DE SINISTRA
Ieri Rosy Bindi, che non ho la fortuna di conoscere, ha sostenuto che il sottoscritto non è abbastanza “di sinistra” per stare con loro. Ok, come noto ci va più che bene stare lontani dal campo largo.
Dopodiché mi verrebbe da chiedere ai presenti, Landini compreso, cosa vuol dire essere di sinistra se si ha più a cuore il rapporto con Elkann e i suoi giornali, rispetto agli operai delle fabbriche che ha venduto o chiuso; oppure, penso ad ANPI e Conte, in che modo si è di sinistra chiedendo la resa dell’unico paese che sta davvero resistendo ad un dittatore fascista.
O ancora se è di sinistra varare normative ambientali assurde che fanno chiudere fabbriche e che impegnano i cittadini a spese che non si possono permettere.
O anche se è di sinistra bloccare qualsiasi riforma della scuola per andare dietro ai sindacati piuttosto che alle esigenze degli studenti. Potrei continuare ma la sostanza è che “essere di sinistra” per loro è diventata un’etichetta, un brand da indossare, non applicarsi per una maggiore equità sociale.
Basta spiegare che chi non è con loro (e con la Russia) è un fascista e la cosa finisce lì.
Non una grande idea e neppure un lavoro complesso come quello portato avanti dai popolari, dai liberal progressisti e dai socialisti riformisti, solo una grande presunzione.
Ho letto in questi giorni i soliti commenti spiccioli riguardo l'articolo sulla ricercatrice italiana che vive in Svizzera. Quando decisi di andare negli USA 10 anni fa sapete qual è stata la prima reazione della maggior parte delle persone che mi conoscono in Italia? "Quanto ti danno di stipendio? Se la vita costa di più tra affitto e spese giornaliere ci arrivi a fine mese?" E cose di sto tipo.
Quasi nessuno ha chiesto "ma che tipo di lavoro vai a fare all'estero che non puoi fare in Italia"?
Lasciate che vi spieghi 2-3 cosette:
1) non vi preoccupate se arriviamo a fine mese: è vero che il costo della vita all'estero è nettamente maggiore a quello italiano, ma gli stipendi che prendono i laureati o chi ha un dottoraro permettono tranquillamente di arrivare a fine mese e di pagare l'affitto, fare la spesa, andare a cena fuori, comprarsi dei vestiti etc. In questi 10 anni, almeno negli USA, non ho mai visto nessun italiano lamentarsi che non riusciva ad arrivare a fine mese..
2) In Italia c'è ancora questa mentalità che i giovani emigrano solo per uno stipendio migliore..
Non è così: lo stipendio più alto e dignitoso è uno dei fattori, unito alla possibilità di crescita professionale, di entrare in luoghi di lavoro in cui un posto viene assegnato in base al merito, di essere esposti ad un ambiente di lavoro internazionale, di avere la possibilità di confrontarsi con i propri mentori o capi senza essere sottoposti alle varie baronie di turno. La somma di questi fattori fa emigrare i professionisti all'estero..
3) L'Italia non solo favorisce l'emigrazione di massa dei propri talenti ma non attrae nemmeno gli stranieri, non crea un ambiente descritto al punto 2..
Questo sfavorisce la nascita di startups che potrebbero creare innovazione e lavoro , permette ai talenti di esprimere il loro potenziale all'estero e di restarci spesso a vita, affossa l'entusiasmo e il talento di chi resta verso un sistema chiuso su se stesso, per la maggior parte governato dalla concezione che la massima aspirazione sia il posto fisso in qualche carrozzone statale...
Il tema dell'emigrazione di massa dei giovani dovrebbe essere al centro del dibattito politico ma anche sociale. Spesso sento genitori che dicono ai loro figli "vabbe ma non puoi rimanere qui? Fai un concorso e trovati un posto che ti garantisca lo stipendio a vita".
Ecco, questa mentalità favorisce ancora di più la fuga dei giovani.
Un giovane studia, fa sacrifici anche economici per laurearsi o dottorarsi per sentirsi dire cosa? Il massimo che questo Paese ti offre è il posto fisso in qualche apparato statale.
