratin; ancora una volta il governo racconta una storia che non ha nulla a che fare con la realtà dei fatti.
In questa strategia, il settore della Difesa agisce da traino: sviluppa le conoscenze e la filiera produttiva che, successivamente, verranno sfruttate per rilanciare il nucleare civile.
«Sconcerta anche la leggerezza con cui il capo di Fincantieri Folgiero racconta di un futuro impegno dell’azienda cantieristica di stato nello sviluppo di navi commerciali al plutonio, elemento artificiale estremamente radioattivo utilizzato comunemente per la costruzione di bombe nucleari», dichiara Vittorio Marletto di Energia per l’Italia. «Se una delle sue navi atomiche venisse assalita in mare i pirati potrebbero impadronirsi del plutonio e farsi la bomba. Per scongiurare eventi simili la navigazione commerciale andrebbe militarizzata e questo è francamente inaccettabile».
«L’unica via è il 100% rinnovabili»
Il network Energia per l’Italia rilancia la propria proposta: «L’Italia può e deve raggiungere il 100% di elettricità da rinnovabili entro il prossimo decennio. Le tecnologie ci sono (solare, eolico, geotermia, idroelettrico, batterie e altri accumuli), i costi sono ormai inferiori a qualsiasi fonte fossile o nucleare, i tempi di realizzazione sono brevi. Manca solo la volontà politica».
I ricercatori concludono con un appello al Parlamento e al governo: «Ascoltate la scienza, non le lobby. Smettetela di inseguire miraggi nucleari che ci renderanno dipendenti da chi ha combustibile e tecnologia e che riempiranno il Paese di scorie e centrali pericolose. Il futuro è nelle rinnovabili. E si può fare subito».
⭕ Tecnologie immature, costi alti e dipendenza dall'estero: il nucleare difficilmente sarà la soluzione ai problemi energetici italiani‼️
👉 Approfondimenti👇 smaltirehttps://ilmanifesto.it/il-nucleare-irrealistico-costoso-e-crea-dipendenza
Domani a #Napoli, @gonufrio e @GiaSilvestrini
Come ricorda Pippo nell'intervista di cui al link nel primo commento, il Mezzogiorno ha il grosso del potenziale rinnovabile nel nostro Paese
Usiamolo per liberare l'Italia intera da tutte le servitù energetiche: dell'atomo gallico, e degli idrocarburi di zar, sceicchi e gasisti vari d'oltreatlantico
Risorgimento Rinnovabile, o Rivoluzione, come dal titolo del libro, fate un po' voi, a me vanno bene entrambe
~LA TRAPPOLA FRANCESE🇫🇷
DEL PARCHEGGIO FOTOVOLTAICO~
Vedo spesso girare questa immagine, con commenti elogiativi, del tipo:
"Brava la Francia, così si fa: i pannelli sono meglio sui parcheggi che sui campi, zero consumo di suolo, fanno pure ombra e ricaricano le auto elettriche!!!"
Sembra giusto, no?
No, perché è un trappolone delle vecchie volpi nucleariste e spiace vederci cadere, in buona fede, tanti ingenui ambientalisti.
Un pannello sulle tettoie esistenti di un parcheggio è sicuramente una buona idea.
Ma il punto è un altro: proporre questo tipo di installazione come *alternativa* al solare in campo libero.
Il problema delle tettoie, se devono essere costruite espressamente per montarci dei pannelli in un parcheggio, è che, anche per ovvi motivi di sicurezza, costano almeno il doppio rispetto al solo impianto solare.
Ovvero, il solare su nuove tettoie costa almeno tre volte quello in campo.
Inoltre, produce anche meno, per vari motivi tecnici di cui nei link del primo commento fornisco i dettagli.
Avete capito, dunque, dove sta la nucleo-trappola?
La lobby nucleare francese è letteralmente terrorizzata dall'avanzata del solare e dell'eolico.
Stanno rallentando i progetti di nuove linee di trasmissione verso la Spagna, per evitare la concorrenza dell'elettricità rinnovabile, meno cara, proveniente dalla penisola iberica.
Stanno inventando le bufale più fantasiose che poi trovate ricicciate dai comitati no-eolico no-solare-a-terra.
I numeri che spiegano questo terrore sono i seguenti.
Eolico e solare a terra, in un Paese come la Francia che ha tantissimo vento (uno dei potenziali più grandi d'Europa) e, al Sud, anche abbastanza sole, possono già oggi costare meno di 40 €/MWh e scendere ulteriormente.
Neanche il vecchio nucleare, già ammortizzato, ce la fa a competere con questi costi così bassi.
Figurarsi il nuovo nucleare che, anche se sarà sussidiato dallo Stato (lo sappiamo, sarà così), costerà più di 150 €/MWh.
Da queste cifre capite adesso il terrore?
Capite perché devono spingere soluzioni che costano almeno quattro volte di più rispetto al pannello libero in campo?
Capite perché c'è l'obbligo di legge?
Così fanno vedere che c'è un forte impegno pubblico per qualcosa che sembra pro-rinnovabili, ma che invece è un diversivo.
Ok, direte, ma allora il "consumo di suolo"?
Il consumo di suolo del solare nei campi è una BUFALA nucleofossile che le suddette lobby spingono per bloccare le rinnovabili.
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„Laut einer Studie des Fraunhofer-Instituts liegen die Kosten für Strom aus Solarparks zwischen 4 & 7 Cent die kWh, für Windstrom an Land bei 4 bis 9 Cent. Bei neuen Atomkraftwerken sind es dagegen zwischen 14 & 49 Cent. Und daran sei auch mit kleinen AKW nicht viel zu ändern, sagt Alexander Wimmers von der TU Berlin. Er ist einer der Autoren des weltweiten Monitoring-Berichts zur Kernkraft. Die Atomenergie ist und bleibt eine der teuersten Energieerzeugungsformen, die es gibt. Einfach, weil es extrem komplexe Anlagen sind.“
Per i simpatici “farfallini” ignari che parlano - a sproposito - di nucleare.
Povero il Paese in cui si premia l’incompetenza e non si segue chi invece ne ha e dove i giovani seguono ideologie marce invece di avere visione di futuro ragionevolezza.