✍️ Appunti di viaggio
C'è ancora un'isola felice nell'instabilità globale. Circondati da conflitti e confusione. Logiche di dominio e profitto. Divisioni e guerre tra i potenti della terra. Cinismo e ferocia. Ci stiamo quasi abituando a questa terrificante attualità. Mette paura la mancanza di umanità. In una retorica muscolare priva di buone maniere. Non ci si vergogna più, purtroppo, della vergogna.
Di fronte a contesti sempre più preoccupanti, c'è ancora un po' di luce. Il bisogno di ritrovare spessore umano. Riappropiarsi dell'essenza dell'umanità. Per questo ti aggrappi ancora di più a lui, a Jannik. Per rivedere la speranza in fondo al tunnel. Un ossimoro in questo scenario. Lo rivedi in campo ad allenarsi a Wimbledon e avverti sensazioni diverse. Torni ad ammirare lo stile. Sì, lo stile, un panda in via di estinzione. Una classe che non si esprime solo nel talento. Nel linguaggio, nei modi, nel rispetto. Non alza mai la voce, non ha bisogno di mostrare il macismo urlato dei deboli. Non offende come fanno da altre parti. Jannik accetta le sue fragilità: "Nessuno è fatto per non sbagliare mai". Non ha sempre ragione, non è invincibile:" Non sono un robot". La debolezza non l'ha mai nascosta. Gli alibi non fanno parte del suo modo di essere. Nell'era della maleducazione ostentata, addirittura come atto di forza, Jannik pone sempre l'educazione al primo posto. Significa integrità morale, rispetto, fair play. Con lui alcune sconfitte diventano più gloriose delle vittorie. Nel proliferarsi dei millantatori, è l'esempio della serietà.
Il modello di maturità e comportamento in un'era di valori spazzati via spesso dall'ego smisurato del potere.
È lontano anni luce Jannik dai cattivi esempi che ci circondano. È sempre più un approdo sicuro. Un'isola felice a cui aggrapparci come tratto distintivo.
Oggi, soprattutto oggi, più che mai.
✍️ Angelo
Mentre il teatrino dei potenti anestetizza le coscienze, a Trieste un'auto piomba su un corteo antifascista. Una strage sfiorata. Nell'indifferenza generale si consuma l'ennesima escalation di odio e violenza, prodotto di una propaganda che da anni avvelena il Paese. #matrice
Zelensky lancia l'ultimatum a Lukashenko.
Sì, adesso il presidente ucraino è nelle condizioni di dettare le regole.
“Quando è iniziata la guerra su vasta scala, siamo stati colpiti da missili che hanno ucciso bambini e adulti. E Alexander Lukashenko lo sa. Un gran numero di missili sono stati lanciati dalla Bielorussia. Allora, ha chiamato, si è scusato e ha detto che non dipendeva da lui . Non ci credo, ma è quello che ha già detto.
Ora, la Russia continuerà a spingerlo ulteriormente in questa guerra. Ora, capisce che l'Ucraina risponderà. Non c'è bisogno di altre parole. Ci sono ripetitori sulle sue torri di comunicazione. Sul suo territorio, lungo le due regioni al confine con l'Ucraina, ci sono apparecchiature che regolano il fuoco sulla nostra gente. Dovrebbe rimuovere queste apparecchiature. Penso che una settimana sia sufficiente per farlo. Perché in questo momento, ogni giorno, i nostri civili vengono uccisi e i bambini vengono feriti a causa di questo. Se non lo fa lui, lo faremo noi. Lo stesso vale per il suo settore della raffinazione del petrolio, ad esempio. Stiamo facendo di tutto affinché i russi non abbiano la possibilità di vendere petrolio e fornire gasolio e carburante al loro esercito. Oggi, la Bielorussia è uno dei principali fornitori dell'esercito russo. Si può fermare tutto questo? Sono sicuro che sia in suo potere. Ed è lui che lo controlla."
Zelensky
Crosetto non gradisce le inchieste sul suo sistema di potere e suo sistema di relazioni e fa denuncia temerarie contro i giornalisti
Io sto con Nello Trocchia e i giornalisti che non si fanno intimidire dal potere corrotto
Dal territorio di Perm arrivano ormai numerosi video che sembrano confermare lo svolgimento di retate contro uomini da mandare in guerra. In diversi casi a cercare di impedire che vengano portati via sono le mogli o altri familiari, e talvolta persino semplici passanti che si radunano in massa per difenderli.
Per ora, però, le domande sono più delle risposte. Perché proprio la regione di Perm? In altre regioni russe, almeno finora, non si sono viste scene di questo tipo. In passato ci sono stati numerosi casi di persone costrette, anche con minacce e violenze, a firmare contratti militari, ma di norma non venivano fermate per strada. Più spesso si trattava di coscritti o riservisti già all’interno del sistema militare.
Le autorità locali stanno forse mancando così gravemente gli obiettivi di reclutamento da aver deciso di ricorrere alla forza? In questo caso si tratterebbe di un’iniziativa regionale. Oppure si tratta di un’iniziativa delle autorità federali, che stanno utilizzando una singola regione come banco di prova per verificare la reazione della popolazione all’invio forzato al fronte?
Sono inoltre circolate segnalazioni secondo cui a essere presi di mira sarebbero soprattutto uomini con molti debiti, prestiti insoluti e/o problemi con la giustizia. In altre parole, persone considerate più vulnerabili e più facili da convincere a firmare un contratto militare in cambio di denaro.