Le migliori scoperte o invenzioni sono state fatte da giovani, quando una persona è al massimo delle forze fisiche e mentali. Annullare questo entusiasmo per mandare avanti il carrozzone è controproducente, soprattutto perché l'Italia è un Paese del G7..
Purtroppo questo tema è preso sottogamba.. lo sapete cosa succederà? Che oltre ai laureati inizieranno ad emigrare anche i giovani italiani non laureati...
Se in Italia ci fosse una scuola e un Università basata sul merito (invece ora si picchiano i professori), un sistema aperto agli investimenti privati e non sempre piegato sul carrozzone pubblico che controlla tutto, se ci fossero standard internazionali nella selezione e nella retribuzione dei candidati nei vari settori strategici, i giovani non emigrerebbero...
Questo tema però pare non importi a nessuno... si continua a parlare di fascismo vs comunismo mentre i giovani (giustamente disinteressati a ste stronzate che non garantiscono nessun futuro) continuano e continueranno ad emigrare in massa e chi è già all'estero ci rimarrà...
Avrei potuto, come faccio di tanto in tanto, confutare punto per punto l'ignobile editoriale di @marcotravaglio, apparso ieri sul @fattoquotidiano, infarcito dalla solita massiccia dose di falsità, ricostruzioni storiche completamente sballate e "verità" alternative. Ma stavolta è forse più interessante vedere come ormai l'aspirante ministro della propaganda del Reich putiniano abbia ormai palesato la volontà di fare da megafono di tutte, ma proprio tutte, le manomissioni della realtà architettate dal Cremlino per giustificare una guerra ingiustificabile.
Definire un "intruso" il Presidente ucraino Zelensky, presente alle celebrazioni per la commemorazione dello sbarco in Normandia, perché l'Ucraina "nel 1944-'45 stava con i nazisti", e i collaborazionisti avrebbero contribuito "ad infornare centinaia di migliaia di ebrei, poi liberati dall'Armata Rossa", significa nei fatti amputare la storia fino a riscriverla, attività alla quale a Mosca si dedicano ormai da anni. Perché è vero che, all'arrivo dei tedeschi, in Ucraina saltarono fuori 200mila collaborazionisti, ma anche che in Russia se ne contarono almeno il doppio, dato ovviamente taciuto dal nostro.
Per non contare il fatto che i milioni di morti dell'Armata Rossa erano sovietici e dunque provenienti da tutti gli Stati dell’Unione. Anche qui è interessante vedere come Travaglio ometta di fornire dettagli, aderendo al tentativo molto putiniano di rappresentare tutte le vittime come russe, sebbene a pagare il tributo più alto in proporzione alla popolazione furono semmai i bielorussi, con il doppio dei morti, e, appunto, gli ucraini con un terzo in più di caduti. Peraltro gli ucraini che combatterono contro i nazisti furono ben 6 milioni, 30 volte di più rispetto ai collaborazionisti, ma Travaglio preferisce comunque parlare dei secondi e “dimenticare” i primi, giusto per non far sfumare l'irripetibile opportunità di dipingere come nazista un intero popolo, giustificando così implicitamente la sua denazificazione.
Meglio rispolverare il solito Stephan Bandera, la cui elezione ad "eroe nazionale" sarebbe un'altra prova, secondo lui inconfutabile, dell'anima nera dell'Ucraina, sebbene questo nazionalista e collaborazionista, sia ricordato perché provò a rendere indipendente l'Ucraina (reduce dalla tragedia dell’Holodomor, la carestia indotta da Stalin, come conseguenza della fiera resistenza ucraina alla collettivizzazione delle terre, che uccise 6 milioni di persone) e non certo per i crimini che commise. D'altra parte sarebbe uno strano paese un'Ucraina nazista, in cui i partiti di estrema destra viaggiano su percentuali più basse delle nostre ed hanno un solo rappresentante in Parlamento.
