Viviamo tempi veramente strani.
Mi ritrovo periodicamente, come oramai mi capita da anni, bersaglio della bolla negazionista, che con i suoi bot ciclicamente prende di mira alcuni dei miei post.
Questa gente non sa che, per la bolla ambientalista, io sono il Papa Nero, perché da anni combatto le soluzioni demenzionali della politica europea e perché sono stato il primo al mondo a dimostrare che dietro all'energia fotovoltaica si cela una truffa ambientale (ci torneremo presto), andando virale worldwide.
Non sa che i padroni dell'agenda-setting, con cui ce l'hanno tanto, mi menzionano nome e cognome tra i nemici del popolo perché mi sono permesso di mettere in discussione la religione rinnovabile.
Tuttavia, non ho mai negato o sminuito la crisi climatica.
Abbiamo plasmato una società idiotizzante, e adesso siamo ostaggio dei bot a misura di idioti. Da una parte e dall'altra.
Il cambiamento climatico è un problema serio, dobbiamo risolverlo, diventare poveri per risolverlo non è una soluzione, farci fregare per fare un dispetto all'industria fossile neanche.
Penso che, all'interno di questa cornice, si dovrebbe ritrovare la maggioranza degli esseri senzienti.
E invece, evidentemente, non è così.
Ma tanto prima o poi verrete tutti sulle mie posizioni.
E' una strada a senso unico.
Oramai citare James Hansen, il più autorevole climatologo vivente, significa indignare sia i negazionisti sia i rinnovabilisti.
La situazione sta svaccando, e pure di brutto (mentre moriamo di caldo nel sud del Pacifico assistiamo a un Niño fuori scala, i cui effetti però si manifesteranno da noi l'anno prossimo).
Alla fine, sulla testa di un dibattito infantile, vincerà la geongigneria locale (=raffreddo l'Italia a luglio e agosto spruzzando composti chimici nella bassa atmosfera, così da ridurre la radiazione solare), perché sarà l'unica opzione in grado di presentare una soluzione che funziona, subito.
Mark my words.
https://t.co/T1fqNuXLKm
Una volte per tutte: a me Schlein, Vannacci, Salis, Bonelli, Rizzo, Conte, Meloni, Renzi, Calenda e Fratoianni mi fanno ridere in egual modo, li trovo impresentabili in egual modo perchè ne guardo la comunicazione goffa e la perenne campagna elettorale. Non mi interessa la loro politica perchè non la fanno. Fanno casino e basta. Infatti non hanno degli elettori, hanno dei tifosi. Credo che l'unico in Italia che faccia politica sia Marco Cappato, che si occupa di una cosa sola e lo fa fino in fondo. E non sono sempre d'accordo manco con lui.
Tra tutti gli investimenti fatti rinnovando casa, il migliore è stato la pompa di calore geotermica: cinque anni senza problemi, costi di manutenzione ridicoli, comfort costante in ogni stagione. Anche in questi giorni di canicola, in casa si sta benissimo.
Ma è un investimento importante, non alla portata di tutti. E questo è il punto: con il clima che cambia, poter vivere in una casa fresca d’estate e calda d’inverno diventerà una nuova linea di frattura sociale. Una fonte crescente di disuguaglianza, con inevitabili conseguenze politiche e nuovi populismi (e da egoista stirneriano so che questo non è bene).
La risposta, però, non può essere semplicemente un’altra stagione di bonus distribuiti a pioggia, o aita aita alla Parini; serve piuttosto pragmatismo: prendere atto che il contesto è cambiato e che le lancette non si portano più indietro.
Lo Stato dovrebbe cominciare dagli edifici di propria competenza: scuole, ospedali, uffici pubblici, case popolari. Rendere vivibili questi spazi non è un lusso verde da ZTL, ma una politica sociale, sanitaria ed educativa. E sarebbe anche un uso sensato delle tasse. Una scuola che diventa invivibile già in tarda primavera non è solo un problema energetico, ma sociale.
Ai privati, invece, andrebbe concessa più flessibilità: meno vincoli inutili, procedure più semplici, regole condominiali meno paralizzanti, maggiore apertura a soluzioni diverse, senza imporre dall’alto una tecnologia unica o una traiettoria obbligata, perché poi si rischia di fare la fine delle auto in UE. E se si vogliono dare incentivi, perché qualcuno è inevitabile, che siano fortemente inversamente proporzionali al valore di mercato delle abitazioni e al reddito dei richiedenti, e mai superiori al 30-40%.
Non si tratta di promettere comfort climatico per decreto, sarebbe velleitario; si tratta di governare una trasformazione già in corso, evitando che l’adattamento al caldo e al freddo estremi diventi l’ennesimo privilegio per chi può permetterselo.
E poi balena in testa la solita imprecazione 🤬: se avessimo usato meglio certe risorse, invece di bruciarle in modo indiscriminato, tra seconde case e facciate bene rifatte al botox, oggi potremmo avere scuole più fresche, case popolari più efficienti e città un po’ meno ingiuste.
Ogni anno, il 2 giugno, mi fermo.
Non è un obbligo di protocollo: è qualcosa di più personale.
Ho trascorso decenni in uniforme, ho visto cosa significa per un Paese tenere insieme la propria storia e il proprio futuro in una sola ricorrenza.
Quella capacità — rara, non scontata — appartiene all'Italia in modo del tutto particolare.
Il mio ruolo al Comitato Militare della NATO mi impone una neutralità che rispetto e in cui credo: trentadue nazioni alleate, nessuna da privilegiare, nessuna da trascurare. Eppure la neutralità non è cecità.
Dal mio punto di osservazione vedo ogni giorno quello che i singoli Alleati portano all'interno dell'Alleanza, non soltanto in termini di truppe e sistemi d'arma, ma di cultura, di metodo, di presenza.