Nel frattempo, vale la pena ricordare che, dal punto di vista formale, il decreto di Putin sulla «mobilitazione parziale» è ancora in vigore. Non è mai stato emanato alcun decreto che ne abbia cessato gli effetti. È proprio per questo motivo, ad esempio, che i contratti militari di fatto non hanno una scadenza reale: durante la mobilitazione il soldato non può semplicemente lasciare il servizio alla fine del contratto, e il Ministero della Difesa continua a prorogarlo automaticamente. In pratica, dalla guerra si esce solo in una bara o con ferite gravissime. Altre vie non sono previste.
Inoltre, il fatto che il decreto di mobilitazione sia ancora formalmente in vigore significa che, in qualsiasi momento, potrebbero ricominciare a essere distribuite le convocazioni e avviata una nuova mobilitazione. Finora da Perm non sono arrivate notizie in questo senso, ma dal punto di vista giuridico nulla lo impedisce.
Ripeto: al momento le domande sono ancora più delle risposte. Tuttavia, il fatto stesso che in alcuni video si vedano familiari e perfino sconosciuti cercare di impedire fisicamente che gli uomini vengano portati via è di per sé un fenomeno insolito per la Russia contemporanea.
Ciao, io ero Andrea, sono Morto il #20giugno 2006, a 23 anni, perché un padrone aveva deciso di togliere le fotocellule di sicurezza alla mia pressa, che mi ha schiacciato la testa. Sono morto per 900 euro al mese e alla mia mamma, Graziella Marota, l'inail ha dato meno di
Dagli incendi contro proprietà legate a Keir Starmer alle campagne di disinformazione che coinvolgono Tommy Robinson, il Regno Unito emerge come laboratorio di una nuova guerra ibrida.
La convergenza tra reti vicine al Cremlino, estremismo sovranista e universo MAGA, mostrano come interessi diversi possano allinearsi nella destabilizzazione delle democrazie liberali e nell’erosione delle istituzioni occidentali.
#cultisti , non perdete la nuova versione restaurata di #Arrapaho , proiettata per la prima volta ieri a Napoli.
Non poteva che partire da lì l’Arrapatour , che celebra in pochi e selezionati cinema i 40 anni dall’uscita di quello che è universalmente riconosciuto come “Il film più brutto della storia del cinema italiano”.
Se non è culto questo… 😎
https://t.co/mHzIJhVyln
@pillolerock
Grazie di cuore a chi ci vuole bene, ogni anno un po’ di più, ogni anno come viene.
Suonate ancora, per noi e con noi.
Con te, sempre con te.
#propagandalive
SOLO PER GLI SMEMORATI:
La villa di Arcore, B. la rubó all'orfana dei signori Casati Stampa, dopo che il padre dell'orfana aveva ucciso la moglie, l'amante giovane e si era suicidato.
Alla ragazza, desiderosa di scappare dall'Italia e bisognosa di soldi, vennero offerti 500 milioni di lire contro un valore della villa stimato per 7,3 miliardi di lire. La cosa bella è che i 500 milioni non vennero dati in soldi ma in azioni non quotate in borsa. Proprio per questo la ragazza non riuscì a cambiarle in denaro e si ritrovo con delle azioni bloccate. Allora B. si offrì di riprendersele in cambio di 250 milioni di lire e alla fine la ragazza si ritrovó a vendere una casa di 7,3 miliardi per 250 milioni di lire. Non c'è che dire, un affare.
Per quanti diranno, fessa lei che ha accettato, occorre ricordare che era un'orfana e che il suo tutore legale era Cesare Previti (CONDANNATO A 6 ANNI), avvocato e braccio destro finanziario di B. Questa è una delle cose... si potrebbe andare avanti ore...
In Italia a uno come questo, dopo tutto quello che ha fatto, gli fanno i funerali di Stato. Siamo nella follia pura!!!
Edoardo Sala
Mi state dicendo che non posso inseguire uno che mi ha rubato la borsetta, finirlo col mio SUV passandogli sopra quattro volte di seguito, poi scendere, riprendermi la borsa e andarmene lasciandolo agonizzante, senza chiamare i soccorsi e senza che quei rompiscatole dei giudici mi condannino?
Ma dove andremo a finire, signora mia.
«La guerra in Ucraina sarebbe finita molto prima. Bastava non cedere alla retorica pseudopacifista dell’escalation da evitare a tutti i costi, e invece di dare inutilmente del macellaio a Putin, autorizzare l’impiego delle armi ucraine e occidentali per colpire gli approvvigionamenti energetici dell’esercito russo, per infondere insicurezza nel Paese dello zar, per difendersi come sempre ci si difende nelle guerre e nella vita, con la deterrenza fatta di azioni altamente intollerabili per il nemico aggressore. Oggi, con i suoi armamenti poveri ma tecnologicamente astuti, la splendida Ucraina, che è lo scudo di tutti noi, colpisce in territorio russo e riscrive la storia di questa guerra smentendo le panzane e le riluttanze con le quali si alimentano solo sconfitte basate sul cosiddetto coraggio della bandiera bianca. Quanto tempo, quanto terreno, quanta pace si è persa per la velleità di fare la guerra di difesa con un braccio legato dietro la schiena?» (Giuliano Ferrara sul Foglio)