@orsiniufficiale "Per ogni soldato tedesco, uccideremo dieci italiani" lo dicevano i nazisti di Hitler, vero?
E i nazisti sarebbero gli Ucraini?
Te lo dici da solo o te lo dico io, professore?
MA VAI A CAGARE.
Sono figlio di un ragazzino che, all'inizio degli anni '60, arrivò dalla Sicilia in una Torino in cui sugli annunci immobiliari c'era scritto "non si affitta ai meridionali". Ho visto in questi anni i figli di quell'immigrazione vendicarsi del destino votandosi in massa allo stesso razzismo da "brava gente", che aveva umiliato i loro padri, contro i nuovi immigrati stranieri.
Quindi non mi stupirò certo se, come è possibile, saranno i disgraziati e i figli dei disgraziati a pensare di risarcire le proprie umiliazioni votando alla Casa Bianca chi promette di fare ad altri ciò che la vita ha riservato loro: disprezzo, discriminazione e negazione di diritti.
Da sempre la politica peggiore, pure in forma democratica, poggia sul nesso tra debolezza e violenza, tra il potere dei tiranni e la frustrazione dei disperati.
Mattia si è tolto la vita a 15 anni in un parco della provincia di Cagliari.
La sua mamma Emanuela scrive un messaggio che strazia il cuore, in cui si immerge nel buio che lentamente ha chiamato a sé Mattia fino a rapirlo.
"Mattia era il nostro bambino, aveva 15 anni ed era estremamente intelligente e, come tutte le persone particolarmente intelligenti, era tremendamente sensibile. Una sensibilità che lo faceva sentire diverso e non compreso.
Gentile e affettuoso, vivace, allegro... Ma si sentiva anche incompreso, spesso con poca autostima causata da quegli adulti che sin da piccolo lo hanno tormentato, umiliato, bullizzato solo perché non si uniformava ai suoi compagnetti, perché amava abbracciare gli amici o perché per lui stare seduto per 6 ore era difficile.
Mattia ci ha scritto: "Sono morto a 6 anni" per farci capire che il suo tormento ha origini lontane.
In seconda media, nell'animo sensibile del nostro bambino qualcosa si spezza; non sappiamo cosa sia stato, forse l'esclusione dalla gita scolastica o forse il fatto di essersi sentito per l'ennesima volta tradito da quegli adulti che avrebbero dovuto comprenderlo e guidarlo.
Qualunque cosa sia stato, Mattia ci ha detto che quell'anno ha capito quanto dolore avesse dentro, e quanto questo lo logorasse.
Si sentiva tanto solo, aveva tolto Whatsapp perché nessuno dei suoi amici lo chiamava per chiedergli: "Come stai"? e poi è arrivato il buio a riempire la sua stanza e i pianti tutte le notti.
La scuola non lo comprendeva, e per Mattia era solo un posto in cui si sentiva etichettato.
Mattia in tutto questo tempo ci ha nascosto il suo disagio; solo tra gennaio e febbraio siamo riusciti a percepire che non stava bene. Abbiamo informato la scuola, contattato un consulente psicologico, cercato di prenotare una visita in neuro psichiatria infantile. Abbiamo cercato di chiedere aiuto e purtroppo, per Mattia e per noi, ci siamo scontrati con l'indifferenza della scuola, con un consulente psicologico che lo ha abbandonato quando il suo supporto si rendeva ancora più necessario, e per finire un reparto di neuropsichiatria che mi ha contattata solo il giorno dopo la scomparsa di mio figlio a causa della pessima gestione della mia richiesta di aiuto.
Perché ho raccontato tutto questo? Perché io e mio marito siamo stanchi di sentire che la morte del nostro bambino viene trattata dai nostri concittadini come un pettegolezzo da bar.
Mio figlio era un bambino di 15 anni, era deluso dagli adulti, dalle istituzioni, le stesse che non hanno reputato neanche di dover proclamare il lutto cittadino, nonostante il mio bambino abbia scelto un parco diventato luogo degradato, per porre fine alla sua vita, e la sua non è stata una scelta casuale.
Nostro figlio sarebbe potuto essere uno dei vostri figli, il figlio del sindaco, dello psicologo e di chi risponde al maledetto telefono di un reparto di neuropsichiatria infantile. I suoi pensieri sono i pensieri dei vostri figli, e chiunque potrebbe ritrovarsi come me e Christian, disperati per non essere riusciti a salvare il proprio figlio.
Sono trascorsi mesi da quel maledetto giorno, mesi in cui noi non ci diamo pace, in cui nostro figlio ci manca come il respiro; sono trascorsi mesi e ne passeranno tanti, tanti altri in cui noi continueremo a soffrire. Ma sono passati anche mesi che avrebbero dovuto far riflettere tutti quegli adulti che, in un modo o nell'altro, hanno tradito nostro figlio e tradiscono ogni giorno i figli di qualcun altro.
Mattia ci ha detto che ci amava, e soltanto di questo purtroppo noi ci potremo nutrire. Concludo chiedendovi di condividere, nella speranza che qualcuno comprenda quanto sia necessario tacere se non si sa o non si conosce, ma soprattutto portare rispetto ad un bambino di 15 anni che non è riuscito a sopportare il male del mondo.
Grazie a tutti coloro che ci sono vicini, Emanuela e Christian, i genitori di Mattia"
@coopyrtw @notizieilpopolo@siriomerenda Certo… un enorme pentolone di cose a casaccio. Strategia sempre vincente uno dei tanti geniacci che parla per slogan.
Leader occidentali così inetti da ignorare ciò che gli accade intorno.
#Elezioni in Moldova e #Georgia sono un secondo fronte della stessa guerra ibrida.
Non dico di tutelare i popoli minacciati dalla #Russia, ma almeno avere occhio sui propri scenari strategici... 🤷♂️