On est passé d’une Coupe du monde de football où des joueurs gagnent des millions en courant après un ballon, à des incendies gigantesques où des pompiers volontaires risquent leur vie pour moins de 10 €/h.
Il est peut-être temps que nos sociétés revoient leurs priorités.
Pensa, per crescere ragazzi sani si potrebbero costruire campi sportivi, biblioteche avveniristiche, aree di aggregazione, scuole moderne con programmi coinvolgenti, bei quartieri verdi, vivibili... ma perché spender tanto quando li si può sbattere in galera?
Il punto non è applicare o meno la Bolkenstein alle spiagge italiane, il punto è diminuire le concessioni perché sono troppe e impediscono il godimento pubblico del mare (che è di tutti). Comune per comune, spiaggia per spiaggia, liberare almeno il 50% di quanto occupato.
il video di #Vannacci travestito da antico imperatore romano,che non vi ripropongo per scelta, è osceno. Peraltro io da bambina quando studiavo quel periodo cupo dell'Impero Romano sono sempre stata dalla parte dei cristiani mandati a morire sbranati dai leoni dentro il Colosseo. Tifavo per Gesù messo in croce al posto del ladrone Barabba da un Ponzio Pilato inetto che se ne lavava le mani, lasciando decidere alla pancia del popolo. Vannacci esalta la violenza di quel periodo con quegli imperatori fuori di testa che trovavano divertente assistere con gli hooligans di quel tempo alla morte di chi sceglieva la fede in Dio invece dell'idolatria. Leoni che mangiano dal vivo esseri umani tra atroci sofferenze, una scelta da vigliacchi. Non c'è proporzione di forza,è un massacro e trovarlo uno spettacolo esaltante è da mente malata. "Altri tempi" dirà qualcuno...appunto dico io:Riproporlo oggi è inquietante. Augurare la morte a un avversario politico, immaginando di ridurre le sue carni a brandelli, significa rifiutare le basi della democrazia che abbiamo costruito. Colpisce che Vannacci sia stato un militare,un rappresentante delle forze armate poste a tutela proprio delle istituzioni democratiche. Ho conosciuto ben altri militari nei teatri di guerra. Non cercavano lo scontro,non amavano la guerra, lavoravano per il dialogo, costruivano la pace.Vannacci cerca lo scontro e diffonde odio. Rinnega i valori della Costituzione.Che paese vogliamo diventare?
#Libano #Crosetto #Meloni #Fdi #Esercito #Tajani #Boldrini #Conte #Afghanistan #Unifil
Genova è la prima città in Italia: il depaving entra nel Piano Urbanistico Comunale. Non basta più parlare di riduzione del consumo di suolo, dobbiamo invertire la rotta: togliere cemento, restituire spazio al verde, rendere la città più fresca, più vivibile, più giusta.
Xi Jinping che cita Tucidide a Donald Trump è una delle immagini contemporanee più surreali degli ultimi anni. Da una parte la diplomazia millenaria cinese, che ragiona per simboli, filosofia, riferimenti storici e pazienza strategica. Dall’altra Trump, che probabilmente pensava che Tucidide fosse un nuovo marchio di steakhouse texana o un giocatore serbo della NBA.
Per capirci: la “trappola di Tucidide” è la teoria secondo cui, quando una potenza emergente minaccia di sostituire quella dominante, il rischio di guerra diventa quasi inevitabile. Tucidide lo scriveva raccontando il conflitto tra Sparta e Atene: “Fu l’ascesa di Atene e la paura che questo provocò a Sparta a rendere la guerra inevitabile”. Oggi il parallelismo è evidente: Cina in ascesa, Stati Uniti potenza dominante in paranoia strategica.
Ora immaginate Xi che, con tono confuciano e aria da mandarino imperiale, spiega il concetto durante il vertice. E Trump che ascolta annuendo serio per dieci secondi, prima di chiedere se “Tucidide” abbia votato repubblicano o se produca dazi migliori di quelli cinesi.
La scena è metafisica. Xi parla di equilibrio storico delle civiltà, Trump pensa agli hamburger, ai coyote da mitragliare al confine e ai post su Truth Social scritti come messaggi inviati alle tre di notte dopo sei lattine di Diet Coke: “KISS MY A#S!!!”.
Ed è questa la vera fotografia dell’Occidente contemporaneo. La Cina che usa i classici greci per discutere di equilibrio multipolare. Gli Stati Uniti che rispondono con meme, minacce commerciali e slogan da wrestling.
ps: comunque, con @kulturjam siamo semrpe avanti. Sulla "trappola di Tucidide" e sue varianti, grazie all'acume del buon professor @PvPmedievalist , abbiamo scritto un intero capitolo del volume "Gli analfoliberali" (link nei commenti).
#trump #xijinping #cina #storia
Chi prega ha coscienza del proprio limite, non uccide e non minaccia la morte. Invece, alla morte è asservito chi ha voltato le spalle al Dio vivente, per fare di sé stesso e del proprio potere l’idolo muto, cieco e sordo (Sal 115,4-8), cui sacrificare ogni valore e pretendere che il mondo intero pieghi il ginocchio. Basta con l’idolatria di sé stessi e del denaro! Basta con l’esibizione della forza! Basta con la guerra! La vera forza si manifesta nel servire la vita. #Pace
Alla fine vince sempre la vita, grazie al coraggio di chi va avanti nonostante tutto il male del mondo.
