La Storia d’Italia in sintesi.
Gli ultimi 44 anni di cui:
- 10 anni centristi
- 18 anni csx
- 9 anni cdx
- 5 anni tecnici
- ultimi 2 boh (!)
- 33 Governi
- 24 Premier
- 47 volte aumento debito pubblico da 52 bln a 2.450 bln.
Fine della Storia.
Fine dell’Italia...
@maurorizzi_mr Smettere con gli incentivi di qualsiasi tipo. Per tutte le industrie. “Noi” con gli incentivi abbiamo alzato i prezzi delle auto elettriche, delle ristrutturazioni delle case e via discorrendo. Gli incentivi sono il male!
CONTE E IL SUPERBONUS, UNA STRADA SENZA RITORNO
Giuseppe Conte dice che non rifarebbe il Superbonus, anche se ha prodotto ottimi risultati economici. “La Banca d’Italia dice che dal 2019 al 2023 il pil è cresciuto del 5,8%, senza il Superbonus sarebbe cresciuto del 2,2 %”, ha detto al direttore della Verità, Maurizio Belpietro. L’ex premier ha aggiunto: “Quando si dice ‘è costato la somma X’, lasciamo stare, perché i dati li faremo a consuntivo. Guardare al costo non ha senso, essendo un investimento. Quando andremo al governo e spero tra poco, chiamerò i tecnici del Mef che sanno far di conto e farò tirare fuori dal cassetto quali sono i ritorni del Superbonus”.
Non c’è bisogno che il M5s torni al governo per “fare i conti”. Quei dati sono già pubblici, frutto delle analisi di varie istituzioni. E tutte confermano che il Superbonus è stato un disastro.
Partiamo dall’analisi della Banca d’Italia citata da Conte (dal titolo “Le recenti dinamiche della produttività e le trasformazioni del sistema produttivo”). Nello studio, in effetti, si segnala che “senza gli incentivi fiscali alle ristrutturazioni edilizie la crescita del valore aggiunto tra il 2019 e il 2023 (pari a 5,8 punti di pil) si sarebbe sostanzialmente dimezzata”. Il dettaglio non marginale è che, in quello stesso periodo, la spesa complessiva di Superbonus e Bonus facciate è stata pari a 170 miliardi di euro, oltre 8 punti di pil. E infatti nella frase successiva Bankitalia scrive: “I benefici per il complesso dell’economia in termini di valore aggiunto sono stati più bassi rispetto ai costi sostenuti per le agevolazioni, implicando un moltiplicatore fiscale inferiore all’unità”. In sostanza “il ritorno” di cui parla Conte è negativo: ogni euro speso ha prodotto meno di un euro di pil.
Non si tratta dell’unica valutazione negativa sul Superbonus. In un altro studio sul tema, dal titolo “L’impatto economico degli incentivi fiscali alle ristrutturazioni edilizie”, Bankitalia stima che dei 170 miliardi di spesa nel periodo 2021-2023 tra Superbonus e Bonus facciate il 27% è una “perdita secca”: lo stato ha speso 45 miliardi di euro per finanziare investimenti che i privati avrebbero fatto con i denari propri. Nello stesso studio, si stimano anche l’impatto sul pil e il costo finale della misura (al netto del gettito fiscale). Nel periodo 2021-2023 i bonus edilizi hanno prodotto una crescita tra 2,6 e 3,4 punti di pil su 13,5 punti totali. Che è sicuramente una spinta forte, ma solo se non si considera il costo. Perché vuol dire che lo stato ha speso in bonus edilizi 3 punti di pil ogni anno per ottenere 1 punto di pil di crescita. Non un grande “ritorno”, si direbbe. “Il costo netto del programma, al netto dell’extragettito causato dalla crescita, è di circa 100 miliardi – conclude la Banca d’Italia –. La misura è lontana dal ripagarsi da sola”.
Ma Conte i numeri li vuole dal Mef che, a suo dire, li terrebbe nascosti “nel cassetto”. In realtà i conti del Mef sono pubblici, perché presentati in audizione parlamentare nel 2023, e più recentemente in un working paper dal titolo “The effects of tax incentives for dwelling renovations: the case of Italy”. Lo studio, pubblicato l’anno scorso dal dipartimento del Tesoro, è più severo dell’analisi della Banca d’Italia. Gli autori prendono in considerazione il Superbonus e il Bonus facciate nel periodo che va dal 2020 al 2023 (un anno in più rispetto al periodo considerato da Bankitalia), il cui costo complessivo è stato di 186 miliardi di euro (circa 9 punti di pil). Il Mef stima che la “Perdita secca” è stata di 70 miliardi di euro, pari al 38% del totale (per Bankitalia è il 27%). “La nostra analisi solleva seri dubbi sull’efficienza degli incentivi”, scrive eufemisticamente il Mef.
