Quel bimbo che tira piccoli colpi con i pugni chiusi sul casco militare del padre, mentre piange tutte le sue lacrime perché la guerra lo separa da lui. Non si può sostenere. Non si può. #maledetti#RussiaUkraineConflict#FreeUkraine
My great Italian citizenry have risen up, turning protests to general strikes against Israel's genocide in Palestine.
Horrified by Meloni government’s complicity and betrayal of Italy’s anti-fascist Constitution,
Claiming the universal promise of “Never again” #VivaL’Italia
Abdoulaye Sylla emigra dalla Costa d’Avorio a Bergamo, ma il freddo lo convince a trasferirsi a Palermo. Un giorno, sorpreso da una grandinata, riceve un passaggio in automobile da due coniugi, Paolo Genduso e Maria Rosaria Esposito, che nella vita gestiscono un bar. La coppia decide di aiutare Abdoulaye, che inizia a lavorare per loro. Da lì a qualche tempo lo raggiunge dalla Costa d’Avorio sua moglie Salimata. A Palermo nasce la loro figlia, Myriam, che per tutta la vita considererà Paolo e Maria Rosaria come dei nonni. Anzi, li chiama proprio così. Questo è il passato, peraltro ricco per Myriam di momenti felici ma anche di tante difficoltà.
E poi c’è l’oggi. Oggi a Parigi Abdoulaye si è trovato ad abbracciare sua figlia Myriam in un contesto probabilmente inimmaginabile in quelle prime notti fredde bergamasche: Parigi, una finale olimpica, le tv del mondo. Myriam è una delle più forti giocatrici di pallavolo del mondo ed è una colonna portante della nazionale del Paese in cui è nata e vissuta (ma del cui diritto di cittadinanza ha potuto beneficiare solo molti anni dopo la nascita). A fare il tifo per lei, oltre a tantissimi italiani, c’erano altre quattro persone speciali: mamma Salimata, da qualche parte in cielo, il suo “concittadino” palermitano (si è definito lui così) Sergio Mattarella e i due nonni Paolo e Maria Rosaria. Il loro piccolo gesto di generosità nei confronti di Abdoulaye ha prodotto nel corso del tempo frutti dal sapore dolcissimo. 🥇🇮🇹 🏐
PS. Un abbraccio a tutti gli str*nzi come Vannacci, che non vogliono capire e vedere.
Dopo l'attacco dell'Iran a Israele con ondate di droni e missili, in diverse città iraniane si sono registrate lunghissime code di automobili ai distributori di benzina e nelle stazioni di servizio
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#iran#israele
Questa notte è cominciata la (molto minacciata, annunciata e anticipata) vendetta iraniana per il raid israeliano che ha demolito il consolato di Teheran a Damasco il primo aprile uccidendo il generale pasdaran Mohammed Reza Zahedi. Il più importante generale iraniano ucciso dai nemici da quando fu ammazzato il più importante di tutti: Qassem Suleimani. La vendetta iraniana dopo che, su ordine di Donald Trump, un drone americano aveva incenerito Suleimani fu un bombardamento con missili balistici contro una base americana in Iraq che fece zero vittime anche perché gli iraniani avevano avvisato gli americani in anticipo. Allora Teheran poteva contare sul fatto che gli Stati Uniti non avrebbero risposto colpendo l’Iran, non può contarci ora per quanto riguarda Israele.
Le autorità israeliane e quelle iraniane dicono che sono partiti centinaia di droni (impiegano sette o nove ore) e missili da crociera (impiegano più di un’ora) dal territorio iraniano verso quello israeliano. C’è un grande sforzo per abbatterne quanti più possibile ancora prima che superino i confini di Israele. L’arma più pericolosa e difficile da intercettare a disposizione di Teheran è un’altra, sono i missili balistici: a differenza dei droni e dei missili da crociera ci mettono dieci minuti ad arrivare sul bersaglio. Non usare i missili balistici – se non saranno usati – è un messaggio. (Alcuni scrivono che sono già stati lanciati senza rendersi conto che se fossero già partiti – a differenza del resto – sarebbero anche già arrivati).
Gli analisti iraniani più furbi e qualche analista straniero stanno dicendo: “L’attacco iraniano contro Israele vìola il detto di Napoleone: ‘Non interrompere il tuo nemico quando sta commettendo un errore’” – per questo era considerato improbabile. E anche perché per decenni l’Iran ha avuto una regola: mai colpire Israele frontalmente. La guerra ombra è finita con questo attacco diretto e rivendicato che, quindi, cambia la faccia al medio oriente
“Mi camminava vicino il comandante di quell’ultimo campo di concentramento. Buttò per terra la pistola. Io mi ero nutrita di odio e di vendetta. Pensai: adesso raccolgo questa pistola, che avevo tanto visto usare, e gli sparo. Fu un attimo. Un attimo importantissimo, decisivo nella mia vita, perché io capii che mai, per nessun motivo al mondo, avrei potuto uccidere qualcuno. Che io non ero come il mio assassino. Non ho raccolto quella pistola. E da quel momento sono diventata quella donna libera e quella donna di pace con cui ho convissuto fino adesso”.
- Nel giorno del suo compleanno, ricordiamo queste importantissime parole della senatrice a vita #LilianaSegre 👏🏼
@rinnegatto@AssiaVonNeumann Ospedale all’Angelo,Mestre,Italia l’anestesista disponibile per epidurale presente dalle 8 alle 17 weekend ovviamente esclusi! Come avrei potuto prenotarlo? 😂 ah, chiesta epidurale ma purtroppo erano le 4 del mattino, hanno risolto chiudendo la porta della mia stanza 🤦🏽♀️🫤
Finlandia.
Sanna Marin, la più giovane premier in carica del pianeta, è figlia di un padre alcolizzato, la madre poi si innamora di una donna e loro due fanno fanno crescere Sanna.
Oggi è felicemente sposata con figli.
(Chissà se #Meloni#Adinolfi e #Pillon lo sanno)