Giulio continua e continuerà a fare cose.
#BuonaPasqua con Giulio nel cuore
Quindi ricapitoliamo.
L’ex compagno del signor presidente Giorgia, padre di sua figlia, ma mai sposato con la premier, è stato mollato dopo aver fatto lo scemo con una giovane collega, chiedendole se faceva il threesome o il foursome.
Il vicepremier ha divorziato dalla prima moglie con cui ha avuto il un figlio, si è lasciato dalla donna con cui ha convissuto dopo il primo matrimonio e con cui ha avuto la seconda figlia e dopo una relazione con una conduttrice televisiva ne ha ora un’altra con la figlia di un ex politico condannato. Però il suo modello di famiglia è il presepe.
Vittorio Sgarbi ha fatto il sottosegretario.
L’ex quasi cognato del signor presidente Giorgia, dopo una lunga lunga relazione, si è lasciato con la sorella della premier. Anche loro non erano sposati.
Abbiamo assistito ai funerali di Stato e all’intitolazione di un aeroporto al “papi” di Noemi Letizia. Quello delle “cene eleganti”, delle “olgettine”, di Ruby nipote di Mubarak ecc…
Una deputata di Fratelli d’Italia siede ancora in Parlamento (e ha pure il coraggio di pontificare su tutto…) malgrado una condanna definitiva per peculato. Tra le “spese pazze” a lei contestate, il libro “Sexploration, giochi proibiti per coppie, istruzioni per l’uso”.
E poi Gennaro Sangiuliano. Poche ore prima il signor presidente Giorgia aveva detto “stiamo facendo la storia”. Il problema è che “la storia” sembra ispirata a un cinepanettone con Massimo Boldi, con un ministro ostaggio delle storie Instagram di una furbissima tipa di Pompei con cui ha avuto una relazione extraconiugale. Una tipa che si portava in giro, che aveva accesso a palazzi e documenti. Basterebbe questa leggerezza a licenziarlo e a chiedergli di lasciare ogni incarico pubblico e dedicarsi alla vendita di contraccettivi per criceti.
Insomma, i personaggi che vorrebbero imporre a tutti il modello della cosiddetta “famiglia tradizionale”, quella dove mamma e papà si sposano in chiesa e fanno quattro pargoli, sono i peggiori sponsor di quel modello.
Il problema è che non provano vergogna. Né loro né quel pezzo di Paese regredito che li vota.
C’è una battuta che circola in questi giorni e che la Presidente del Consiglio ha rilanciato con leggerezza: quella sullo sciopero del 12 dicembre, indetto di venerdì, “così si fa il ponte”. È una di quelle frasi che fanno sorridere chi non conosce davvero il mondo del lavoro, ma che feriscono chi nel lavoro ci vive ogni giorno, anche il sabato e la domenica.
Perché dietro quella battuta non c’è solo ironia, c’è un pregiudizio di classe. C’è l’idea che scioperare di venerdì sia un privilegio, come se chi lo fa potesse concedersi un fine settimana lungo. Ma chi lavora nei turni ospedalieri, chi insegna, chi guida un autobus, chi serve ai tavoli o indossa una divisa, non conosce il “weekend lungo”. In Italia milioni di persone lavorano anche di sabato, di domenica e nei festivi. A non farlo, semmai, sono molti di coloro che quella battuta la pronunciano: dirigenti pubblici, funzionari, politici, persone che del lavoro conoscono soltanto la rappresentazione, non la fatica.
Accusare chi sciopera di essere “furbo” o “parassita” è un modo subdolo per svuotare di significato un diritto costituzionale. Lo sciopero è l’unica voce che resta a chi lavora quando le altre sono ignorate. Ridurlo a una scampagnata di tre giorni significa disprezzare quella voce, e insieme l’idea stessa di dignità del lavoro.
C’è poi un dettaglio che rende questa battuta ancora più stonata. Il 12 dicembre non è una data qualsiasi. È il giorno in cui, nel 1969, una bomba fascista esplose nella Banca Nazionale dell’Agricoltura in Piazza Fontana, a Milano. Diciassette morti, ottantotto feriti, e l’inizio della stagione delle stragi. È un giorno che dovrebbe spingere alla memoria, al rispetto, non all’ironia.
Per questo, chi oggi deride lo sciopero non mostra spirito, ma distanza. Distanza da chi lavora, da chi ricorda, da chi ancora crede che il lavoro non sia un privilegio, ma un diritto. E chi quella distanza la chiama “battuta”, dimostra di non capire nemmeno quanto sia grave.
Lui invece è stato chiarissimo, come Hitler:
“Noi in Israele, almeno la popolazione, non siamo interessati a tutti questi discorsi razionali.
Per noi c’è uno scopo: distruggere Gaza, distruggere questo male assoluto
Ex ambasciatore di Israele in Italia, Dror Eydar
Anche oggi, quello che da 2 anni la stampa non fa: parlare dei palestinesi come esseri umani, per contribuire alla deumanizzazione su cui Israele punta per giustificare i suoi crimini, proviamo a farlo noi.
Perché se gli dai un volto e una storia, la vedi bene quell’umanità.
Se pensi che manifestare per la Palestina equivalga a sostenere Hamas sei irrimediabilmente un coglione e realmente non c'è modo che questa tua realtà possa cambiare.