Non c’è quindi bisogno che Conte torni al Mef per cercare nei cassetti i conti del “ritorno”. Soprattutto se pensa ancora che il Superbonus sia un’ottima idea: il costo del “ritorno” potrebbe solo aumentare.
https://t.co/pXvHImsZDT
CONTE E IL SUPERBONUS, UNA STRADA SENZA RITORNO
Giuseppe Conte dice che non rifarebbe il Superbonus, anche se ha prodotto ottimi risultati economici. “La Banca d’Italia dice che dal 2019 al 2023 il pil è cresciuto del 5,8%, senza il Superbonus sarebbe cresciuto del 2,2 %”, ha detto al direttore della Verità, Maurizio Belpietro. L’ex premier ha aggiunto: “Quando si dice ‘è costato la somma X’, lasciamo stare, perché i dati li faremo a consuntivo. Guardare al costo non ha senso, essendo un investimento. Quando andremo al governo e spero tra poco, chiamerò i tecnici del Mef che sanno far di conto e farò tirare fuori dal cassetto quali sono i ritorni del Superbonus”.
Non c’è bisogno che il M5s torni al governo per “fare i conti”. Quei dati sono già pubblici, frutto delle analisi di varie istituzioni. E tutte confermano che il Superbonus è stato un disastro.
Partiamo dall’analisi della Banca d’Italia citata da Conte (dal titolo “Le recenti dinamiche della produttività e le trasformazioni del sistema produttivo”). Nello studio, in effetti, si segnala che “senza gli incentivi fiscali alle ristrutturazioni edilizie la crescita del valore aggiunto tra il 2019 e il 2023 (pari a 5,8 punti di pil) si sarebbe sostanzialmente dimezzata”. Il dettaglio non marginale è che, in quello stesso periodo, la spesa complessiva di Superbonus e Bonus facciate è stata pari a 170 miliardi di euro, oltre 8 punti di pil. E infatti nella frase successiva Bankitalia scrive: “I benefici per il complesso dell’economia in termini di valore aggiunto sono stati più bassi rispetto ai costi sostenuti per le agevolazioni, implicando un moltiplicatore fiscale inferiore all’unità”. In sostanza “il ritorno” di cui parla Conte è negativo: ogni euro speso ha prodotto meno di un euro di pil.
Non si tratta dell’unica valutazione negativa sul Superbonus. In un altro studio sul tema, dal titolo “L’impatto economico degli incentivi fiscali alle ristrutturazioni edilizie”, Bankitalia stima che dei 170 miliardi di spesa nel periodo 2021-2023 tra Superbonus e Bonus facciate il 27% è una “perdita secca”: lo stato ha speso 45 miliardi di euro per finanziare investimenti che i privati avrebbero fatto con i denari propri. Nello stesso studio, si stimano anche l’impatto sul pil e il costo finale della misura (al netto del gettito fiscale). Nel periodo 2021-2023 i bonus edilizi hanno prodotto una crescita tra 2,6 e 3,4 punti di pil su 13,5 punti totali. Che è sicuramente una spinta forte, ma solo se non si considera il costo. Perché vuol dire che lo stato ha speso in bonus edilizi 3 punti di pil ogni anno per ottenere 1 punto di pil di crescita. Non un grande “ritorno”, si direbbe. “Il costo netto del programma, al netto dell’extragettito causato dalla crescita, è di circa 100 miliardi – conclude la Banca d’Italia –. La misura è lontana dal ripagarsi da sola”.
Ma Conte i numeri li vuole dal Mef che, a suo dire, li terrebbe nascosti “nel cassetto”. In realtà i conti del Mef sono pubblici, perché presentati in audizione parlamentare nel 2023, e più recentemente in un working paper dal titolo “The effects of tax incentives for dwelling renovations: the case of Italy”. Lo studio, pubblicato l’anno scorso dal dipartimento del Tesoro, è più severo dell’analisi della Banca d’Italia. Gli autori prendono in considerazione il Superbonus e il Bonus facciate nel periodo che va dal 2020 al 2023 (un anno in più rispetto al periodo considerato da Bankitalia), il cui costo complessivo è stato di 186 miliardi di euro (circa 9 punti di pil). Il Mef stima che la “Perdita secca” è stata di 70 miliardi di euro, pari al 38% del totale (per Bankitalia è il 27%). “La nostra analisi solleva seri dubbi sull’efficienza degli incentivi”, scrive eufemisticamente il Mef.
Non c’è quindi bisogno che Conte torni al Mef per cercare nei cassetti i conti del “ritorno”. Soprattutto se pensa ancora che il Superbonus sia un’ottima idea: il costo del “ritorno” potrebbe solo aumentare.
https://t.co/pXvHImsZDT
Qualcosa di INCREDIBILE.
La bassezza umana porta a fondo l’istituzione @UN !
Abbandonate la nave !
Il Titanic sta affondando… smettetela di suonare il violino !
Watch closely new video showing the U.N. reaction: as courageous former hostage Ilana Gritzewsky confronts October 7th denier Reem al-Salem—by recounting the horrific abuse she suffered from Hamas—the U.N. rapporteur on violence against women sits there stone-faced. No empathy.
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15 Utenti in attesa da quasi mezz'ora, nessuna vettura segnalata in circolazione, nessuna informazione da @InfoAtac, alcuni Utenti hanno dovuto ricorrere al taxi per evitare di non arrivare a lavoro.
Vi prego di rituittare questa vergogna quotidiana.
La Cina sostiene l’auto EV e le imprese abbassano i prezzi per farci concorrenza.
Sleale diciamo noi !
L’Italia sostiene le auto EV e i nostri capitani d’industria alzano i prezzi e chiedono i dazi all’importazione !