Hospitals are receiving dozens of fainting cases because of hunger.
Doctors, nurses, paramedics, and civil defense workers can no longer do their jobs due to hunger.
People are collapsing in the streets due to hunger.
Anyone who stays silent and just watches is complicit in starving us.
Un grande l'artista che difende con forza la bandiera palestinese, che aveva sventolato sul palco del #RoyalOperaHouse, dal tentativo di strappargliela da parte del direttore del teatro ✌️🇵🇸
Today, I lost my entire family,
My mother, my father, and my beloved sisters, Sarah, Saja, and Manar were all martyred.
I have no words to describe the pain, Please, keep them in your prayers.
La rivoluzione di Khomeini la fecero milioni di iraniani, ha insediato un tipo di governo che non ci piace ma è l'esito di un percorso di indipendenza di quel popolo del tutto legittimo storicamente.
Ora se pensiamo che il peggior governo nazionale 👇
you are not iranian generals, you do not know what their capacities or circumstances or timetables are & they don't perform for your pleasure ... they have a nation of 90 million people to defend & millions more count on their support too
Pep Guardiola, alla laurea honoris causa dall'Università di Manchester,allenatore di calcio,uomo:
“È così doloroso quello che vediamo a Gaza. Mi fa male in tutto il corpo. E fatemi essere chiaro: non si tratta di ideologia, non si tratta di io ho ragione e tu torto. È solo amore
Non sono un gran consumatore di Tv. Ma ogni tanto, come tutti, un’occhiata gliela do. E mi sono capitati episodi come questi. Paolo Mieli che nel talk di Lilli Gruber sostiene che la Striscia di Gaza era “libera" prima del 7 ottobre. Oppure Fiamma Nirenstein che da Bruno Vespa sostiene che a Gaza il rapporto tra miliziani attivi di Hamas e civili uccisi dall’esercito di Israele è 1 a 1.
Famosi, stimati e nel loro campo autorevoli. Ma allora come può Mieli dire che la Striscia di Gaza era libera? Non è informato? Figuriamoci. Non ha capito? Spiace dirlo ma l’unica conclusione è che Mieli sia così partigiano da lasciarsi andare ad affermazioni che non hanno riscontro con la realtà.
Identico il caso di Fiamma Nirenstein, giornalista, autrice di libri, già deputato della Repubblica, collaboratrice di think tank. Come può una persona così dichiarare una cosa tanto falsa?
https://t.co/bwCbO4DDol
Mi è giunta una notizia straziante: Yaqeen Hammad, una ragazzina nota a Gaza per la sua gentilezza e il suo impegno umanitario, è stata uccisa in queste ore dall'esercito israeliano in un attacco missilistico.
Difficilmente vedremo politici indignarsi per "il vile atto terroristico"
La BrigataEbraica fu costituita nel 44 grazie alle pressioni di weizmann,sionista che propugnava la sostituzione etnica dei palestinesi in prospettiva di fondare la futura,attuale,colonia genocida chiamata israele.
Il sionista buono è simile e uguale al "sionista autoritario" 🇵🇸
«Chi sfila sotto le bandiere della Brigata Ebraica - simile ma non uguale a quella Israeliana - viene spesso fischiato perché in molti ambienti Israele è visto come uno lo stato prevaricatore che occupa lea terre che, secondo il diritto internazionale, spettano al popolo palestinese.
Molti dei contestatori della Brigata Ebraica guardano l sua bandiera, e vedono la bandiera di Israele (che non ha contribuito a liberare gli Italiani visto che lo stato ebraico nel 1945 non esisteva) e che (dal 1967 in poi) per sintetizzare, tiranneggia un altro popolo.
Io non fischierei quelli che sventolano la bandiera della Brigata, perché la Brigata ha contribuito alla liberazione dell’Italia dai fascisti e dai nazisti, e non è responsabile né dell’occupazione della Cisgiordania, né della distruzione della Striscia di Gaza e dei suoi abitanti. Ma fare distinzioni richiede approfondimenti, costa fatica e molta gente non ha tempo per distinguere.
Fenomeno simile succede a parti inverse. Tra chi sfila con la Brigata c’è chi pensa necessario e opportuno difendere non tanto i volontari ebrei che combatterono in Emilia Romagna 80 anni fa, quanto lo Stato ebraico di Netanyahu, magari insultando i palestinesi che fischiano la Brigata, equiparandoli ai nazisti.
Credo questo succeda anche perché spesso chi sfila con la bandiera della Brigata sventola anche la bandiera israeliana. Una bandiera che per molti oggi rappresenta oppressione e distruzione si trova accanto ad un’insegna che rappresenta la liberazione da una dittatura. Non è un caso: la seconda viene strumentalizzata per rendere accettabile la prima.
Il tutto risulta paradossale, considerando che la tragedia vera si consuma lontano dall'Italia. Ma nel clima politico attuale, chi sostiene Israele incondizionatamente – soprattutto a destra, ma non solo – sfrutta questo contesto per delegittimare l’antifascismo. Da qui anche l’invito governativo alla “sobrietà”: un pretesto, spesso, per ridimensionare o svuotare di significato le celebrazioni del 25 aprile».
- David Calef, dell'associazione ebraica Mai indifferenti.