Il copia e incolla delle esecrabili alterazioni storiche prosegue poi con i fatti del 2014, in merito ai quali Travaglio sposa spudoratamente l’inversione dei ruoli aggressore/aggredito partorita dalla macchina della disinformazione di Mosca, con i russi nelle vesti di eroici difensori delle popolazioni russofone e russofile martoriate dagli ucraini (ovviamente nazisti). Per comodità di chi legge, riporto in fondo il collegamento ad un mio vecchio thread, nel quale vengono sommariamente descritti questi amorevoli denazificatori e ometto di nominare la pletora di personaggi tutti russi e per gran parte legati al Cremlino e al FSB, che, senza alcun problema, hanno negli anni rilasciato interviste e scritto libri nei quali raccontano come siano riusciti a trasformare le proteste pacifiche in atto nel Donbas, in una vera e propria guerra, che dunque costrinse gli ucraini a difendersi. Ma si sa, per i cavalieri della propaganda è nazista un soldato ucraino con una croce uncinata tatuata sulla schiena che difende il proprio paese, mentre non lo è il miliziano russo che invade una terra straniera, uccide stupra e dichiara una guerra che senza di lui non ci sarebbe stata.
E poi via a riproporre il mito delle responsabilità (ovviamente tutte ucraine e occidentali) sull’accordo mancato, poco dopo l’invasione, versione già smentita dai fatti e da articoli di stampa specializzata, oltre al dato oggettivo, mai citato da Travaglio, che un accordo sottoscritto con Putin è più inutile di un suo editoriale, visto che fine hanno fatto tutti quelli sottoscritti dal Memorandum di Budapest (1994) in poi.
Ma non si può pretendere troppo da chi, con un rocambolesco esercizio di negazionismo, arriva a definire lo stesso sbarco in Normandia “un inutile massacro di soldati mandati al macello [...]. Esattamente come l’escalation NATO in Ucraina, che le ha sottratto centinaia di migliaia di uomini e più territori di quelli che avrebbe conservato firmando l’accordo di Istanbul nel marzo 2022”. Perché l’escalation è sempre colpa della NATO e non dell’invasore e la resa è per Travaglio in fondo un buon compromesso.
Vorrei comunque tranquillizzare il nostro solerte direttore della Pravda Quotidiana sul fatto che no, alle celebrazioni per la sconfitta del nazismo in Francia non c’erano intrusi, visto che l’unico potenziale intruso, quello che il nazismo lo predica e lo pratica da 25 anni, fortunatamente, per decenza, non è stato invitato. E’ semmai molto più fuori luogo un giornalista che travisa la libertà di stampa, trasformandola in diritto di menzogna e che approfitta delle libertà che l’Occidente gli concede per supportare chi quelle libertà le ha già sottratte al proprio popolo e vorrebbe toglierle anche a noi.
A #ottoemezzo lo scambio di opinioni tra #Montanari e l'ex ministro israeliano Shlomo Ben-Ami. A parti invertite avremmo un fantastico rettore a Siena ma non credo che esisterebbe ancora lo stato di Israele😅
Lettera della Professoressa Daniela Santus dell'Università di Torino in risposta all'appell* dei professor* dell'Univesit* di Torin* in difes* dei massacr* di Hamas.
Va letta tutta, medidata, raccontata ai figli e ai nipoti, se ancora non si sono riempiti il cervello della propaganda di Hamas e dell'antigiudaismo internazionale.
#Israele #Hamas #Antisemitism #antisemitismo #IStandWithIsreal #iostoconisraele
Gentili Colleghe e Colleghi,
mi chiedete di firmare per l’immediato cessate il fuoco nella guerra tra Hamas e Israele. Avrei accolto la proposta se aveste chiesto:
1) l’immediata firma di un trattato di pace con Israele, per far finalmente decollare il progetto “due Stati per due Popoli”
2) l’immediata liberazione di tutti gli ostaggi.
Certo, chi ha scritto l’appello ha citato la “brutale aggressione” di Hamas sulla popolazione per lo più civile. Sgomberiamo il campo da ogni dubbio: i codardi di Hamas non hanno aggredito soldati nelle caserme. Hanno ucciso donne, bambini, neonati, sopravvissuto alla Shoah, hanno bruciato vive intere famiglie, hanno cavato gli occhi a padri e tagliato i seni a madri, hanno mutilato bambini di 6-8 anni delle mani e dei piedi prima di ucciderli. Hanno ucciso giovani pacifisti. ebbene sì, il concerto di Supernova nel Negev non era un rave di drogati, era un concerto per la pace e l’amore universale. Li hanno inseguiti sparando, hanno torturato e violentato le ragazze, ne hanno ammazzati in quantità. E hanno rapito bambini (una trentina tra i 9 mesi e i 16 anni), ragazze, giovani, anziani. È stato un POGROM, come nella Russia zarista, con deportazioni come nella seconda guerra mondiale da parte dei NAZISTI. Non soltanto una brutale aggressione. Un pogrom accompagnato dal lancio di 5000 razzi in una sola giornata, che non si sono mai fermati. Anche ora, mentre scrivo, stanno sparando contro le città israeliane di Tel Aviv, Holon, Or Yehuda, Ashdod, Rehovot, Rishon le Zion e altre. Come vedete, il carburante non manca.
