Purtroppo non basta dire che 1 kWh solare costa la metà di 1 kWh nucleare. Bisogna almeno aggiungere che, per sostituire una fonte continua come il nucleare con una variabile e stagionale come il fotovoltaico più le batterie, in Nord Italia d'estate bisogna produrre 8 kWh per averne 2 da utilizzare d'inverno; e degli 8 estivi, 6 si buttano via, 1 si utilizza direttamente e 1 si usa per caricare la batteria che lo "trasferisce" a dopo il tramonto; idem per i 2 kWh invernali.
E bisogna conteggiare tutti i costi: il costo di tutti i kWh generati (inclusi i 6 buttati via) e il costo della batteria.
E quando si fanno bene i conti si scopre che l'energia così prodotta costa il doppio (non la metà) di quella nucleare. E tra pannelli e batterie emette 15 volte più CO2 di quella nucleare.
Caro professor Parisi, con questa dichiarazione (e non è la prima volta: ne ricordo di simili quando, insieme con Di Pietro, nel 2011 promuoveva il referendum contro il nucleare) si sta comportando come uno che si soffermasse sul volo di un passero "solitario", invece di studiare quello incredibile di centinaia di migliaia di storni che si muovono all'unisono.
La prima osservazione accese la fantasia del poeta; la seconda quella dello scienziato e produsse un premio Nobel per la fisica.
Mutatis mutandis, nell'energia la visione d'insieme, di sistema, è tutto!
Un caro saluto