Alcuni chiarimenti circa il dazio doganale di 3 euro sui cosiddetti mini-pacchi provenienti da Paesi extra-Ue:
1) la tassa Ue è stata approvata non dalla Commissione europea, ma dal Consiglio dell’Ue, nella formazione Ecofin, che riunisce i ministri dell’Economia e delle Finanze degli Stati membri. Von der Leyen non c'entra niente;
2) Il 13 novembre 2025, il canale ufficiale del Ministero dell’Economia scriveva: “Giorgetti: bene dazi su piccoli pacchi extra Ue". All'Ecofin Giorgetti ha votato a favore del dazio;
3) Il governo Meloni ha approvato analoga tassa, di 2 euro, che sarebbe entrata in vigore il 1° luglio, ma è stata rimandata al 1° ottobre, affinché l'avvio non si sovrapponesse a quello del dazio Ue. Anche la tassa italiana graverà sui cittadini: nessuna critica al governo? (su questo scriverò quanto prima)
"Uno si può abituare, ma può anche andare al camposanto prima di abituarsi". Poche parole, semplici e dirette, con cui il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi risponde a Ignazio La Russa, secondo cui il cambiamento climatico è solo questione di abitudine.
#alleanzaverdisinistra
Ragazzi, questo articolo mi è costato una fatica immensa, ma valeva la pena farlo. Vi invito a leggerlo per approfondire il tema e vi chiedo di condividerlo il più possibile perché alcune questioni sono poco conosciute e potrebbe tornarvi utile anche come riferimento...
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Le prime immagini delle distruzioni dei beni archeologici e monumentali di Tiro protetti dall'UNESCO, bombardati da Israele. Le trasmette Nada Maucourant Atallah, dal sud del Libano. È solo uno dei siti, ma il video è sconfortante e scoraggia le speranze. La civiltà dei Fenici,
Ricopio post del prof. Bella su FB, rilanciato anche dal prof. Parisi
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NUCLEARE: NOBEL PARISI, È UNA DISTRAZIONE, COMMERCIALMENTE INUTILE.
In Italia abbiamo tanti problemi ma anche la fortuna di avere grandi menti come il Prof. Giorgio Parisi.
Il prof Parisi è una persona che ha lavorato su numeri e problemi complessi tutta la vita, e quindi, di fronte a queste tematiche ha una visione molto più profonda di un qualsiasi laureato o laureata magistrale che si mette a fare “divulgazione scientifica”.
Ecco che ha dichiarato oggi il prof. Parisi.
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''Il problema che abbiamo in generale col nucleare è che costa moltissimo l'installazione e che per essere commercialmente utile deve essere utilizzato al 100%. L'energia solare costerà molto di meno del nucleare e sarà disponibile moltissimo d'estate e di giorno. Quindi il nucleare dovrà essere spento per tanto tempo, quindi è commercialmente molto inutile''.
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In realtà non è nulla di nuovo, e mi permetto di aggiungere, è qualcosa di cui abbiamo già parlato più volte su questa pagina, anche se fa rumore lo ribadisca un premio Nobel.
I costi del nucleare sono concentrati nella fase iniziale, quando si costruiscono i reattori: sono costi capitale (CAPEX). Una volta che le centrali sono avviate, i costi operativi (OPEX) sono minori. Ecco perché ha senso comprare energia elettrica da nucleare dalla Francia (centrali già ammortizzate) ma non è conveniente costruire noi le centrali.
Guardate il grafico (a destra) della produzione elettrica di ieri (lunedì 8 giugno).
L’area gialla rappresenta la produzione da fotovoltaico. L’area grigia la produzione da autoconsumo, che di fatto è in massima parte ancora fotovoltaico, per un totale di circa 26.80 GW di potenza su 45.27 GW alle 13:15 (circa il 60%, dati da TERNA).
Tra pochi anni, la produzione fotovoltaica sarà più che sufficiente per molte ore di molti giorni, come sa bene chi ha i pannelli fotovoltaici a casa.
Certo, dobbiamo puntare anche su altre fonti come l’eolico, che ci permettono di avere energia anche di notte e implementare i sistemi di accumulo (BESS) e come spiega il prof Parisi dobbiamo assolutamente ammodernare la rete (quella la priorità vera), ma la direzione nella quale si sta oramai movendo l’Italia e qualsiasi altro paese tecnologicamente avanzato è questa.
Se ci regalassero il nucleare in effetti sarebbe anche utile di notte, ma poi produrrebbe energia inutile di giorno.