In realtà è dal 2001 – quale che sia il governo d’Israele – che i razzi colpiscono il Paese. In questi giorni ne vengono lanciati a migliaia: le scuole, come le Università sono chiuse. Vi sono bambini, nel sud d’Israele, che non hanno mai dormito una settimana nei loro letti senza dover scappare nei rifugi. Vi sono generazioni di ragazzini traumatizzati.
Hamas è un movimento fondamentalista islamico nato alla fine degli anni ’80 come costola dei Fratelli Musulmani ed è da sempre in guerra contro Israele, ritenuto occupante di tutta la terra dal fiume Giordano al mar Mediterraneo. Scopo dichiarato è quello di cancellare la presenza d’Israele con la lotta armata. Dopo il ritiro di Israele dalla Striscia di Gaza nel 2005 (eh già, l’occupazione non c’entra), Hamas ha sfruttato la sua vittoria alle elezioni legislative palestinesi del 2006 per prendere militarmente il controllo della Striscia scatenando addirittura una violenta guerra civile contro l’Autorità Palestinese.
Scriveva a tal proposito HaAretz (N.B. quotidiano di sinistra) «l’alto tasso di perdite civili rispetto a quelle dei miliziani è dovuto alla scelta di Hamas di nascondere i propri combattenti nei quartieri civili anziché affrontare le truppe israeliane al di fuori di essi.”
Non diversamente sta accadendo in questi giorni, con il comando di Hamas asserragliato nei tunnel sotto l’ospedale di Al Shifa. «Abbiamo prove concrete che centinaia di terroristi si sono riversati nell’ospedale per nascondersi dopo i massacri del 7 ottobre» ha detto Daniel Hagari, portavoce delle Forze di Difesa Israeliane, aggiungendo che Israele ha informazioni secondo cui vi sono diversi tunnel che dall’esterno dell’ospedale conducono alla base sotterranea in modo che i membri di Hamas non abbiano bisogno di accedere dagli ingressi dell’ospedale. La base sotterranea di Hamas sfrutta anche le strutture energetiche dell’ospedale. Il portavoce militare ha confermato che c’è carburante negli ospedali di Gaza, facendo ascoltare ai reporter di The Times of Israel, YnetNews e Jerusalem Post, due conversazioni registrate di cittadini di Gaza. In una delle conversazioni, un palestinese dice che Hamas controlla l’ospedale e dispone di carburante e che quelli ‘con i contatti giusti’ possono portare taniche e riempirle. «Hamas deruba i civili di Gaza per alimentare i suoi attacchi», ha commentato Hagari
Nell’ottobre 2023 Israele stava per siglare uno storico accordo di pace con l’Arabia Saudita. Per farlo, i sauditi avevano richiesto anche significative concessioni per i palestinesi. Ovviamente una situazione di questo genere, foriera di una pacificazione dell’area e, potenzialmente, favorevole a un ritorno sulla scena politica dell’Autorità Palestinese di Abu Mazen non poteva essere accettato dalla strategia jihadista di Hamas. Così, la mattina del 7 ottobre, i miliziani di Hamas hanno optato per la strage più cruenta mai compiuta, potendo beneficiare di maggiori possibilità di spostamento tra la Striscia e Israele. Questo grazie a quello che era stato un consistente programma civile ed economico per Gaza da parte del precedente governo israeliano Bennett-Lapid. Infatti quel programma aveva notevolmente aumentato il numero di permessi di lavoro per i palestinesi di Gaza, che potevano così recarsi in Israele dove il salario giornaliero di un lavoratore è sufficiente a sostenere altre dieci persone.
