L’inizio di una bella storia.
In bocca al lupo a tutti noi.
Un ringraziamento agli amici di @ItaliaViva che rimarranno nel mio cuore.
Ora guardiamo avanti, verso #OrizzontiLiberali.
Colpito. La mia formula era infelice: legare il diritto all'esistenza alla natura democratica è un errore logico che si presta al ricatto retorico di chi nega la democrazia per legittimarne la distruzione. Il punto fermo è uno solo: l'esistenza di Israele non è negoziabile né può essere messa in discussione da alcuno slogan.
Non fraintenda. Per noi sarebbe difficile cantare “dal fiume fino al mare” inneggiando allegramente e convintamente alla cancellazione totale di un Paese democratico dalla mappa politica della Terra.
Per gli organizzatori del Pride sarebbe invece difficile riproporre i medesimi appuntamenti pubblici nei Paesi le cui bandiere sventoleranno senza remore.
In due minuti, il nostro @lisanderpezzini ci spiega la proposta del @Partito_Libdem di limitare a 18 mesi il tempo complessivo che un ragazzo o una ragazza può trascorrere facendo tirocini.
Formazione e opportunità SI.
Furbizia e mortificazione NO.
Siamo un popolo un po’ così.
Un popolo per il quale il successo altrui è spesso accompagnato dai “chi si crede di essere”, dai “ma dove vuole andare”, dai “tanto prima o poi fallisce”.
E se fallisce qualcuno attorno a noi, lo viviamo come un successo anche un po’ nostro.
Perché livella.
A volte pare che non vediamo l’ora che qualcuno provi a rimboccarsi le maniche per poterlo screditare tutti assieme coccolando e solleticando la nostra mediocrità.
Ma di fronte ad Alex Zanardi siamo stati tutti consapevolmente ammirati, tutti serenamente scarsi, tutti convintamente studenti di come si possa riuscire ad essere più grandi di prima pur avendo perso una parte di sé.
Alex Zanardi è stato un vero e proprio supereroe, di quelli che neanche il fumettista più creativo sarebbe riuscito a disegnare.
E noi lo dobbiamo ringraziare, Alex Zanardi.
Perché combattendo per se stesso una volta, un’altra volta e un’altra volta ancora ha combattuto per noi tutti.
Per insegnarci che non abbiamo scuse.
Per farci vedere che si può fare.
Ignoti, questa notte, hanno fatto effrazione in casa mia, a Roma, e dopo aver aperto il mio zaino e mosso alcune carte sul tavolo, sono andati via.
Non è stato rubato niente.
I Carabinieri che hanno fatto il primo sopralluogo parlano di tentato furto molto atipico.
O meglio, di intimidazione.
Io non aggiungo altro ma sappiano tutti che non ho alcuna paura. Il mio lavoro va avanti con più determinazione di prima.
#giornalisti #minacce #intimidazioni
@ilriformista@FnsiSocial@Stamparomana@Giornalisti2_0
Caro Alessandro, il Partito Liberaldemocratico è nato per favorire l’unione in questa area travagliata.
E tutta la nostra attività in questo primo anno di vita è stata dedicata a lavorare senza sosta per l’unità dei soggetti partitici nell’area.
Noi non abbiamo individuato un “padrino” che possa, finalmente, dar corso alle speranze di visibilità inutilmente coltivate per decenni.
Sono ormai molto frequenti gli interventi del Presidente della @fleinaudi - @avvbenedetto - sul merito del dibattito partitico.
Sentenzia cosa occorre fare per costruire il centro, attribuisce e nega patenti, interviene nel merito delle scelte politiche di questo o quel partito, indica direzioni, modalità, tempi, utilizza termini sprezzanti e financo offensivi nei confronti di partiti dell’area liberale, alla quale egli dice di appartenere.
Mi sorge tuttavia spontanea una domanda: la Fondazione Einaudi non è un soggetto partitico. E’ un soggetto culturale (in passato presieduta da individui di grande credibilità e autorevolezza), che in forza di questa sua natura “al di sopra” del dibattito partitico riceve ingenti e sostanziosi contributi pubblici.
La domanda quindi è semplice: nel momento in cui, in tutta evidenza, per bocca del suo Presidente la Fondazione sembra scendere direttamente in campo nell’agone partitico, ha ancora diritto a ricevere questi generosi contributi pubblici?