E posso dire, senza violare alcuna neutralità, che l'Italia è apprezzata.
Profondamente, trasversalmente apprezzata.
Non è soltanto quello che porta, come i contingenti nei Balcani, la presenza nel Mediterraneo, il contributo al fianco est in un momento in cui la guerra è tornata sul suolo europeo con una brutalità che nessuno di noi avrebbe voluto rivedere.
È il modo in cui lo porta.
C'è una capacità italiana di stare nei teatri più difficili con rigore militare e intelligenza umana insieme, che i partner riconoscono e che ho imparato ad apprezzare sul campo, prima ancora di arrivare a questo incarico.
Il 2 giugno 🇮🇹 è anche l'occasione per ricordare perché tutto questo è possibile: perché esiste un patto solido tra le Forze Armate e la Repubblica.
Le istituzioni democratiche — nazionali ed europee, la #NATO come l'Unione Europea 🇪🇺 — danno senso alla missione; le Forze Armate restituiscono a quelle istituzioni la concreta possibilità di esistere e operare in libertà.
È una reciprocità che, quando funziona davvero, è una delle cose più belle che un Paese sappia esprimere.
Questo legame però deve allargarsi.
La sicurezza oggi - e alla NATO lo sappiamo bene - passa dal cosiddetto “whole-of-society” approach: non si costruisce cioe’ soltanto nelle caserme, ma nella quotidianità di una società che conosce i propri rischi, si fida delle proprie istituzioni e sa come rispondere.
L'Italia ha tutto ciò che serve per essere un punto di riferimento in questo.
Lo dico con convinzione, non per cortesia.
Non potendo essere presente oggi, a tutte le donne e gli uomini in uniforme che oggi sfileranno, o che si troveranno lontani in qualche posto del mondo che sulla cartina pochi saprebbero indicare, ma anche a chi, per difendere quei valori che oggi celebriamo, ha sofferto, talvolta sino all’estremo sacrificio: grazie.
Non e’ una formula. È la cosa più vera che mi sento di scrivere in questo giorno.
Buona Festa della Repubblica!
(@formichenews)
Amedeo Guillet, an Italian WWII army officer now aged 92 years old, visits Eritrea, where he fought during the war, and is greeted by thousands of supporters, including a detachment of aged Eritrean horsemen who served under him in 1940 who still speak Italian and retain their uniforms from the war.
Quindi: Trump cita in giudizio l'IRS (il fisco USA) perché un suo contractor ha diffuso la sua dichiarazione dei redditi. Lo fa a termini prescritti, peraltro.
Chiede 10 miliardi di dollari di danni. Il Dipartimento della Giustizia (che fa parte dell'esecutivo guidato da Trump), transa per 1,8 miliardi. Anzi, 1.776 milioni, numero ovviamente simbolico.
Con questi soldi Trump crea il fondo per i "danneggiati dalla legge", come gli insorti del 6 gennaio. Gli indennizzi saranno accertati da una commissione nominata dall'Attorney General e che Trump può rimuovere a piacimento.
Mai visto un simile livello di corruzione nella storia americana. Un satrapo centrafricano è un'educanda, a confronto.
https://t.co/AMJ1hV5lNu
My uncle, Captain Wylder Modine, was a real B-17 "Flying Fortress" pilot during WWII. After returning from a bombing mission, he got hit by anti-aircraft fire and almost had his right arm taken off. He had his crew bail, but his co-pilot was shot up really bad and couldn’t parachute, so my uncle, with one arm, landed the heavily damaged B-17 in a field behind enemy lines. He was awarded the Air Medal and Purple Heart. I talked with him before making MEMPHIS BELLE in 1989. He gave me his dress uniform to wear in the film and said, “when you put that on, don't disrespect it.”
Il sorpasso, che un paio d’anni fa si pensava dovesse arrivare nel 2028, ci sarà già quest’anno: nel 2026, l’Italia🇮🇹 toglierà alla Grecia🇬🇷 il primato del paese con il debito pubblico più alto d’Europa. Secondo le previsioni del Fmi, quest’anno il debito dell’Italia salirà al 138,4% del pil mentre quello della Grecia scenderà al 136,9%.
È il prodotto di scelte politiche dagli ultimi tre governi, che tra Pnrr e Superbonus hanno speso 450 miliardi di euro per investimenti che avrebbero dovuto trasformare il paese aumentando produttività e tasso di crescita: il risultato è che l’Italia cresce allo 0,5%, molto meno degli altri ex Pigs (Portogallo, Grecia e Spagna) che crescono al 2%.
L’Italia è l’unico degli ex Pigs che, dieci anni dopo il Covid, avrà un debito pubblico più alto del 2019 e un tasso di crescita del pil uguale al 2019 (<1%).
Le politiche fiscali espansive non hanno funzionato, eppure al centro dei programmi del centrosinistra e del centrodestra ci sono sempre gli “eurobond” (per finanziare un nuovo Pnrr) e la sospensione del Patto di stabilità (per finanziare un nuovo Superbonus).👇
https://t.co/ujHUjxDkMN
An Iranian girl plays on the swings on a beach in the city of Bandar Abbas near the Strait of Hormuz as plumes of smoke rise into the air from a nearby naval base that was targeted by strikes.
Location: 27.181687, 56.308647
@GeoConfirmed
Regionali 2023, Regionali 2024, Europee 2024, Referendum Jobs Act 2025, Regionali 2025. Il governo Meloni ha vinto, o non perso, tutti i passaggi elettorali della legislatura. La prima pesante sconfitta arriva sull’unica riforma fatta. Se non avesse fatto nulla sarebbe più forte.