Questa cosa del voto plurimo del "capofamiglia" è stata teorizzata da anni da Turning Point USA, solo che mentre la sinistra ha passato tre giorni a fare l'abiura non richiesta degli eccessi del woke 🇺🇸, la destra più in ascesa la inserisce nel proprio programma 🤷🏻♂️🤷🏻♂️🤷🏻♂️
Se ci togliete la pillola abortiva, o qualsiasi pratica collegata all'aborto arriveremo a fare come 100 anni fa, con gli infusi di prezzemolo, con gli uncini, con i pugni sulla pancia ma comunque saremo libere di fare con il nostro corpo quello che vogliamo, esattamente come abbiamo sempre fatto, di nascosto, e anche rischiando la morte.
E voi, prima o poi, sarete ancora a testa in giù.
Luridi.
@dansmatete21 Infatti dal Corriere della merda
"Si chiama co-living: lo scelgono giovani professionisti, nomadi digitali e cresce la quota degli over 45. Il bello è che non devi far altro che pagare un fisso: tutto è incluso"
https://t.co/bKjshhGH5z
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Tutti de sinistra ma appena c'è da odiare i lavoratori tutti sul carro.
Loro devono stare peggio! Non tutti gli altri meglio! Sia mai più a toccare la gestione! Ovvio che sia sempre colpa dell'ultima ruota del carro.
Che pena.
Messaggio giunto in privato che pubblico col consenso dell'autore.
Buongiorno, Giorgio.
Se ti interessa, ho la versione giusta di una notizia che sta girando. Stanotte, durante le prove per la parata del 2 giugno, erano implotonati i cavalli dei carabinieri e dietro quelli dei lancieri di Montebello. Di solito i fuochi d'artificio vengono fatti esplodere lontani dai cavalli, ma stavolta hanno cambiato schieramento e la polizia, incaricata di fare i fuochi, li ha lanciati davanti ai cavalli dei carabinieri (hanno arrestato il poliziotto che ha eseguito l'ordine). I cavalli dei carabinieri, incustoditi, sono scappati e dietro sono partiti gli altri. Un casino. Un cavallo dei carabinieri è stato abbattuto dopo essersi scontrato con un'auto. Tutti i cavalli sono traumatizzati e molti sono feriti. Una carabiniera ha un trauma cranico, un'altra ha perso i denti. Tra i lancieri ci sono una ragazza con costola rotta e polmone perforato (il suo cavallo urina sangue ed è stato ricoverato), una col femore rotto e qualcun altro con fratture non gravi.
I cavalli dei lancieri hanno percorso 9 km e sono stati recuperati all'EUR.
Precisiamo: il padre di Eithan Bondì è stato arrestato tre volte per pestaggi nel quadro di "ronde" che conduceva nel "ghetto" di Roma.
La terza volta, meno di un anno fa ha rapinato dei cittadini egiziani dei cellulari per poterli pestare senza ne registrassero le gesta.
RICORDI "BOOMERONI" SUL 1 MAGGIO E SU ERRIQUEZ
Se n’è andato il 14 febbraio del 2021, e in questo Primo Maggio, il quinto senza di lui, come fosse una scansione storiografica, il “prima” e il “dopo”, su quel palco che è stato suo habitat naturale per una vita, il pensiero corre subito a Errico Greppi, in arte Erriquez, l’anima della Bandabardò: 28 anni di musica, 13 album, 10 in studio, 2 dal vivo. Dove il gruppo dava il meglio.
Con lui sono andati via alcuni anni delle nostre vite, gli incontri, gli aneddoti di chi arrivava a Roma per il Primo Maggio, e di chi, in piccolo, cercava di vivere da antieroe romantico tutto l’anno.
Erriquez si è portato via una parte di vita, di storia, di tanti di noi, dello stesso concertone del 1 Maggio che da quando esiste non è più quello di una volta, e forse non è mai stato quello che avrebbe dovuto essere, ma almeno per qualche anno ci abbiamo creduto.
In fondo non è questa una delle funzioni della musica? La musica è una mozione degli affetti che ti riporta continuamente ai vent’anni. Dopo ci si mescola al mondo.
Se penso per un istante a me stesso, alle case cambiate, le città, il figlio, gli amici e i lutti, la musica è sempre stata presente ad accompagnare. Ho ascoltato di tutto, cambiato idee, approfondito o dimenticato, cercando di non sembrare uno di quei cinquantenni fermi al boom della “wave”.
Ma non c’è un solo giorno in cui non torni sempre lì, almeno un momento, canticchiando o con un flash visivo della memoria, a quelle canzoni: ai miei vent’anni, anzi ancor prima. Ai 15 anni con un verso dei primi Litfiba, nel 1987: “l’energia corre via, l’energia si trasformerà“, che continuavo a ripetere come un mantra.
Oppure all’attacco del basso in Faith dei Cure, a David Bowie con un trench chiaro che intona Absolute Beginenrs, per finire a un nastro che mi diede un amico con un gruppo impossibile, che urlava “Live in Mosca, live in Praga, live Pankow”. Ritorno sempre lì, quando avevo tutto quello che mi occorreva racchiuso in tre minuti e mezzo, e a mia madre che mi ripeteva: “Ma che canzoni tristi che ascolti“.
