It would be really funny if AI tries to kill us and then it doesn't succeed because it was trained on too much misinformation. Fake news could save us 🤣
Maria Chindamo, imprenditrice calabrese di 42 anni, laureata in economia, madre di tre figli, scomparve il 6 maggio 2016 davanti alla sua azienda agricola a Limbadi, in provincia di Vibo Valentia.
Quella mattina trovò la sua jeep bianca ancora accesa, con la radio accesa, ma sul cancello e sulla portiera c’erano evidenti tracce di sangue e capelli: segni di un’aggressione brutale e improvvisa. Un anno prima, il 6 maggio 2015, aveva perso il marito Ferdinando Punturiero, suicidatosi, e da allora gestiva da sola i terreni di famiglia tra la Piana di Gioia Tauro e il Vibonese, con determinazione e indipendenza.
Secondo le indagini della Dda di Catanzaro, culminate nell’operazione Maestrale-Carthago e nelle dichiarazioni di pentiti come Emanuele Mancuso e altri collaboratori, Maria fu vittima di un omicidio mafioso orchestrato dalla ’Ndrangheta. Rifiutò di cedere i suoi terreni a un vicino con forti legami alla cosca locale, opponendosi alle mire espansive del clan. Inoltre, la sua libertà di donna – una nuova relazione dopo la vedovanza – non fu perdonata in un contesto patriarcale e mafioso.
Fu sequestrata, uccisa in modo feroce e il corpo fatto sparire con la cosiddetta “lupara bianca”: dato in pasto ai maiali, che in circa 20 minuti ne eliminarono gran parte, mentre i resti ossei furono triturati e macinati con un trattore cingolato o una fresa per non lasciare alcuna traccia.
Il presunto esecutore materiale è Salvatore Ascone, vicino di terreni e accusato di concorso in omicidio (anche per aver manomesso le telecamere di sorveglianza), mentre il mandante sarebbe stato Vincenzo Punturiero (suocero di Maria), deceduto nel 2017 prima degli sviluppi processuali. Il processo davanti alla Corte d’Assise di Catanzaro, iniziato nel marzo 2024, è ancora in corso, con nuove udienze e testimonianze di pentiti che hanno confermato i macabri dettagli.
A quasi 10 anni dalla scomparsa, la memoria di Maria vive grazie alla famiglia ,in particolare il fratello Vincenzo, che non ha mai smesso di lottare per la verità – e a iniziative come sit-in, eventi artistici e spazi dedicati sui suoi terreni, diventati simbolo di resistenza contro la ’Ndrangheta, la violenza di genere e la cultura del silenzio.
La figlia ha detto: “Mamma vive in tutti noi, la ’Ndrangheta da questa strada non passa più”
@Lara160473@RobertoBurioni@heather_parisi Lara tu non hai completato nemmeno la scuola primaria con successo ma vuoi insegnare virologia a un professore ordinario.. torna pure nell' oblio
A chi dice che i #vaccini non hanno alcuna conseguenza vorrei dire che io ho fatto la prima dose del vaccino per il COVID circa sei anni fa e oggi sembro sei anni più vecchio, maledetti!
( @alexmajortom)
@ClaudioBorghi Lei OGGETTIVAMENTE contribuito, diffondendo bugie pericolose e dubbi ingiustificati, alla diffusione di una diffidenza nei confronti dei vaccini che può avere abbassato le coperture vaccinali. Una bambina è morta perché i genitori non l'hanno vaccinata. Mettila nel fascicolo.
@heather_parisi Ballerina, tu sei invecchiata male, una bambina di 4 anni è morta perché i genitori hanno creduto a balle come quelle che racconti tu e non l'hanno vaccinata con un vaccino sicurissimo che le avrebbe salvato la vita. Bambina di 4 anni morta. Non una cicala. Una bambina.
@RobertoBurioni@heather_parisi Il vaccino NON impedisce di contrarre l’infezione né di trasmetterla…l’unica cosa che fa è impedire che si sviluppi la malattia in forma grave. Almeno vai a studiare le basi Bassetto Burionato…coppia di virostar che non lavorano più ma stanno sui social
@mariogiordano5 Chi è che sciacalla?
Ci avete campato sei anni con queste belinate e neanche dopo che é morta una bambina avete intenzione di smettere?
Lettera aperta a Claudio Borghi, Lucio Malan, Marco Lisei, a Maurizio Belpietro e alla redazione de "La Verità"
Una bambina è morta.
Una bambina di quattro anni è morta a Palermo, allo Zen, la notte del 20 agosto. Si chiamava Anna Rosa. Aveva la febbre da giorni, vomitava, non mangiava. Al pronto soccorso l'hanno guardata e l'hanno rimandata a casa, tonsillite. Due giorni dopo è tornata che non respirava più. L'hanno intubata, caricata su un'ambulanza, portata da un ospedale all'altro attraverso una città che ad agosto, di notte, dorme.