Il nucleare non è fatto per “integrare le rinnovabili”, come sostiene qualcuno, perché produce troppa energia quando non serve e troppo poca invece quando servirebbe.
L’energia prodotta tramite fotovoltaico è molto meno costosa già adesso rispetto qualsiasi nuovo progetto nucleare.
Per spiegarlo con un esempio semplice, immaginate di andare in banca e chiedere un mutuo per aprire un’attività che produce e vende energia, dicendo che volete iniziare a pagare la prima rata tra venti anni e il resto delle rate solo d’inverno, perché d’estate siete chiusi. Pensate che qualche banca vi presti i soldi? Pensate che qualche imprenditore creda in voi?
Chi vuole a tutti i costi il nucleare pretende che quei soldi ce li mettiamo tutti noi cittadine e cittadini.
Che poi “tecnicamente” il nucleare possa modulare (ridurre la produzione quando c’è tanto fotovoltaico) è vero, ma modulare il nucleare equivale a un bagno di sangue economico, perché così non lo ammortizzi mai.
Se poi sul nucleare ci sono anche interessi allora il discorso cambia.
Per carità: anche i premi Nobel possono commettere errori, ci mancherebbe. Però, in tutta la storia i premi Nobel sono stati in totale meno di mille. Può essere che la verità la troviate su social, ma forse è più probabile che quando si tratta di interpretare un grafico, il significato corretto ve lo spieghino le persone che hanno fatto scienza tutta la vita, piuttosto che qualche influencer sui social o qualcuno del governo che il nucleare lo ha studiato appunto solo sui social pensando di aver capito chissà che.
Ascoltiamo la scienza, ascoltiamo il prof Parisi e piuttosto di chi fa propaganda sul nucleare spacciata per “divulgazione scientifica”.
Qualcuno ha detto che nessuno ti può togliere quello che hai ballato. E nemmeno quello che hai studiato, visto, letto, ascoltato. Eppure qualcuno ci prova. Specie se non ha coniugato nessuno di quei verbi.
Il Servizio Sanitario Nazionale è la più grande opera pubblica mai costruita in Italia
Eppure si sta sgretolando tra l’indifferenza della politica e l’inedia dei cittadini
Che non hanno ancora compreso i rischi di una #sanita “all’americana”
#SalviamoSSN
@MarcoCantamessa L’ultimo reattore francese a 19 anni da inizio cantiere non è ancora in produzione commerciale
È costato 23,7 mld€ invece che 3,3
E il suo design dovrà essere modificato
Negli USA con gli AP1000 non va meglio
E gli SMR non esistono
Mio art @LaStampa
Meloni: "Ue gigante burocratico che ostacola competitività".
2025 produttività lavoro ore lavorate (2015= 100):
UE: 106,8
Germania: 106,2
Francia: 101,2
Spagna e Portogallo: oltre 103.
Italia: scende a 98,7
Sicuri che la colpa sia dell'Europa?
Se a frenare l'Italia sono l’eccesso di vincoli, burocrazia e "ideologia verde" dell’Europa, perché Spagna, Danimarca, Polonia o Grecia continuano a crescere rapidamente sotto lo stesso regime di regole?
https://t.co/p9FsJHopL2
Ho fatto presente su @LaStampa che ci sono seri motivi a causa dei quali in Italia il nucleare non tornerà, nonostante le dichiarazioni di principio, e a prescindere dalla mia opinione. Il primo è che lo dovresti imporre manu militari, perché nessuno lo vuole nel suo territorio.
Io trovo comunque impressionante come TUTTI i liberali (Calenda, Marattin, Boldrin) cadano preda delle illusioni nucleari.
Tutti autoproclamati competenti, tutti cianciano a vanvera di cose che non capiscono.
Questo è solo un altro esempio di populismo, inutile girarci attorno.
Ogni anno a #gerusalemme sabato santo per cattolici, c'è veglia pasquale mattina #SantoSepolcro, di sera nelle parrocchie. Mai alcun problema con polizia. Ogni anno, a #gerusalemme il sabato santo per ortodossi, c'è cerimonia fuoco santo. Sempre scontri con polizia. Perché?
Durissimo intervento di Carney a Davos.
Uno schiaffo alle illusioni nostalgiche delle “middle powers”, come sono le nazioni europee - ma come non sarebbero l’Europa e il Canada insieme.
“We are no longer just relying on the strength of our values, but also the value of our strength”.
Da leggere, per invidiare un po’ la qualità di una leadership politica che da noi non si riesce a trovare né al governo né a sinistra.