In un territorio impoverito con un tasso di disoccupazione di circa il 50%, i permessi di lavoro in Israele stavano cominciando a migliorare la vita dei palestinesi della Striscia e a stabilizzarne l’economia. Il programma aveva introdotto anche incentivi economici per Hamas, se avesse mantenuto la pace: condurre attacchi avrebbe potuto comportare restrizioni immediate sui permessi e chiusure dei valichi di frontiera. Proprio quello che desiderava Hamas: il caos e la guerra. Una guerra deliberatamente scatenata contro i bambini, i giovani, le famiglie e gli anziani in Israele la cui unica colpa era quella di essere ebrei e che sta continuando a Gaza, mietendo vittime tra i bambini, le donne e gli anziani cui Hamas ha impedito di evacuare per evitare di morire sotto i bombardamenti israeliani.
Ecco perché NON FIRMO.
NON FIRMO perché non voglio che la mia firma contribuisca a dare il tempo ad Hamas di riorganizzarsi e compiere altri attentati, come due giorni fa ha promesso un alto funzionario di Hamas – Razi Hamed – che in un’intervista riportata anche da Repubblica ha affermato: “Ripeteremo le azioni del 7 ottobre finché Israele non sarà distrutto”.
E NON FIRMO PERCHÉ È CHIARO CHE SI TRATTA DI PROPAGANDA: Definite Israele come Stato in cui vige l’apartheid e forse non a tutti/e è chiaro il significato del termine. In Israele gli arabi vivono in ogni distretto, ma particolarmente a nord. A Nazareth, ad esempio, nel 2017 vivevano 76.551 persone, 40 mila delle quali erano di fede islamica. Oggi sono decisamente aumentati. Ma anche a sud vi sono importanti insediamenti arabi, basti pensare alla città beduina di Rahat con i suoi quasi 70 mila abitanti. Più nello specifico va notato che vi sono 122 comuni israeliani composti interamente o per la maggior parte da cittadini arabi: l’apartheid, come si può evincere dai dati, esiste soltanto nella propaganda di chi vorrebbe la cancellazione dello Stato ebraico. In Israele non ci sono mezzi di trasporto, scuole o edifici in cui gli arabi non possano entrare o ruoli che gli arabi non possano ricoprire. Negli ultimi sette anni, ad esempio, il numero degli studenti arabi nelle Università israeliane è cresciuto del 78,5%. Diversi sono i partiti arabi rappresentati alla Knesset (parlamento israeliano): Balad, United Arab List, Islamic Movement in Israel, Ta’al. Il precedente governo, guidato da Naftali Bennet, aveva al suo interno il partito arabo-islamico Raam con 4 seggi. Di fatto gli arabi in Israele godono di pieni diritti politici e civili e possono assurgere a qualsiasi carica, al pari dei cittadini ebrei. Basti ricordare Abdel Rahman Zuabi (islamico), giudice della Suprema Corte israeliana, Ali Yahya (islamico) ambasciatore d’Israele in Finlandia e poi in Grecia, Walid Mansour (druso) ambasciatore in Vietnam, Mohamed Masarwa (islamico) console generale ad Atlanta, Ishmael Khaldi (beduino) console a S. Francisco, il generale Hussain Fares (druso) comandante della Polizia di confine, Jamal Hakroush (islamico) ispettore generale delle forze di Polizia israeliane. Nel 2018 il numero di dottorandi di ricerca arabi in Israele ha raggiunto le 759 unità. Per quanto riguarda più specificamente le donne arabe, pensiamo alla dottoressa Rania el Hativ specializzata in chirurgia plastica o alla dottoressa Suheir Hassady, primaria di nefrologia, o ancora alla professoressa Fadia Nasser Abu Alhija dell’Università di Tel Aviv, per non fare che alcuni esempi.
