Freccero che dà del cocainomane a Zelensky, e il giornalista che lo incalza con golosità suina, sono i veri groupies di Vannacci.
Rilanciano una bufala assemblata a Mosca e si credono coraggiosi.
Gran parte degli artisti si è schierata contro Israele e quindi contro gli ebrei. Non c’è differenza tra antisemitismo e antisionismo. Uno dei pochi a non farlo è stato #ErriDeLuca. Un’intervista da divulgare il più possibile. @ilfoglio_it
La banalità del male
No. Non si tratta di un piano di sterminio ordito da uno Stato. Si tratta di un tragico, mostruoso paradosso: la morte dei civili palestinesi non è il prezzo collaterale pagato da Israele nella sua difesa. È l’arma principale di Hamas, affilata con cinismo e brandita davanti agli occhi del mondo.
Il 7 ottobre non è stato un attacco furtivo, compiuto nell’ombra. È stato demoniaco, esibizionista, orgoglioso. Hamas ha trasmesso in diretta lo stupro, il massacro, le famiglie arse vive dentro le loro case. Ha filmato padri sgozzati davanti ai figli, ragazze trascinate nude e sanguinanti sui pick-up, e ha riversato tutto su Telegram, Instagram e ogni piattaforma disponibile perché il mondo vedesse in tempo reale. Volevano che vedessimo. Il loro male non era freddo e calcolato: era pornografico, viscerale, trionfante.
E il mondo ha visto. Ha visto tutto, in presa diretta. Eppure l’indignazione è durata lo spazio di un respiro. Pochi giorni di shock, qualche condanna frettolosa sui social, qualche editoriale di circostanza, e poi il silenzio. Un silenzio assordante, quasi imbarazzato. Mentre quelle immagini continuavano a circolare virali, l’attenzione globale si è spostata altrove. Non c’è stata una marcia mondiale permanente contro Hamas. Non c’è stata una campagna globale di boicottaggio contro chi ha filmato e festeggiato lo stupro come atto di “resistenza”. Non c’è stata l’onda di rabbia che avrebbe dovuto travolgere chiunque celebra la morte di bambini ebrei. Quella rabbia, invece, si è rovesciata come un fiume in piena contro Israele: contro chi, dopo aver subito il pogrom più documentato della storia moderna, ha osato rispondere.
Perché Hamas non uccide soltanto ebrei. Uccide prima di tutto i palestinesi. Da diciotto anni il popolo di Gaza è ostaggio dei suoi stessi governanti. Hanno trasformato ospedali in comandi militari, scuole in depositi di razzi, abitazioni in ingressi di tunnel. Hanno preso il cemento e i miliardi di aiuti destinati a pane, acqua e scuole e li hanno infilati sottoterra, in una città dei morti viventi dove i civili non possono neppure scendere a rifugiarsi. Quando Israele avvisa la popolazione di evacuare, Hamas spara a chi tenta di scappare. Ha giustiziato madri, padri, ragazzi accusati di “collaborazionismo” con una corda al collo e un colpo alla nuca. Questo non è resistenza. È cannibalismo morale: usare il proprio popolo come scudo umano, come arma di propaganda, come carne da macello per i titoli dei giornali internazionali.
I numeri parlano chiaro, senza ipocrisia. Prima Intifada: pietre contro fucili. Seconda Intifada: kamikaze nei caffè e sugli autobus. Dopo il ritiro israeliano del 2005, Gaza è diventata una base militare camuffata da città. Ogni volta che Hamas ha alzato il livello di ferocia, il numero delle vittime è aumentato. Non perché Israele sia diventato più crudele, ma perché Hamas ha perfezionato la tattica più vile della storia moderna: massimizzare i morti palestinesi per trasformarli in un’arma mediatica globale.
Se Israele volesse davvero il genocidio, Gaza sarebbe un deserto in tre giorni. Invece avverte, evacua, rischia la vita dei suoi soldati per distinguere tra terroristi e civili. Nessun Stato genocida ha mai agito così. Mai, nella storia dell’umanità.
L’accusa di genocidio non è un errore giudiziario. È la fase finale della guerra ibrida. Hamas ha fallito il 7 ottobre nel distruggere Israele sul campo di battaglia. Allora ha deciso di distruggerlo nell’anima del mondo: trasformare la vittima in carnefice, il sopravvissuto in accusato, il popolo ebraico ancora una volta nel colpevole per il solo fatto di esistere e di difendersi.
Ma la verità è più forte dell’odio. Hamas è il carnefice dei palestinesi. Israele è soltanto l’ultimo ostacolo tra Hamas e il completo annientamento del sogno di due popoli che potrebbero, un giorno, vivere in pace.
Il mondo può ancora scegliere: credere alla propaganda o guardare in faccia l’orrore.
#gaza #hamas
@guidotweet mi sa che a molti dei garantisti per il no dell'uovo non gli ha mai interessato nulla. Non è stato un sacrificio, ma un filotto. Si resta comunque stupiti nel trovare gente capace di difendere nella stessa frase Mimmo Lucano e la Procura della Repubblica di Locri
@L5Lorenzo Sono d'accordo con l'idea ma messa così sembra che le 11 sconfitte siano colpa solo dei giocatori. Ovviamente abbiamo delle bare in campo ma trovo che pure Gasperini abbia le sue responsabilità. Poi ripeto pure per me deve assolutamente rimanere
@ValerioRe12@robifacc ma le norme avrebbero attuato, pena bocciatura del PdR e della Corte costituzionale, quanto previsto dalla rinnovata Costituzione (magistrati sovra rappresentati sia nei due csm che nell'alta corte). Bastava leggere e non subdorare. Che poi il governo faccia schifo concordo.