@marattin, non sarebbe il caso di fare un’interrogazione parlamentare in merito?
Ma insomma, se uno alle prossime elezioni politiche non vuole correre neanche il minimo rischio che il suo voto porti ad avere uno ministro del Lavoro e l’altro ministro degli Interni….
….chi diavolo deve votare?!
La risposta prossimamente su questi schermi.
@Partito_Libdem@Azione_it
Pensiamo che tra i partiti politici italiani non ci siano più né fascisti né comunisti. Pensiamo però i partiti - quasi tutti - sopravvivano agitando lo spauracchio sia del fascismo che del comunismo, sotto cui nascondono la loro incapacità di comprendere e cambiare il paese.
Pensiamo che l’obiettivo di una società liberaldemocratica sia far sì che ogni persona possa scoprire ciò che gli piace, svilupparlo e farne la propria professione: solo così, come diceva Confucio, “non lavorerà mai un giorno nella propria vita”.
E solo così, aggiungiamo molto più modestamente noi, non avremo sempre la solita richiesta bipartisan di spendere miliardi per mandare in pensione la gente il prima possibile.
Pensiamo che in Italia lo Stato faccia troppe cose, e mediamente malissimo. E che dovrebbe farne poche, e in modo eccellente. E con la differenza ridurre di 3 punti la pressione fiscale nei prossimi 5 anni.
Pensiamo che concorrenza e mercato non siano la legge del più forte, ma l’unico vero meccanismo di giustizia e mobilità sociale, e di libertà.
Pensiamo che o rifacciamo daccapo (si, daccapo) la scuola italiana, adattandola a questo secolo e non alla metà di quello precedente, oppure sarà tutto inutile. Perché PTDS (Parte Tutto Dalla Scuola).
Pensiamo questo, e tante altre cose. Soprattutto che c’è un’Italia che non merita di dover ogni volta turarsi il naso e scegliere il meno peggio, solo per “paura che vincano quegli altri”.
Da tutta la comunità del @Partito_Libdem , auguri di uno splendido 2026.
Se per noi il 2025 è stato l’anno di nascita, il 2026 sarà quello in cui diventeremo grandi.
Domani alle 18 al Teatro Parenti di Milano il @Partito_Libdem affronta di petto quello che è accaduto la scorsa estate a Milano.
Con esperti del settore e forze politiche vicine proveremo a capire cos’è successo, come si può rimediare e come si può tenere insieme la crescita di una città e il fatto che sia “un’opportunità per tutti, e non un privilegio per pochi” (come recita il motto del nostro partito).
A questo link (https://t.co/w80EP2tQi0) potete registrarvi.
A domani, per chi è in zona!
Quando ieri a Sky Agenda hanno fatto vedere in diretta il ministro Giorgetti che per l’ennesima volta si vantava di aver tenuto i conti pubblici sotto controllo, di aver aumentato l’avanzo primario ecc..
…ho alzato gli occhi e ho visto in collegamento Claudio Borghi: l’uomo che da 15 anni ci devasta l’apparato uro-genitale con i concetti DIAMETRALMENTE opposti a quelli del suo compagno di partito Giorgetti.
Allora gli ho dovuto fare la domanda che tutti voi avreste voluto fargli.
La risposta, ragazzi, è da non perdere. Vi anticipo che dà persino la colpa al Presidente della Repubblica.
Buona visione.
“Io sono solo un vostro simpatizzante.
Voglio ringraziare il Partito Liberaldemocratico per avermi dato la possibilità di intervenire dal palco alla vostra Assemblea Nazionale. Di solito non succede mai”.
Questa è la fotografia più bella dell’assemblea di oggi.
Ma certo, Nicola.
La nostra porta è sempre aperta!
Cose così neanche durante la guerra fredda.
Quando una parte del settore pubblico (l’Università) chiude le porte ad un’altra parte - fondamentale - del settore pubblico (le Forze Armate) significa che è in atto un cortocircuito in cui occorre fare chiarezza.
E noi, chiaramente, stiamo dalla parte di chi sceglie di offrire la propria professionalità a tutela di tutti (compresi i professori dell’Universita di Bologna).
Con gli Allievi Ufficiali dell’Esercito Italiano!