In questa foto c’è tutta la famiglia di un giocatore che ieri sera ha coronato il secondo sogno più grande della sua vita.
La famiglia, per Ousmane Diop, ha un significato diverso per chi come noi è nato nella parte più fortunata del mondo.
Dal Senegal, uno dei tanti Paesi che l’Occidente ha colonizzato e sfruttato per la tratta degli schiavi, a soli 13 anni è partito da ragazzino, da solo, con l’obiettivo di diventare un giocatore di basket. In Friuli ha dormito per la prima volta in un letto da solo, ed è stato accolto da una famiglia italiana che si è occupata di lui.
“Tornerò in Senegal solo quando avrò i soldi per comprare una casa nuova ai miei genitori.”.
Ci ha messo quasi 10 anni.
Dai 13 ai 23 non ha visto sua mamma, suo papà e i suoi fratelli.
Dopo 10 anni quel bambino è tornato uomo. Un uomo diventato giocatore di Serie A, e che è riuscito a regalare una casa grande ai suoi genitori.
Ieri Ousmane Diop ha vinto lo Scudetto, il suo secondo sogno.
A centrocampo, uniti sotto la bandiera del Senegal, c’erano quasi tutti: la sua famiglia senegalese e quella che Ousmane ha sempre chiamato la sua famiglia italiana.
Una famiglia allargata che racchiude fratellanza, altruismo, inclusione, comunità, sostegno, amore.
Una immagine potete e al tempo stesso meravigliosa.
La sera del 9 ottobre 1963, l'arroganza di ingegneri, dirigenti e politici si è scontrata frontalmente con le leggi della fisica, e come sempre accade in questi casi, la fisica ha vinto senza nemmeno sforzarsi. L'idea era semplice e, sulla carta, geniale per chi doveva riempirsi le tasche. L'idea era quella di costruire la diga a doppio arco più alta del mondo in una valle stretta, la valle del Vajont, per creare un enorme bacino idroelettrico.
Peccato che uno dei due versanti della valle, quello del Monte Toc, fosse marcio fino al midollo. Il nome stesso, "Toc", nel dialetto locale significa "pezzo", "guasto", un indizio che qualunque contadino del posto avrebbe potuto fornire gratis, ma che evidentemente sfuggì ai luminari della SADE (Società Adriatica di Elettricità)
La montagna era una gigantesca frana preistorica, una massa instabile di centinaia di milioni di metri cubi di roccia e detriti tenuta insieme per miracolo, in attesa solo di una spinta per tornare a valle. La costruzione della diga e il riempimento del bacino artificiale fornirono esattamente quella spinta. L'acqua, infiltrandosi alla base della massa instabile, agì come un lubrificante perfetto, riducendo l'attrito e preparando il terreno per il collasso. I segnali che la montagna stava per cedere non furono sottili o ambigui, furono sfacciati e continui. Già nel 1959, il geologo Edoardo Semenza, figlio del progettista capo, identificò con precisione i margini della paleofrana, lanciando un allarme che fu sistematicamente ignorato e nascosto.
Nel novembre del 1960, durante le prime prove di invaso, un pezzo di montagna di 800.000 metri cubi si staccò e finì nel lago, creando un'onda di dieci metri. Era un avvertimento in scala.
La reazione dei responsabili non fu quella di fermare tutto, ma di occultare i dati, minimizzare i rischi e commissionare perizie di comodo che dipingevano la montagna come solida roccia. La giornalista Tina Merlin scrisse articoli dettagliati denunciando il pericolo imminente e per questo fu denunciata dalla SADE per "diffusione di notizie false e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico", un classico intramontabile quando la verità disturba il profitto. Fu processata e assolta, ma la sua voce rimase inascoltata da chi aveva il potere di agire.
La notte del disastro, alle 22:39, il Monte Toc si arrese. Circa 263 milioni di metri cubi di roccia, un volume più che doppio rispetto all'acqua contenuta nel bacino, scivolarono nel lago alla velocità di 110 chilometri orari. L'impatto fu apocalittico. L'acqua fu spostata con una violenza inimmaginabile, generando due onde gigantesche. Una risalì il versante opposto, spazzando via le frazioni di Erto e Casso. L'altra, alta oltre 250 metri, scavalcò la diga, che incredibilmente rimase in piedi, e precipitò nella stretta gola sottostante. Cinquanta milioni di metri cubi d'acqua e fango piombarono sulla valle del Piave come un proiettile.
Il paese di Longarone, che si trovava esattamente sulla traiettoria, cessò di esistere in meno di due minuti. Non fu distrutto, fu cancellato. L'onda d'urto dello spostamento d'aria da sola fu sufficiente a sventrare gli edifici prima ancora che arrivasse l'acqua. Poi l'acqua, mista a detriti, polverizzò tutto. Le 1917 vittime ufficiali, tra cui 487 bambini, non morirono annegate. La maggior parte di loro fu letteralmente disintegrata dalla violenza dell'impatto. Dei circa 2000 morti, solo 1500 corpi furono recuperati, e di questi la metà non fu mai identificata. Erano ridotti a brandelli irriconoscibili.