Una bambina è morta di difterite, che in Italia non ammazzava nessuno dal 1991. Roba da libro di storia. La tossina le ha preso il cuore, il fegato, il colon. Hanno provato tutto, anche la circolazione extracorporea. Due giorni.
Una bambina è morta perché non era vaccinata. Sua madre e suo padre avevano paura che il vaccino le facesse venire l'autismo. Non erano cattivi. Avevano paura.
Suo cugino, quattro anni pure lui, ricoverato con la difterite, sta bene. Lei non era vaccinata. Lui sì. In mezzo ci sono pochi secondi, il tempo di una puntura fatta o non fatta quando erano piccoli.
Qualcuno ha reso rispettabile quella bugia. Di questo si parla.
Una bambina è morta perché quei due hanno creduto. La bugia però non l'hanno inventata loro, non l'hanno cercata, non hanno letto niente. L'hanno respirata. Gliel'hanno passata già pettinata, già uscita dalla bocca di gente che porta la cravatta e sta in televisione.
Una bambina è morta mentre il senatore Borghi continua a ripetere che l'obbligo vaccinale non serve a niente, che siamo un'anomalia in Europa, che ci riproverà a smontare la legge Lorenzin. Il suo emendamento non riguardava la difterite. Riguardava morbillo, rosolia, parotite, varicella. Lo scrivo perché è vero.
Allo Zen però le distinzioni non arrivano. Non arriva la differenza tra i quattro obblighi vecchi e i sei aggiunti nel 2017. Arriva il video, trenta secondi, un senatore della Repubblica che dice a una madre che deve essere libera di scegliere. Lei sceglie. Poi il senatore torna a casa e la madre resta con la figlia.
Una bambina è morta dopo anni in cui il senatore Malan ha coltivato il sospetto. Le morti improvvise. Gli effetti avversi. Il malore di Ndicka in campo e quel messaggio che lasciava intendere una correlazione senza mai dirla, perché dirla sarebbe stato verificabile.
Una bambina è morta e il metodo resta quello. Non si mente, si allude. Non si dice che i vaccini uccidono, si domanda se per caso non uccidano. Una domanda non la puoi querelare. Entra e basta, poi ci mette anni a uscire, e certe volte non esce.
Una bambina è morta e sua madre aveva paura. Mentre quella paura girava per le case dello Zen, il presidente di una commissione parlamentare d'inchiesta stava su un palco ad Atreju a dire che i no vax andavano rinobilitati, che chi aveva avuto paura dei vaccini aveva avuto ragione.
Oggi quella madre ha una figlia sottoterra e un'indagine per omicidio colposo per omissione. Il senatore Lisei ha una carriera.
Una bambina è morta e quarantotto ore dopo la Verità, il giornale che si porta stampata sotto la testata la domanda di Pilato, quid est veritas, pubblicava un pezzo di Mario Giordano secondo cui se gli italiani non si fidano dei vaccini la colpa è di Roberto Burioni. Non del batterio. Non di dieci anni passati a raccontare che i vaccini fanno più male che bene. Di Burioni.
Anna Rosa era morta da due giorni e voi stavate già regolando i conti con un virologo antipatico. Chiedetevi che cos'è la verità, direttore. Ve lo chiedete in latino ogni mattina, provate una volta in italiano.
Anna Rosa è morta nella regione con la copertura vaccinale pediatrica più bassa d'Italia, 85,13 per cento contro una media nazionale del 94,46. La procura per i minorenni sta setacciando le materne della zona nord di Palermo. Cercano gli altri bambini.
Una bambina è morta e nessuno di voi l'ha uccisa. La responsabilità penale è personale, e la vostra fedina resta pulita.
A pagare saranno due poveracci dello Zen convinti di proteggerla. Loro hanno creduto. Voi avete lavorato per anni perché ci fosse qualcosa in cui credere, poi vi siete voltati dall'altra parte e avete chiamato libertà il risultato.
Una bambina è morta e voi continuerete a parlare. In aula, in televisione, in prima pagina, e nessuno vi chiederà conto di niente. Ve lo chiedo io. Quando prendete una paura ignorante e le mettete addosso la giacca di un senatore, cosa pensate che succeda dopo, nelle cucine dove quella paura arriva?
Una bambina è morta. La responsabilità penale non vi riguarda. Quella politica non prescrive, non si archivia, non aspetta l'esito di un'autopsia.
Dormite pure. Il nome però imparatelo. Anna Rosa, quattro anni, Palermo.
Rispondetene.
Timostene
@AlbertoContri Anche un cretino riesce a capire che nessun vaccino è efficace al 100%. Se uno non lo capisce il problema non è nel cuore, ma nel mancato arrivo di sangue al cervello, che provoca atrofia dell'organo.