"Giornalista pericolosa". Così è stata etichettata la reporter del quotidiano La Stampa Francesca Del Vecchio che avrebbe dovuto partecipare con la Global Sumud Flotilla alla spedizione verso Gaza. #ANSA https://t.co/86wVno3kBz
Il 29 luglio del 1983 la mafia uccide Rocco Chinnici. Chinnici impose un cambio di passo nel contrasto alla criminalità organizzata, portando un contributo fondamentale alla creazione del pool antimafia.
Lo ricordiamo attraverso le parole di Giovanni Falcone.
I fascisti marciano in centro a Milano in formazione paramilitare. In duemila, con saluti romani e simbologie vietate. Nessuno li ferma. Nessuno li identifica. Nessuno li denuncia.
Pochi giorni dopo, a Roma, la polizia si presenta invece davanti a un banchetto della Cgil che distribuisce volantini sui referendum contro il Jobs Act. Gli attivisti vengono identificati uno a uno. A Udine, l’università nega un’aula per un incontro con Landini: evento “troppo politico”. Parlare di lavoro, oggi, è un’attività da sorvegliare.
L’Anpi lo scrive chiaramente: non si tratta più di provocazioni, ma di una “gravissima condotta apologetica”, in violazione delle leggi Scelba e Mancino. E quindi della Costituzione, che nella sua XII disposizione vieta la ricostituzione, anche indiretta, del partito fascista.
Ma più della violazione colpisce l’impunità. Più dell’impunità, colpisce la protezione. Perché qui non c’è vuoto normativo. C’è una scelta politica.
Un antifascismo sotto osservazione, un fascismo sotto tutela. Chi difende la Repubblica viene fermato, chi la insulta viene accompagnato.
C’è una linea netta che divide chi può manifestare e chi deve giustificarsi. Chi inneggia a un regime può contare sull’indifferenza istituzionale. Chi distribuisce volantini deve mostrare i documenti.
Non è solo un doppio standard. È un test di resistenza della democrazia. E lo stiamo fallendo, giorno dopo giorno, corteo dopo corteo, silenzio dopo silenzio.
Buon lunedì.
(il mio #buongiorno per @Left_rivista)
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Parigi. Le Olimpiadi 2024 si concludono con la chiarissima vittoria della nazionale italiana di volley femminile.Grande ammirazione per le azzurre.Grande orgoglio per la determinante presenza in squadra di Myriam Sylla,nata a Palermo città che ha accolto la sua famiglia ivoriana
Il vicepremier Salvini ignora che l’art.17 del Trattato Europeo stabilisce con chiarezza che i commissari UE non rappresentano i propri Paesi, devono essere indipendenti e servire solo gli interessi UE. Ed è stato pure europarlamentare, questo campione di autogol…
#Salvini attacca #Gentiloni chiamandolo straniero. Una cosa gravissima. Non per lo straniero, ma per l’idea che chiunque faccia il suo mestiere in Europa in maniera seria va contro gli interessi della nazione. Ma loro non sono la nazione, sono solo una maggioranza di governo.
Ci rattrista molto la scomparsa di #GiulianoMontaldo regista di "Sacco e Vanzetti" e altri celebri film. Uomo di grande passione civile, tra i fondatori di @Artventuno e sempre in prima fila nelle battaglie di libertà (nella foto a un presidio per Zaki).Speriamo lo si ricordi...
Nove volte, gli spararono nove volte ad una distanza di circa 40 centimetri.
Morì così una delle speranze migliori della classe politica di questo Paese: Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore”.
Erano appena trascorse le nove di una calda serata di fine estate, il 5 settembre 2010, esattamente 13 anni fa. Sul sedile della sua auto venne ritrovato morto. Ucciso da quei nove colpi.
Era sindaco di Pollica, la piccola località del Cilento trasformata, grazie a lui, in un paradiso delle vacanze per il suo mare bandiera blu.
Pochi giorni prima di essere ammazzato, si era confidato con un amico: “Ho scoperto una cosa che non avrei mai voluto scoprire”.
Da quel giorno sono trascorsi 13 lunghi anni. 13 anni di silenzi, omissioni, senza che nessuno quella sera vedesse nulla, o anche solo sentisse gli spari.
Un omicidio terribile, ancora oggi senza colpevoli, ma con una riapertura delle indagini, grazie soprattutto alla testardaggine del fratello Dario.
Oggi abbiamo ancora solo un’unica certezza: Angelo #Vassallo è stato strappato ad un futuro per sé, per la sua famiglia e per il bene della nostra Italia.
Per non dimenticare mai.
La morte di #GiulianoMontaldo è una grande perdita per il cinema ma anche per la libertà d’espressione. Non è stato solo tra i più grandi narratori cinematografici con le sue opere “necessarie” per la conservazione della memoria del nostro paese, ma un difensore dell’Art. 21.
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Tornano, dopo l'estate, le inchieste di #presadiretta su #Rai3@IaconaRiccardo
Bisognerebbe fare almeno lo sforzo di capire perché a Roma si siano ritrovati insieme credenti,non credenti,differenze e diversità per la pace,il disarmo,contro gli invasori,dalla parte delle vittime,un’alleanza che non finirà oggi @Artventuno@antoniospadaro@civcatt@maurobiani