Il processo che seguì fu una farsa prevedibile. Spostato a L'Aquila per "legittima suspicione" si concluse con condanne ridicole per pochi capri espiatori, mentre i vertici aziendali e i responsabili politici ne uscirono sostanzialmente indenni. La causa ufficiale fu derubricata a disastro naturale, una menzogna grottesca per coprire quella che fu una strage annunciata, pianificata e causata unicamente dall'ingordigia e dalla criminale incompetenza umana.
Venezia non è una città come le altre: è un miracolo sospeso tra cielo e acqua, una sfida millenaria alla logica e al tempo. Fondata nel lontano 421 d.C., essa non poggia su roccia o cemento, ma su milioni di pali di legno, conficcati con forza nelle profondità del fondale lagunare. E non legno qualunque: si tratta di ontano, una specie che, immersa nell’acqua salmastra e custodita dal fango, non marcisce, ma si pietrifica, diventando dura come la pietra.
Così, secoli di pazienza e ingegno hanno trasformato un terreno paludoso in una delle città più straordinarie della civiltà umana. Il Campanile di San Marco si erge su centomila pali, mentre la Basilica della Salute ne richiese oltre un milione. Ogni palo fu piantato a mano, uno accanto all’altro, con una precisione quasi rituale, come se fosse una preghiera silenziosa al futuro.
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Been waiting 3 months to see these finding
First-ever quantitative study reveals an estimated 329,000+ refugees have used Bitcoin while fleeing across borders
Study highlights that Bitcoin works when cash, stablecoins and other assets fail
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The study is from @dari_org
When I listened to this episode of Joe Rogan with Andreas Antonopolous in 2016 it made sense because I was new to Bitcoin.
But now in 2024 we all can see that Andreas was 100% right. This is exactly what's happening in our society right now.
Russia may lose more than 1 trillion rubles in government revenue this year due to plummeting oil prices, according to the FT.
That number, roughly 2.5% of the Russian state budget, comes as Russian oil trades over $20 a barrel less than Russian budget planners forecasted.
Canale di #Panama, un consorzio di investitori guidato da #BlackRock (e con Gianluigi Aponte) ha comprato i porti su entrambi i lati per 22,8 miliardi di dollari dalla società di Hong Kong CK Hutchinson, che vola in Borsa (+20%). Il servizio di @elisaapiazza
Russia: Child survivor of the siege of Stalingrad during WW2 confronts Kremlin fascists who interfered with her laying flowers at the monument to victims of the Gulags.
"You and your grandchildren will be paying reparations to Ukraine. Ukraine deserves peace!"
👀 @paoloardoino: “One day USDT will be useless: the world will only use Bitcoin.”
Speaking on the @bip_show, during the episode “Forrest or Anakin?”, the CEO of Tether stated:
“In the long term, USDT will be useless: the world will only use Bitcoin after the collapse of fiat currencies.”
Interviewed by co-hosts @Rikki6ixx and @guybrushino, the CEO of Tether shared personal as well as business considerations, commenting on the integration of USDT on LN, the relationship between Tether and the US government, the coexistence between USDT and Bitcoin, and the role of VCs in the sector.
Atlas21’s article in the first comment. ⬇️
@nusbizz @TheBTCTherapist 1) Trying to push a protocol change without community support
2) Intentional
3) Hacked
All three of these are fairly likely, and if the first two don't happen, the third will eventually.
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But get this: Bitcoin’s success in Vancouver didn't wait for government approval. And it certainly isn’t tied to Trudeau’s resignation.
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Dear Juergen,
Thank you for your attention and answer.
I never said we were rejected, I just mentioned that we sent you request to meet on the exact topic you have presented and, unfortunately already published, your study. But we didn’t get a response as you rightly noted.
I believe that open dialogue with both Bitcoin industry representatives and end-users like us, human rights defenders, would allow for @ecb to make effective policy decisions. Especially in the light of the recently announced strategy to increase the EU global competitiveness and development of the ECB’s supervisory powers over crypto-assets.
That is why we regret that you didn’t find time before you published your findings for listening our testimonials on human rights and humanitarian aspects of the use of Bitcoin.
A timely open dialogue with civil society and Bitcoin industry representatives will give you all the information you need about the social benefits of both Bitcoin as a tool of payment /financial inclusion and Bitcoin mining. This is especially true when it comes to attracting more investing in the EU energy system and developing infrastructure for renewable energy, cleaning up industrially polluted areas or developing infrastructure for rural African communities.
We are looking forward to hearing from you.
Yours,
Lyudmyla