"Qui non puoi guadagnarti da vivere"
Il commento di un soldato israeliano, e poi con un calcio ha scaraventato tutto all'aria. Il pianto di questo anziano palestinese.
Oltre alla terra, la cultura, la storia, vogliono cancellare anche la dignità dei palestinesi.
Alex Zanardi ha insegnato al mondo cosa significa non arrendersi.
Che anche quando sembra di aver perso tutto, si può ricominciare diventando più forti.
Con la sua storia, ha dato allo sport il suo significato più profondo.
Ciao Alex.
Il piccolo Ibrahim il 2 marzo muore a soli 11 anni per un malore improvviso nella sua scuola, l’istituto “Tempesta - Galateo”.
La sua prematura scomparsa ha scosso tutto il nostro territorio.
Ibrahim era un grande tifoso del Lecce, una passione trasmessa dal padre Khadim. Nato in Senegal ma cresciuto nel Salento, Khadim ha stretto fin da subito un legame profondo con la comunità locale, tanto da decidere di mettervi radici e crescere i suoi quattro figli insieme alla moglie.
Khadim, cantante dei Ghetto Eden, negli scorsi mesi aveva pubblicato una canzone per esprimere l’amore verso i nostri colori: il titolo è “Forza Lecce”.
Il piccolo Ibrahim aveva partecipato alla composizione proprio di questo brano, che nel pre partita di Lecce-Fiorentina verrà cantato allo stadio Via del Mare dal padre Khadim.
Sarà l’occasione per ricordare Ibrahim ed il suo legame con i nostri colori.
Ieri, alla cassa del supermercato.
Una bella signora sulla settantina, ben pettinata, curata, vestita con abiti che facevano intuire un passato borghese e più che dignitoso, ha detto alla cassiera di fermarsi quando avesse raggiunto il totale di 40 euro “perché altrimenti non sarebbe arrivata a fine mese”, detto con un sorriso amaro, ma quasi elegante, decoroso.
Ieri era solo l’8 aprile.
Miliardi regalati per sovvenzionare guerre che non vogliamo fare, stipendi astronomici a troppi incapaci e la Corte dei conti segnala ogni anno miliardi di euro di inefficienze e sprechi, e intanto la classe media è stata devastata e 6 milioni di italiani versano in condizioni di povertà assoluta.
Io ne ho vista di politica nella mia vita e gli indegni, gli impresentabili ci sono sempre stati, ma mai avrei pensato di assistere ai livelli di indecenza umana e morale di questi tempi. Non c’è destra o sinistra, non c’è differenza.
La tragedia è che non possiamo farci niente: a nessuno della signora con 40 euro alla cassa del supermercato frega un emerito cazzo.
Bambino di 14 anni, Cisgiordania occupata, l'IDF gli spara a distanza ravvicinata ufficialmente perchè tirava pietre. La pietra però pare l'abbiamo messa i soldati vicino al bimbo mentre viene lasciato morire dissanguato, agonia di 45 minuti.
La BBC ricostruisce i fatti 👇
La forza, il cuore e la gentilezza di una comunità
🌻❤️🏀
@parallelecinico
📽 estratto da Video IG di Simone Lunghi, fondatore degli "Angeli del bello Milano"
La signora bionda sorridente che vedete in primo piano, avvolta dai girasoli, si chiama Laura Scolari: è colei che dal 2017 ad oggi, tutti i giorni, per più di tremila mattine, ha posato un girasole giallo all'ingresso del campetto da basket di via Dezza a Milano.
Queste splendide foto sono di pochi minuti fa.
C'era coach Peppe Poeta particolarmente colpito dalla vicenda, c'era la leggenda Sandro Gamba che nonostante i 93 anni ha chiesto a Davide Pessina di accompagnarlo, c'era Pierluigi Marzorati, c'era un fiume di gente, c'erano bambini e ragazzi che tiravano a canestro, c'erano migliaia di girasoli. Un negoziante ha detto che da questa mattina sono passate più di 10.000 persone...
C'era Giorgio Meszley, il padre di Alessandro che a soli 15 anni è stato stroncato da un malore su quel campo nel 2017, e che commosso si è rivolto ai presenti: "Ringraziamo tutti, milanesi ma anche al resto delle persone che in tutta Italia ci sono state vicino. Grazie per aver risposto con positività ad un atto di cattiveria gratuita. A conferma che il nostro mondo è saturo di mancanza di empatia. Avete dimostrato quanto sia importante il valore della comunità. Le brave persone, se unite, possono vincere contro ogni forma di male."
Il popolo del basket è riuscito a donare, anche solo per un attimo, un momento di gioia a due genitori che tentano di sopravvivere alla scomparsa di un figlio.
Siamo fieri ed orgogliosi di far parte di questo popolo.
Milano, campetto di via Dezza: da ieri sera, dopo il nostro post sulla vicenda alcune persone hanno iniziato a portare dei girasoli. Ci dicono che questa mattina ci sia stato un incredibile viavai che sta proseguendo anche in questo momento. Qualcuno ha anche riscritto il messaggio della mamma che era stato rovinato. Sono passati adulti, bambini, persone comuni, ragazze, ragazzi, ci sono fiorai della zona che hanno offerto gratuitamente mazzi di girasoli, ci sono amici che sabato pomeriggio organizzeranno un torneo in memoria di Alessandro, il ragazzo quindicenne scomparso nel 2017 giocando su quel campo.
Ci dicono che sia passato poco fa anche il papà. Visibilmente emozionato. Ha fatto sapere che il nostro post, ma soprattutto i tantissimi messaggi delle persone, hanno commosso lui e la moglie. Ci fanno sapere che esiste un'associazione, "The DAB GAME", nata in ricordo di Alessandro, che si propone di raccogliere fondi per tutte le strutture sportive di Milano e provincia che faticano a sopravvivere.
Ci sono tanti street artist che si sono offerti di disegnare gratuitamente un grande girasole su quel campo.
Si sta preparando un progetto per intitolare il campetto ad Alessandro, col simbolo del girasole: quel fiore che la mamma e il papà di Alessandro portano da 8 anni su quel campo in ricordo del figlio, e che qualcuno negli ultimi giorni ha pensato di strappare per non rendere Milano "una pattumiera".
È il bene che vince sul male.
È l'empatia che vince sull'inciviltà.
È la bontà d'animo che distrugge la cattiveria.
Siamo sinceramente commossi.
Sugli spalti c'erano poi dei tifosi con delle kefiah e dei finti neonati insanguinati in braccio, per sottolineare le morti innocenti causate dagli attacchi israeliani su Gaza negli ultimi due anni.