NON FIRMO perché parlate di 75 anni di “segregazione” etnica e non avete nemmeno la decenza di ricordare che, tra il 1949 e il 1967 i territori di West Bank e Striscia di Gaza erano in mani arabe. Anzi, persino una parte di Gerusalemme era sotto occupazione araba. Infatti con la conquista giordana di parte di Gerusalemme, i giordani conquistarono anche la Città Vecchia e l’intero quartiere ebraico cacciando dalle loro case o uccidendo tutti gli abitanti ebrei che vi risiedevano e impedendo agli ebrei di visitare tutti i loro luoghi santi (il Muro del Pianto, le sinagoghe), oltre che il cimitero ebraico e l’Università. La situazione rimase tale sino al 1967. Pertanto perché, tra il 1949 e il 1967, quando questi territori erano in mano araba non nasce lo Stato di Palestina?
Come mai non ricordate le proposte di pace rifiutate dai leader palestinesi? Pensate almeno alle proposte rifiutate nel 2000 e nel 2008, le ultime in ordine di tempo.
NON FIRMO perché parlate di Convenzione di Ginevra, ma nulla dite sull’utilizzo da parte di Hamas delle strutture mediche nella striscia di Gaza per scopi terroristici o del fatto che terroristi armati di Hamas aprano il fuoco dalle finestre dell’ospedale Sheikh Hamad. Questo è permesso dalla Convenzione? È corretto sparare contro le ambulanze israeliane? In un post del Maghen David Adom (Croce Rossa Israeliana) si legge: “I corpi dei nostri paramedici uccisi [il 7 ottobre] sono stati trovati con ancora addosso i guanti, assassinati da Hamas mentre stavano soccorrendo i feriti. I nostri autisti d’ambulanza sono stati trucidati a sangue freddo mentre erano seduti al posto di guida. Le nostre ambulanze sono state intenzionalmente date alle fiamme e fatte saltare in aria dai terroristi di Hamas per impedire qualsiasi tentativo di soccorrere le vittime. Come mai questi attacchi deliberati contro il Magen David Adom, la “croce rossa israeliana”, non sono degni del vostro orrore?”.
NON FIRMO perché non soltanto non voglio la cancellazione del popolo palestinese, ma non voglio neppure la cancellazione del popolo d’Israele. Vorrei la fine del regime di Hamas e un futuro sicuro e di pace per palestinesi e israeliani. Peccato non poter condividere questa speranza con Voi.
🧵 Sentite che idea💡 mi è venuta.
Creare un nuovo soggetto politico basato sulla truffa.
Non lo chiamerei "partito", perché il progetto deve essere quello di una rottura con la tradizionale configurazione.
Magari "club" o ancora meglio "movimento".
1.
Buongiorno @sbonaccini , come è possibile che io da un mese stia provando a prenotare una consulenza per vaccini per viaggi internaz. ausl di Modena e non ci siano slot fino al 2024? Grazie
Buongiorno @sbonaccini , come è possibile che io da un mese stia provando a prenotare una consulenza per vaccini per viaggi internaz. ausl di Modena e non ci siano slot fino al 2024? Grazie
Nel suo intervento tv, a seguito dell’insurrezione promossa dalla #Wagner, Vladimir #Putin parla ormai apertamente della “battaglia contro l’Occidente”.
Non sta più denazificando l’Ucraina, insomma, si sta proprio battendo contro l’Occidente e lo dice a chiare lettere al popolo russo.
Questo è per noi chiaro dal primo minuto dell’invasione dell’Ucraina, ma troppi anti-amerikani cresciuti male ancora usano il dittatore criminale russo come trastullo per le loro fantasie ideologiche.
@christianrocca Tre argomenti che riassumono cose che succedono nel calcio e che quindi evidentemente non sono colpa di mourinho, ma non ti preoccupare che la tua scarsa lucidità quando si parla di calcio la dimostri senza perdere occasione. Meno male che di solito ti occupi molto meglio di altr
@christianrocca Possiamo andare anche a riprendere cosa disse buffon di quanto successo con l'arbitro di real Madrid juve... ma tanto resti sempre non obiettivo
@LucaMarelli72 @gippu1 @aledevito@TychoBrahe29@lollo2f Va be ma dai è palesemente un cazzata (come dimostra il rigore dato al Siviglia) che sta portando avanti da due giorni senza riuscire ad uscirne. A volte si può fare un passo indietro ma non è roba per tutti
@gippu1 @aledevito@TychoBrahe29@lollo2f Bo anche a me stanno sulle scatole alcuni allenatori/giocatori anche se sono forti. Mi pare lecito. Basta esserne consapevoli