E poi c’era Erriquez. Se avevi vent’anni negli anni ’90 e ti sentivi di sinistra, era impossibile non entrare in contatto prima o poi con la Bandabardò o finire a un loro concerto, per il semplice motivo che la vita che volevamo vivere e quella cantata da Erriquez erano vasi comunicanti. Non andavi a cercarli, ti capitavano inevitabilmente. Che ti piacessero o meno, finivi ad ascoltarli e poi a muoverti, sempre di più, e ti ritrovavi a ballare scatenandoti, a urlare, sudare… proprio come Erriquez.
Le sue parole arrivavano a tutti, avevano una funzione di fuga, lontanissime da quello che in realtà si viveva. Canzoni che raccontavano di eterni fricchettoni e ubriachi innamorati, di mojito e di danze, fino a quelli che sognavano un mondo pacifico, con l’incrollabile certezza che prima o poi sarebbe successo.
Certo, non succedeva mai alla fine, ma il sogno era quello e tu continuavi a crederci. Nel frattempo arrivavano Seattle, Genova 2001, l’11 settembre e il sogno si macchiava sempre più di sangue. Ma da qualche parte, dentro, c’era uno spazio che diceva: sì, ok, ma avevamo ragione noi…
Ora Erriquez non c’è più, ma avevamo già perso il Muro di Berlino, Lou Reed e Gianni Minà, e al loro posto abbiamo un presente ancora più cupo: la guerra che si allarga fino all’Iran, il massacro permanente a Gaza, la deriva atlantista che trasforma ogni crisi in un fronte militare. Non è finito niente, è solo cambiato il nome della paura.
Ma torniamo al famigerato “concertone”, e alle polemiche, che sono l’accompagnamento pressoche fisso di ogni edizione.
Ricordo quelle del 2018 in particolare per un articolo di giornale. Un “articolone” celebrativo su Repubblica, che indicava quell’edizione come la migliore di sempre. Il motivo? Il pubblico. Un pubblico giovane, venuto da tutta Italia, che finalmente aveva trovato rappresentanza sul palco di piazza San Giovanni, con annessa elegia del primo “concerto” post ideologico, con frotte di ragazzi venute per ascoltare i propri idoli e cantare a squarciagola le canzoni, del tutto distanti da simbologie e slogan vetusti.
Praticamente come fosse il Festivalbar, o un Vodafone Summer Festival qualsiasi. Non c’è nulla di male, per carità. Solo che quello non è il Festivalbar, ma il concerto organizzato dai sindacati, in una data precisa, simbolica. C’è da chiedersi se serva ancora a qualcosa, in questi termini. Altrimenti si potrebbe farlo direttamente in altra data, anche a giugno, e magari chiamarlo “Giovinezza Sound”.
E infatti, anno dopo anno, la polemica non si è spenta, si è trasformata. Fino ad arrivare a quella di oggi, con Pierpaolo Capovilla che ha dato degli analfabeti agli artisti selezionati e agli organizzatori completamente svenduti al sistema mercato: un attacco – sacrosanto – che segna un passaggio ulteriore. Non è più solo la critica al pubblico “post-ideologico” del 2018, ma la denuncia di un vuoto culturale strutturale, di un contenitore che ha perso definitivamente contenuto.
Un disagio generale senza nemici — non quelli della propaganda russofobica ma quelli quotidiani, sociali, generazionali — ci sta privando dei sogni. I ragazzi, i giovani uomini, non hanno più un nemico: i genitori, l’insegnante, il preside, l’autorità costituita, il mondo che non li capisce… Hanno solo amici, veri o finti, stretti in un rapporto di patologica empatia.
I “nemici” di un tempo rappresentavano la palestra del conflitto, mentre oggi sono amici a tutti i costi. E senza di loro non c’è più l’ideologia, i simboli che la racchiudevano, le date simbolo. Tutti pretesti per sognare.
#primomaggio #concertone
Docente sanzionata a #Bologna per aver organizzato un webinar a scuola con Francesca Albanese.
Sanzionano le idee ma non sanzionano i crimini di Israele.
Decreto sicurezza convertito in legge: benvenuti nello Stato penale di polizia
fermo preventivo, nuove pene contro il dissenso, più poteri agli apparati, criminalizzazione della povertà e dei migranti. Una svolta autoritaria contro la Costituzione
https://t.co/xjEIp0wSeu
La Palestina ci ha svegliati: e ora si va avanti.
Da figlia dell’Italia di Pertini e Berlinguer, credo nella Costituzione, che tutela i diritti umani e ripudia la guerra.
Il cambiamento si costruisce insieme, con pazienza e cura.
Ci vediamo a Taranto il Primo Maggio.
#UNA
Esportare la democrazia è da sempre una cazzata mega galattica.
La democrazia nasce dal popolo che la insegue e lotta per essa.
Tutto il resto è dominio, protervia e colonialismo.
È come inculcare ad un bimbo l'amore usando le botte fino a farlo morire.
A fronte delle atrocità evocate dal pedofilo Trump e dei crimini commessi da Stati Uniti e Israele, i vertici dell’Unione Europea continuano a balbettare in modo patetico e a tacere con imbarazzante afonia. Questa è l’ennesima prova che il vero problema 👇