The grand stairs of the Palace of Knossos in Crete, one of the oldest palace complexes in Europe.
It was built around 1900 BC on a site that had been inhabited since roughly 7000 BC.
Su hantavirus faccio una premessa netta, la parte tecnica la lascio ai virologi. Non è il mio campo e non ho nessuna intenzione di improvvisarmi esperto di ciò che non conosco abbastanza. Sarebbe scorretto. Però sulla comunicazione una cosa la posso dire, si sta sbagliando parecchio.
Monitorare una situazione sanitaria è doveroso. Spiegare cosa si sa, cosa non si sa, quali sono i rischi reali e quali no, è servizio pubblico. Fare la telecronaca ansiogena di ogni dettaglio, invece, è un’altra cosa. Ieri ne abbiamo avuto un esempio con la notizia del ragazzo di 25 anni ricoverato allo Spallanzani prontamente smentita dopo 1 ora. Cosi non si informa, si disorienta. Si prende una vicenda complessa, la si spezzetta in titoli, aggiornamenti, allusioni, mezze frasi, scenari buttati lì, e alla fine il cittadino non capisce più se deve ragionare o spaventarsi.
L’informazione sanitaria non può diventare materiale da click facile o da talk show del terrore. Dopo tutto quello che abbiamo vissuto, dovremmo averlo imparato, nelle emergenze vere servono competenza, misura e gerarchia delle notizie. Non la corsa al titolo un minuto prima degli altri.
Ci stanno abituando a vivere con il fiato corto.
Un giorno l’hantavirus. Un giorno la guerra.
Un giorno il collasso climatico imminente. Un giorno l’ennesima emergenza raccontata come se il mondo dovesse finire entro sera. Informare è necessario. Terrorizzare è un’altra cosa.
La realtà è complessa, certo. Ci sono rischi, crisi, conflitti, problemi sanitari, climatici, economici. Nessuna persona seria li nega. Ma tra conoscere un problema e vivere prigionieri dell’allarme permanente c’è una differenza enorme. La calma non è superficialità,
è disciplina mentale. Si possono prendere sul serio virus, guerre, clima ed emergenze senza trasformare ogni notizia in una condanna psicologica collettiva.
Per questo oggi voglio dire una cosa semplice: respirate.
Non serve spegnere il cervello. Serve non consegnarlo alla paura. Guardate anche ciò che funziona. La primavera che fa la primavera. La pioggia che nutre i suoli. L’aria che cambia. La natura che, nonostante tutto, continua a seguire i suoi ritmi. La scienza, quando è comunicata bene, non serve ad aumentare l’ansia. Serve a dare misura.
Un popolo informato ragiona. Un popolo terrorizzato reagisce soltanto. E noi abbiamo bisogno di lucidità, non di panico.
DEVO prenotare una visita in ospedale. Per forza (altrimenti la farei privatamente). Sto provando a giorni alterni da 3 settimane. Non c'è posto in tutto il Piemonte.
Maledetti!
Possiate bruciare nelle fiamme dell'inferno!!
😡🤬😡🤬😡
#sanità#ospedali#prenotazioni
I social sono pattume, ma ogni giorno che li scorro un po' ho sempre l'occasione di dire "Apperò! Questo non lo sapevo!"
Quindi vale ancora sempre la pena