Il Ministro dello Sport Abodi ha detto che non è andato a Wimbledon per stare con la famiglia. Un Ministro dello Sport che non va a un evento del genere, storico per il nostro Paese, si rende ridicolo. Ma visto che questo Governo sembra disinteressato rispetto ai risultati del tennis, spero che a maggior ragione dopo la vittoria di Sinner, Abodi e i suoi sgherri mettano giù le mani dall’organizzazione dell’ATP Finals di Torino. Se Abodi vuole stare in famiglia, ci stia tutto l’anno. E lasci fare le cose a chi le sa fare come il Presidente Binaghi e il suo team. Altrimenti siamo al paradosso che non vanno a Wimbledon e poi pretendono di esautorare chi capisce di tennis, conosce il tennis e ha fatto crescere il tennis. Abodi vuole restare a casa? Non vediamo l’ora di mandarcelo definitivamente insieme a tutto il Governo
Alessandro Giuli è il nuovo ministro della Cultura. È opportuno ricordare che nel 2018, mentre si rivolgeva a Bannon ad Atreju, lodava Putin definendolo ‘un patriota’ come Trump. #matrice
L’indignazione di alcuni per la copertina de L’Espresso è chiaro indizio di quante persone ignorino cosa sia il potere.
Quella copertina non affossa. Sancisce il fatto che Ferragni sia (sia stata?) una donna di grande potere e che come tale subisca gli effetti della caduta conquistandosi copertine irriverenti, amare, sarcastiche. I precedenti sono infiniti e se riguardano molto spesso la politica è per due ragioni: perché la politica rappresenta il potere per eccellenza e perché mai in Italia un personaggio fuori dalla politica, nell’ambito dei nuovi media, aveva avuto 30 milioni di follower, un patrimonio finanziario, l’attenzione dei media tradizionali e non ( anche all’estero) e l’ambizione di influenzare il pubblico anche in campi vicini alla politica e al sociale.
Fino a ieri, quando c’era solo da celebrarla, si è parlato di Ferragni come di imprenditrice di successo, fenomeno, donna più influente nella moda per Forbes, UNICA VERA (!) OPPOSIZIONE AL GOVERNO, oppenheimer e via dicendo. Oggi ci sembra strano che venga trattata esattamente come viene trattato il potere quando il potere si schianta su vanità e ingordigia (o fraintendimenti).
Per il resto (questi sarebbe il tema) io ho letto l’inchiesta (molto tecnica) e mi sembra che ci sia poco di clamoroso (i dipendenti hanno stipendi medi, Damato in Tbs come consigliere prende 320 000 l’anno). Ci sono passaggi che può spiegarvi meglio chi si intende di economia che indicano alcune opacità nelle società.
Se io fossi Chiara Ferragni, oggi, tra la copertina versione Joker (mica Clarabella) e la vostra difesa infantile come fossi la piccola fiammiferaia mi sentirei più offesa dalla seconda.
La verità è che non capite nulla nè di potere nè di giornalismo.
Se il giornalismo ha una colpa in questa storia è stata quella di non aver mai occupato lo spazio intermedio tra il successo e la caduta. Ovvero quello dell’analisi e della critica. In parole povere: dei fatti.